Conseguenze Prevedibili

Una volta c’era una bambola delle dimensioni di una Barbie, che però al contrario di quest’ultima non si nascondeva dietro costruzioni familiari di facciata (“questa è mia sorella! Anche queste cinque, certo!”). Aveva un marito ed era sempre incinta, si tirava fuori qualcosa e si scopriva se era maschio o femmina, per dare una spiegazione scientifica. Un po’ démodé oggi come oggi, ma le bambine sembravano soddisfatte. E anche Barbie, formazione familiare di facciata a parte, non era male, era elegante e dava certi party in piscina con amiche e schiuma che ancora tutti si ricordano.

Ma quelli erano gli anni 80 e tra l’altro le Micromachines cambiavano colore a seconda della temperatura dell’acqua e davano 10 a 0 a quei giochi di carte con regole marziane che nessuno sopra i 12 anni è in grado di comprendere.

Oggi ci sono le Bratz. Ecco, queste bambole, chiamiamole così per comodità, ma non sono sicuro che sia il nome giusto, hanno la passion for fashion che, a quanto sembra, è un desiderio irrefrenabile di vestirsi da viado consumato, in un trionfo di lattice e make up che rende Christina Aguilera nel video “Lady Marmelade“ una versione moderna di Mary di “Casa nella Prateria”. Labbroni Made in Taiwan d’ordinanza e una sorpresa sconcertante (ringrazio mia nipote di 7 anni per avermi istruito). Se togliete loro gli stivalacci della tangenziale, scoprirete che non hanno i piedi.

A me fa senso.

Perché queste bestiacce truccate con l’intonaco hanno solo gonne inguinali, pellicce e calzature sadomaso, tanto che se gliele togli, non resta più niente di loro.

E poi certo che i libri di Moccia diventano bestseller.

Annunci

22 commenti

Archiviato in Povere Donne

22 risposte a “Conseguenze Prevedibili

  1. Condivido pienamente. Le Bratz incutono un certo timore.

  2. utente anonimo

    Pienamente d’accordo..ma non erano le Micromachines a cambiare colore, ma le Hot Wheels..non mi cadere su particolari del genere che hanno reso immortali i “nostri” anni 80..(Z@N)

  3. Arrivo anche io sull’onda della segnalazione di Eriadan. Per ora sono arrivata a leggere fin qui, ma ti linko e vado avanti a leggere. E’ fantistico trovare in un blog esattamente gli stessi pensieri che anche a me suscitano certe publicità.

  4. utente anonimo

    eh no,cacchio,anche le micromachines cambiavano colore! così univi la figaggine delle hotwheels a quella delle micromachines…il gioco perfetto!

  5. Io avevo un autolavaggio e sono quasi certo che fosse dello Micromachines solo che ho bisogno di conferma da qualcuno che se lo ricordi ancora! 🙂 grazie a tutti per i commenti

  6. hai delle conclusioni che mi fanno morire!!!! :)))

  7. Ecco!Mò mi tocca andare a comprare una Bratz per verificare se gli mancano i piedi.

  8. utente anonimo

    tra l’altro ricordo quando ero piccola che era uscita la storia di fare le barbie con la vita un pò più spessa che così erano troppo magre ed erano un incentivo all’anoressia..tra l’altro barbie era socialmente utile:(..dava i party si ma nel frattempo faceva la veterinaria la pediatra la guardia boschi:(.. ste bratz invece che fanno:(??

  9. “hanno la passion for fashion che, a quanto sembra, è un desiderio irrefrenabile di vestirsi da viado consumato”

    Ho riso sputazzando sul monitor: mi devi un 17″ LCD! :)))))

    Ti linko al volo, perché anche a me piace analizzare gli spot! Ce ne ho diversi disseminati nel blog… Se riesco a ritrovarli (il mio blog non è taggato apposta!), te li faccio leggere.

    Esilarante!

  10. ma del resto anche i libri di muccino, se gli levi la facciata non so cosa resta….

  11. …. piccole “bagasce” crescono!!!… bhè diciamo veline!!!

  12. utente anonimo

    Anche io arrivo da eriadan, GENIALE!! pensavo d’essere l’unica orripilata da queste battone formato bambola, che insegnano soloa vestirsi alla moda (ma quale? quella della tangenziale?) Le mie barbie salvavano cavalli in pericolo ed animali in via d’estinzione (forse avrei dovuto dar l’oro l’amaro averna!) erano manager affermate, scienziate brillanti e quant’altro *-*

  13. utente anonimo

    La bambola di cui parli, credo si chiamasse “La famiglia Dolcecuore” 😀 Che già dal nome si capisce quant’è demodé.
    Le Bratz dovrebbero ricevere finanziamenti statali, visto i modelli che propongono potrebbero essere la cura ottimale per risollevare l’Italia dal problema della crescita zero della popolazione.

  14. utente anonimo

    Anche io sono qui grazie a Eriadan…
    Mi piace la tua visione del mondo, al momentol la condivido in pieno e confesso di aver delirato per cose analoghe… anche io ho uno scalcagnato blog che suo malgrado deve sorbirsi le mie sclerate! Complimenti per lo stile, mi stai rallegrando il pomeriggio! 🙂

  15. utente anonimo

    @#13: Credo che in realtà invece la bambola fosse la mami, quella che aveva il pancione che si apriva ed usciva un pupazzino minuscolo a forma di neonato, che a dire la verità a me ricordava molto il bambin Gesù del micro presepe di mia madre…

  16. Non ricordo la bambola gravida ma ricordo perfettamente le micromachines cambiacolore sotto l’acqua!!

    Abbiate pazienza da bambina sono cresciuta in mezzo ai maschi XDD

    Comunque le bratz sono inquietanti dei puttanoni in piena regola.

  17. Grande! XD
    Grazie ad Eriadan per aver linkato questo blog geniale!
    P.s. sulle bratz e le “nuove mode trash” ci ho fatto il mio penultimo esame l’anno scorso…
    _Miri_

  18. la cosa brutta è che alle bambine piacciono, e le preferiscono alle bambole meno mignatte.
    Mannaggia

    (sei fantastico!)

  19. utente anonimo

    questo è fantastico!

  20. utente anonimo

    ahahaah le stoccate finali sono troppo forti!

  21. utente anonimo

    Ciao, piccola rettifica.
    Io ero (e sono!) ll felice possessore di micromachines che cambiavano colore e posso assicurarti che eran proprio micromachines!
    Ciao
    Michele

  22. Grazie per il conforto, Michele. Allora ricordavo bene! Ho dei pezzi di memoria che estendono le proprietà camaleontiche anche alle Hot Wheels, però io avevo l’autolavaggio Micoromachines! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...