Una Serata Di Emozioni

Nell’infinito archivio delle pubblicità prive di senso, un posto di rispetto spetta (sono il marchese dell’allitterazione) al nuovo arrivato, lo spot della New ("nuova" è una parola per vecchi) Renault Clio.
Per chi avesse la fortuna sfacciata di non conoscerlo, la trama è la seguente.

Siamo in uno di quei locali trendy dove l’illuminazione è affidata a ellissi orrende che pendono dal soffitto, le zone sono separate da lastre di vetro montate su un supporto di diverso materiale; se non riuscite ad immaginarle, tenete conto che sono identiche in tutto e per tutto ai vetri separatori delle carceri nella zona visite, solo senza il telefono.

Come tutti i locali cool, chiunque dalla strada può vedere l’interno perché è in uso il sistema acquario, per cui non solo ci è concesso di ammirare in vetrina i clienti, ma anche e soprattutto di scorgere un cartello con scritto "Speed Dating"; ora, spendiamo due parole per questo cartello, una diapositiva "solo titolo" del Power Point, illuminato dall’alto da una luce tecnica fioca come un lumino del campo sacro. Non s’è speso un centesimo per una stellina adesiva, un cartoncino Bristol colorato… una tristezza allucinante.

E chissà per quale motivo dovrebbe importarcene qualcosa di un manipolo di persone che scelgono l’amore in una serie quaresimale di incontri al buio di 200 secondi ciascuno (preziosa informazione carpita da Google).
Ma visto che ci siamo, facciamoci i fatti degli altri e scegliamo una ragazza a caso nel mezzo di questa sua elettrizzante avventura.

Il primo pretendente è un cretino. Ha tre minuti e mezzo scarsi per farsi conoscere e la gela con «Ho trent’anni (bugiaaardoooo) e amo i soldi»  e poi ride istericamente. Immagino che siamo tutti d’accordo sul fatto che poteva tranquillamente restarsene a casa.

Il secondo è un elemento già più corposo: giacca beige e camicia a righe in tinta, maglione color prugna sulle spalle e un foulard di seta lucida, di quelli che vi regaleranno per i sessant’anni e che voi userete per soffiarvi il naso quando ne avrete settanta.

Si dice che le donne amino l’uomo legato alla famiglia e che le coinvolga nel suo mondo e lui possiede questi requisiti: ha portato delle foto per farsi conoscere ed io lo trovo delizioso:

La casa dei suoi (il ritaglio di una pagina di "Ville&Casali" del 1992)
Lo yacht di papà (e qui è lampante l’attaccamento alla famiglia; è l’uomo ideale, secondo me)
Un purosangue regalato a Natale (un fotogramma a colori di Furia il cavallo del West).

Eppure, a dispetto di ogni pronostico, il nostro Seth Cohen dieci anni dopo non è piaciuto; che donna incontentabile, un’occasione del genere.

Il terzo ha un aspetto muccinosamente depresso, guarda la donzella con sdegno e schifo e mette subito i puntini sulle "i": «Non lavo i piatti, ma li asciugo». Ora, invece di sputargli in un occhio come l’orgoglio che non ha dovrebbe suggerirle, la ragazza sorride illuminata con l’espressione «Sei tu l’uomo della mia vita, Astra Magazine non sbaglia un oroscopo» e senza remore accetta l’invito di un faccia da pesce appena conosciuto e del suo vaghissimo «andiamo a prendere qualcosa da un’altra parte, mmm?» ma sì, perché no, chi ci crede alla cronaca nera, portami dove vuoi e, mi raccomando, porta la mannaia.

Quando escono verso l’ignoto, si scopre una cosa simpaticissima: hanno tutti e due la stessa auto, marca e modello, cambia solo il colore; i due si guardano come se la cosa non fosse statisticamente possibile, per poi andarsene con l’auto di lei, già abbastanza azzerbinata da fare da chauffeur all’uomo, che probabilmente le avrà piazzato un’uscita del tipo: "Non mi va di guidare l’auto, però mi piace guardare il paesaggio", cementando il repentino innamoramento.

Gli scartati, tra cui, inediti, la controfigura dei flashback di Don Johnson e il padre del gentiluomo che ha portato le foto, commentano increduli con travasi di bile la scelta della signorina. Se vi piace giocare a "trova le differenze", al collo primo pretendente (il cretino) si materializzano degli occhiali da sole e scompare la cravatta, a questo punto spero che non sia lui; non capisco, chi sei, Arturo Brachetti?

Per restare in tema di frasi dementi, il claim è "Segno esteriore di ricchezza interiore".
Dunque, ne viene che: quelli ricchi amano i soldi sono tutti vuoti e aridi, l’uomo vero invece fuori è un cafone però vedrai com’è ricco dentro, fatti portare con la tua auto nel luogo più isolato che conosci.

Mah, non lo so, signor Renault. Aspettiamo almeno di leggere la cronaca del Corriere domattina, così, per sicurezza.

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20 commenti

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20 risposte a “Una Serata Di Emozioni

  1. utente anonimo

    beh, è lunedì, sono in ufficio, la settimana si preannuncia uno schifo, ma sto sghignazzando da sola da dieci minuti…mi sa che ti devo proprio ringraziare

  2. Tristissimo davvero quel cartello.. viva la fantasia!

  3. Evvvai, anche oggi uno dei misteri della creazione “dell’universo mentale di coloro che pensano-realizzano-e-soprattutto-vendono-pubblicità)”è stato svelato! Devo dire che l’ho vista solo di sfuggita e mi ero perso la prima parte, ma dopo il racconto dattagliato del nostro J. tutto acquista un senso. Per inciso non ho capito come hanno fatto i due a parcheggiare proprio davanti al locale così bene, così vicini eppure in spazi ampi dimodochè non vi siano problemi di manovra, e soprattutto le auto si vedano in tutta la loro magnificenza… UN bel colpo di culo in una città che si presume essere una grande città dove parcheggiare è un lusso e se osi lasciare un po’ di spazio tra la tua auto e quella vicina, sta sicuro che al tuo ritorno troverai un camion miracolosamente parcheggiato a 2 cm dalla tua e per uscire serviranno un centinaio di manovre…
    Comunque grazie.

  4. la prima volta che l’ho vista non l’ho capita e mi son detta “avrò perso un pezzo”
    la seconda volta che l’ho vista non l’ho capita e mi son detta “si vede che son troppo indietro per capirla”
    la terza volta che l’ho vista ho capito che non c’era niente da capire, era proprio scema di suo… grazie per avermene dato conferma 🙂

  5. utente anonimo

    Oddìo, fantastica!
    Ancora non l’ho vista ‘sta pubblicità, cosa mi sono persa! Spero di recuperare al più presto…
    …e grazie per le risate quotidiane 🙂
    Chiara

  6. utente anonimo

    Hahahah grazie per le risate mattutine. Non ho ancora visto la pubblicità in questione ma quando capiterà non resisterò a farmi scappare un sorriso pensando al tuo post!

  7. ottimo, grazie per i link che ci permettono di vedere in realtime la boiata mentre ne leggiamo il fantastico commento.
    Cmq, secondo me, il cretino è quello più basso (senza gli occhiali), che tu hai etichettato come “il padre delle foto” (ciò dimostra ancora di + come costui possa avere 30anni :))); gli altri 2 figuri temo dovremo sorbirceli in una seconda versione della pubblicità: mi raccomando non fartela sfuggire, e non perderti l’occasione di commentare l’incredibile pettinatura del maniaco 🙂
    Christian

  8. secondo me hai male interpretato la pubblicità, a me sembrava più un assoluto inno all’odio verso le bottiglie di plastica, se non sbaglio in nessuno dei tavoli che si vedo a inizio pubblicità all’interno del locale c’è una bottiglia di plastica. xenofobia.

    PS.
    massimo rispetto per la recensione 🙂 e grazie

  9. utente anonimo

    ahahahah 😀
    il mio cmmento alla reclame era stata: ma non mi sembra molto azzeccato come slogan, non si usa dire che “ha tanta ricchezza interiore” di uno come si dice di una amica “ma è tanto simpatica”?
    Per me sta a dire: chi cel’ha non ha na lira 😀

  10. Rramente ricordo le pubblicità delle macchine, questa dopo il tuo intervento la ricorderò per sempre con un ghigno sulla faccia 🙂

  11. tra l’altro tutto cio` per una macchina che vale veramente poco!

  12. Lascia fare, lo spot per vendere macchine è unico ed è australiano (tra l’altro dipinge l’australiano medio come un burino). L’ho visto nel 1999 e ancora me lo ricordo:

    http://youtube.com/watch?v=O-Y3AsZ19Hc

    Aloha StefsTM

  13. utente anonimo

    giuro giuro che l’ho vista e ho pensato “questa prima o poi la commenta Jonlooker”

    :D:D

  14. utente anonimo

    pensa che tutte le volte che ho la disgrazia di vedere quello spot, lo becco dopo che è stato inquadrato il cartello dello speed dating, ho sempre pensato che fosse una pubblicità del tipo “sembrano idioti (sembrano…?), ma la loro ricchezza interiore è sconfinata, pensate che hanno la Clio…”
    In realtà è anche peggio di quanto credessi.

    p.s.: non ha nulla a che fare con le macchine, ma se spendessi due parole sull’odiosa bimba che riduce la cucina ad un campo di battaglia per pasticciare con le sottilette Kraft… dico solo che se avessi una figlia così, passerei la vita a chiedermi dove ho sbagliato.

  15. utente anonimo

    Scusate, non resisto, devo spezzare una lancia in favore di questo spot e del suo realismo.

    Adesso, diciamocelo, ma se i pretendenti fossero delle persone normali, non parteciperebbero ad uno speed dating!

    Il primo dice due cose, mente su quella sbagliata (perche’ non riuscirai mai a mentire ad una donna sulla tua eta’) e dice la verita’ su quella sbagliata (mai dire ad una donna che per te il denaro e’ piu’ importante di lei); ma se tutti gli uomini sapessero cosa dire, non esisterebbero gli speed dating.

    Il figlio di papa’: secondo voi uno che fino al giorno prima giocava alla plei, ma solo se c’era il maggiordomo che gli metteva su i giochi (ops, pardon, ora si chiamano personal trainer) e che come massima aspirazione nella vita ha quella di fare il tronista dalla de Filippi, e’ naturale che partecipi ad uno speed dating! D’altra parte, deve pur fare un po’ di esperienza prima di andare a Uomini e Donne!

    Ora, tutti siamo d’accordo che la tipa accetta l’invito di un uomo mediocre (e’ comunque il meglio che la serata ha proposto), ma lei non e’ che sia proprio brutta, quindi se si e’ ridotta a partecipare ad uno speed dating vuol dire che qualche magagna ce l’ha… non so, una gamba di legno, l’artrite, la gobba! Di certo il sorriso che presenta alla battuta dell’asciugare i piatti indica o che non ha capito se era una battuta o meno, o che l’ha capita, ma che ha assolutamente bisogno di portarsi a casa un uomo (e per evitare che ci ripensi e fugga a meta’ serata se lo carica nella sua macchina).

    Non e’ lo spot irreale!
    E’ la New Clio che e’ una macchina per sfigati squattrinati!!

    Ecco, scusate la lunghezza, ma e’ tutto il pomeriggio che mi perseguitano questi pensieri e avevo bisogno di uno sfogo!

    Nightingale

  16. concordo, è veramente brutta sta pubblicità

  17. @#17: posto che ho la fortuna di potermi permettere di scegliere tra svariate opzioni e precisato che io una Clio non la comprerei mai, semplicemente perché non risponde alle mie esigenze e perché esteticamente non mi piace affatto, va anche detto che ci sono auto molto più costose ma ben peggiori dal punto di vista della meccanica, abitabilità, garanzie accessorie che vendono alla grande, perché spopolano tra quelli che vogliono l’auto alla moda senza capirci niente. Ognuno vede il mondo a suo modo, ma mi domando quale delle due categorie sia la più sfigata, tra gli squattrinati e gli sprovveduti, tenuto conto che per i secondi non c’è rimedio.

    Buonasera a tutti, grazie per le visite e per i commenti!

  18. Mhhh…

    Mi sorge una riflessione.

    O il pubblicitario della Renault è lo stesso della Meetic.

    O la tizia è la sorella (altrettanto cretina) di quella della Meetic: cosa probabile, le piace lo stesso tipo di uomo senza nè spina dorsale nè voglia di fare una benemerita mazza (già me lo figuro: non cucino, però mangio come un porco, e sporco anche parecchio…ok, con le allitterazioni so brava pure io:P )

    O il tizio di cui sopra è il fratello del di cui sopra decerebrato della Meetic, per le motivazioni già citate circa i gusti della deficiente.

    Non voglio credere che tutte e tre le mie ipotesi possano essere contemporaneamente vere, il che mi porta ad un unico risultato: qui in Italia si passano solo pubblicità del kispios (scusate il francesismo, stavo per essere davvero volgare), grazie al cielo il buon Jonlooker ce le rende apprezzabili e sociologicamente utili:D

    Vostra, Eclisse.

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