Reggere Il Confronto

La bambina paffuta col pigiama rosso ieri notte ha fatto “un sogno buonissimo”.
Vedete da voi che siamo lontani anni luce dalla sua collega istruita, che già a dieci mesi era docente alla scuola agraria e che ne sa una più del mugnaio.

Non c’è lo scirocco che si impossessa di lei, spezza il pane in modo approssimativo, non lo gusta ad occhi chiusi in crisi estatica. In compenso chiacchiera; a dirla tutta, sembra che parli per la prima volta, dato che, mentre Shirley Temple racconta le sue psicosi oniriche, il padre resta incantato con la brocca dell’acqua a mezz’aria, la madre pare aver intravisto il futuro di sua figlia come Nobel per la letteratura e smette di assassinare il parmigiano, il fratello si congela nell’atto di prendere il bicchiere invece di tirarle un calcio da sotto il tavolo, come  invece sarebbe giusto.
Notare come, a disposizione del commensali, ci sia solo qualche accenno di verdura e pane confezionato; è chiaro che in quella famiglia sono tutti allucinati dalla fame e mi domando perché si lascino morire di inedia, dato che, complice un originale tocco di stile, sul piano della cucina si intravedono ben due pacchi di pasta Barilla.

Gli atroci morsi della fame sono chiaramente l’origine del pericoloso sonnambulismo della ragazzetta, per cui attraversa il suo modesto campo di grano (c’hanno tutti il campo di grano, solo io ho un cortile condominiale che sembra il recinto delle capre), ed è inoltre il motivo per cui, ancor prima di sapere cosa contenga il casone, lei è già stupita e allampanata. La conclusione più ovvia è che si trovi in "un forno magico"; ora, mia adorabile controfigura di Maria Lark, perché mai quel forno sarebbe magico, forse vendono il pane a meno di sette euro al chilo? No, perché in quel caso la traversata dei trecento acri in notturna me la faccio anch’io.

Sul pavimento disseminato di farina (secondo lei) o calce viva (secondo me) zompetta stordita dal profumo di cibo, con i piedi nudi, nemmeno scalfiti dal precedente peregrinare; nel suo delirio, si trova lì per aiutare gli uomini della farina. Insomma lavoro minorile non retribuito, per giunta in fabbrica perché, magico magico, sto forno fa trecentosessanta pani alla volta tutti uguali, non è che uno si beva la storia della bottega artigianale se vede un po’ di (ricordo: presunta) farina e uomini in bianco che la spargono ovunque come se fosse un valore aggiunto; tra l’altro, se mi è concesso, trovo sospetto non tanto l’orario (un bravo fornaio alle quattro del mattino è già all’opera da un pezzo), quanto l’ubicazione dell’industria, in definitiva, sto suggerendo velatamente che si tratti di una copertura per qualcos’altro, che so, un altro tipo di farina; questo è un nodo della vicenda che lascio sciogliere al Nucleo Anti Sofisticazione e Sanità.

Senza mollare un istante lo sguardo confuso e atterrito che l’ha contraddistinta sin dal primo fotogramma, la bambina si ricorda tutto d’un tratto di un elemento CHIAVE del racconto, buttandolo lì senza alcun senso (signora: per quel Nobel…lasci stare..la iscriva a danza piuttosto) «E poi c’eran tante biciclette!», con un tono che dovrebbe esprimere l’incredulità di non aver trasmesso prima questo importantissimo messaggio, ma che invece tradisce un disperato «questa è l’ultima volta che la mamma mi obbliga ad andare ai casting».

In effetti, in barba al tanto raccomandato risparmio delle risorse, i sedicenti fornai abbandonano su due ruote il casolare, lasciando tutte le luci accese, le porte aperte e tonnellate di pane sulle mensole.

"Tante biciclette" era un eufemismo. "Tante biciclette" ci sono al sabato ai giardini pubblici, qui abbiamo tutta Beijing all’ora di punta, che si porta via all’alba tutta la merce e la visionaria in pigiama in testa alla carovana, che si agita nel cestino con inopportuna ilarità, mentre si scopre che il forno magico altro non era che il Mulino Bianco (adesso io esigo di sapere dove fosse la ruota del mulino all’inizio dello spot, perché io non l’ho vista, cos’è, a lavoro finito ce la mettono per camuffo?), mentre l’onnipresente vento decide di dedicarsi solo alle spighe in prossimità dello schermo, trovando giustamente inutile sprecare le sue performances per una che quando mangia il pane tiene gli occhi aperti.

 

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21 commenti

Archiviato in Mulino Bianco e Barilla

21 risposte a “Reggere Il Confronto

  1. Aahahahaaaa 😀 quella bambina mi sa che ha sniffato un po’ troppa della “farina” ce c’era per terra…

  2. miiiiiii un sogno buoniiiissimoooo 😉

  3. Si sono convinto che il luogo sia la copertura per attività illecite…
    …5, 9, 12, 45, 82 pezzi di cioccolato nel Kinder PANeCIOC questa mattina… (incredibile non assistere ad una rissa intorno al tavolo di quella famiglia allargata di fratelli non somiglianti…)

  4. utente anonimo

    ahahah ge nia le!

    dai la verità è che a tutti manca il buon vecchio fornaio mignon lle prese con clementina… era più credibile se non altro!

  5. altro suggerimento sempre radiofonico: “(voce di donna) prenda questa patata in mano e ci dica cos’è il selenio”… sfiderei Einstein a darmi la risposta esatta con una patata in mano 🙂

    Christian

  6. che mondo felice… quello delle pubblicità 😀

    simpaticissimo il tuo blog!
    complimenti
    f.

  7. utente anonimo

    @anonimo#4:
    è vero! il mugnaio!!! rivoglio il mugnaio che fa la corte a Clementina!!!

    @Jonlooker:
    Grazie 🙂

  8. utente anonimo

    SEI UN GRANDE! Hai tutta la mia ammirazione per tua vena scrittoria…e anche molta invidia! :-p

    Lorena

  9. Complimenti vivissimi, sei ironico, divertente e pungente, ti linko immediatamente se non hai nulla in contrario.

  10. Mi aggrego ai complimenti e suggerisco lospot della Sunsilk sullo shampoo che rallenta la caduta dei capelli (inguardabile!).

  11. utente anonimo

    Ma è stupendo questo spot… ehm… post!!!!!! 😀 sei davvero grandissimo!!!!
    Ma mi faresti ancora più felice se facessi un bel commentino sul quella fantastica pubblicità di ronaldo..con i capelli che pessimo..
    ancora complimenti…

    ciaz
    *giuli

  12. Ah-ah-ah!!! Sempre ottimi post 😀

    Grazie mille per il commento, CIAO!!! 😀

  13. utente anonimo

    Vogliamo parlare della skoda?Stile Stranamore dove un uomo dice “Marco,volevi la prova d’amore?per te,tua moglie e la piccola Alice bla bla…”ancora non l’ho capita…..un uomo che ama uno sposato,gli regala la macchina e tutti proprio tutti ne sono felici…

  14. utente anonimo

    Ciao,
    volevo farti i complimenti per il tuo blog, mi ci sono imbattuta grazie a Eriadan.
    Certo sta pubblicità del Mulino è decisamente inquietante, dovrebbero vietarla ai minori o eliminarla dalla fascia protetta: sai quanti bimbi curiosi uscirebbero di casa in piena notte alla ricerca di un mulino fatato pieno di BICICLETTE il che, se abiti in una metropoli, vuol dire farsi chilometri di strada facendo un disinvolto slalom tra spacciatori increduli e viados anche loro increduli perchè a quell’ora non si vedono molti bambini muniti di bussola (d’oro o meno) che ti chiedono informazioni riguardo a un mulino con dentro gli uomini della farina (e qui lo spacciatore potrebbe benissimo equivocare)!

  15. utente anonimo

    Bellissimo commento sei un grande… ehm suggerisco il moment ahct….

  16. utente anonimo

    Io magari sparo sulla Croce Rossa..ma la pubblicità della Bonduelle ve la ricordate? Quella dove il piccolo africano fa dell’autoironia perchè i punti neri (provocati dale schifezze che suo fratello invita a mangiare) “su di lui non si vedono”..?? indimenticabile..

  17. Ciao!!
    provengo anche io come ho già visto in molti altri commenti dal blog di eriadan, il quale, dopo averti segnalato una volta, mi ha causato un forte senso di dipendenza dal tuo blog…. semplicemente geniale!!
    Grazie per tutte le “recensioni”, mi piego ogni mattina dal ridere a leggerle ^___^

  18. utente anonimo

    Secondo me questa è la migliore che hai scritto finora!
    M’hai fatt’ muri’!!! :>
    Gabry

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