Restyling Criminale

Stefano Gabbana, l’uomo che non tollera appunti in materia di cotolette servite nei suoi ristoranti, ha l’occhio di quello che si appresta ad affrontare una grande missione. Vestito come un parrucchiere in franchising, guarda schifato qualcosa al centro della scena.
Cosa sarà mai? Un critico gastronomico? Un paio di jeans senza la scritta D&G imperante sul didietro? Un paio di scarpe di Pittarello?

No, molto peggio: una Lancia Ardea del ’39, una roba vecchia, old fashion, buuu!

Forse non tutti lo sanno, ma marchingegni del genere sono oggetto di oscure sette, composte da personaggi che conservano gelosamente ferrivecchi, adoperandosi in raduni a scadenze più o meno regolari al fine di celebrare questo tipo di insulti all’evoluzione dello stile.

Per fortuna che è arrivato il signor Gabbana a mettere a posto le cose, a liberare il mondo da queste rognose amatissime auto d’epoca e a dare un tocco di sano pessimo gusto. Finalmente possiamo mettere a frutto le lezioni di Pilates, spacchiamola tutta!

Gabbana fa con l’auto quello che è solito fare con le stoffe: le dà una forma  accartocciata e raccapricciante. Nel farlo, lancia (ah ah, che umorismo sottile) ovunque capiti e con forza fisica quantomeno sospetta le morenti lamiere, andando a colpire due mostruosità lunghe e piene d’acqua che ospitano altrettanti fiori di plastica annegati, verde shocking (perché il verde è tornato di moda, eh, mica per altro), che continuano ad essere ripresi di tanto in tanto mentre giacciono intrappolati in cocci sanguinanti acqua, mentre tutto il resto della scena ha i colori tipici della luce spenta.

Il giustiziere dal fondotinta illuminante s’asciuga il sudore e si gode la sua meraviglia: una Ypsilon inutilmente bicolore -dipinta con i secchi di vernice rimasti ancora dalle Seicento Brush-, la cui gemella sfreccia solitaria in un tripudio di schitarrate rabbiose.

Il lavoro è compiuto, il Giustiziere della Notte Bianca si allontana dal suo capolavoro camminando a gambero, da bravo soldato nell’esercito del Generale Trash, perché giustamente non si fida e ha paura che lo aggredisca, poi scappa a gambe levate, scampando appena in tempo a un lugubre candelabro che  John Richmond aveva allentato dal soffitto poco prima del suo arrivo; già così è tentato omicidio, non parliamo quindi del reato più grave, cioè quello di produrre occhiali da sole a scapito della decenza, punito, come ricorda l’esempio emblematico di Roberto Cavalli, dai sei ai dodici anni come stilista preferito di Valeria Marini.

Il risultato di quest’opera è un campo di battaglia che reca il ricordo di terrificanti attimi passati e la prospettiva di simili accadimenti futuri:schegge, frammenti, rifiuti non riciclabili un po’ dappertutto, nero perpetuo inficiato a sprazzi da colori bruttissimi, senso di caos cosmico.

In buona sostanza, una qualsiasi collezione D&G primavera-estate, momento assai temuto, in cui qualche condottiero senza senno decide che i tempi sono maturi affinché un verde del genere torni di moda.

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19 commenti

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19 risposte a “Restyling Criminale

  1. Alllora com’è andata? Già di unovo in pista? Breve commento per dire che se finora non avevi rischiato poi così tanto, toccando uno dei simboli del fashion system Italia avrai sgherri con la cipria e un filo di mascara ad attenderti sotto casa.

  2. Ah, scusa dimenticavo di dire che la prima volta che ho visto lo spot ho rischiato l’infarto nel vedere un capolavoro della meccanica ridotto a mera copertura per una macchinina (magari anche carina) che non può competere neanche di striscio.

  3. “Gabbana fa con l’auto quello che è solito fare con le stoffe: le dà una forma accartocciata e raccapricciante. ”

    Muoio! XD
    Io e il mio ragazzo ci fermiamo spesso a guardare le vetrine di D&G… quante risate! Spesso deridiamo anche le persone che entrano ed escono dal negozio.

    Ma vogliamo parlare pure di un’altra pubblicità della Y? Quella in cui il Gabbana carica in macchina una donna, e poi ignora i tre palestrati autostoppisti sul ciglio della strada? Egli è palesemente sotto l’effetto di potenti tranquillanti, perché nei 50 ciak precedenti l’istinto prendeva il sopravvento e lui spingeva la fanciulla giù dall’auto in corsa appena intravedeva i tre fustacchioni all’orizzonte.

    Post geniale, come sempre.

    Ripper

  4. utente anonimo

    Yuppiiii! Già la Ypsilon (già, col nome scritto così, per esteso; chissà perché la prima aveva semplicemente la lettera Y come nome: troppo semplice, eh?) è un obbrobrio – meglio la Musa della Bruni, senza la Bruni ovviamente – e in più ci si mette Gabbana (senza Dolce: ha deciso di fare la dieta ipocalorica? 🙂 🙂 🙂 ) a uccidere un marchio che era serio fino a prima di questa serie di Ypsilon…

  5. M9, la laurea è tra due settimane, mi sto preparando.
    Ciao!

  6. Ah-ah-ah, grande… Gabbana è un freak 😀

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

  7. Premettendo che non ne so una mazza di strategie di marketing e pubblicità (chiederò al mio fidanzato, è il suo campo) devo riconoscere che la pubblicità in sè non mi era dispiaciuta…tranne ovviamente il già citato massacro di quella splendida macchina, di cui non conoscevo l’esistenza, perdonatemi, sono giovine et ignorante, ma di cui mi sono subito innamorata…parlando poi del signor Gabbana, presentato in quel modo.
    Per gli Dei, perchè illudere il pubblico femminile? Già in quel contesto è poco riconoscibile e risulta quasi figo e quando fissa la macchina alla fine ammetto di aver desiderato di essere al posto di quel tegame della Ypsilon…solo per rendermi conto che “ah, già, ma è dell’altra sponda”…amarezza…
    Eppure…è una macchina comprata per lo più da donne (che hanno perso il buon gusto con i neuroni alla nascita)…non avrebbe più senso metterci un figaccione etero per invogliarle?

    Mah! Misteri pubblicitari…

    Eclisse

  8. utente anonimo

    ..Ma vogliamo parlare del ritorno in auge di “Brava, Giovanna, brava..!” ?!

    Sivy

  9. Non c’è mai limite al peggio… ma vogliamo parlare della pubblicità della Saratoga? Non ne ha mai azzeccata una… ma questa con la cameriera e la moglie che tinteggiano un’inferiata col marito stile Hugh Hefner che fa smorfie da rincitrullito??? Per non parlare della fintissima moglie… Ma chi le studia queste panzane?

  10. utente anonimo

    E pensare che quando, da neopatentata, ho riportato a casa la nostra cara Seat Marbella abbastanza ammaccata, i miei non sono stati capaci di vederci sotto un restyling della loro vettura!!!
    P.S. Attendo un commento sulla terribile pubblicità della COOP con i commessi e la gente che cantano sulla musica di SI PUO’ DARE DI PIU’…
    Quando ti possiamo chiamare Dottore???
    Ciao, Aladel!!!!

  11. No, “Brava Giovanna!” NO!!!
    Lì veramente è il tripudio del trash!!!

    Passi che sicuramente il ricco signore si sbatte la cameriera, ma che la moglie sorrida affabile mentre Giovanna gli mostra il diaframma da sopra una scala…no, è veramente troppo!!!
    Io mi aspetto che in un probabile sequel poi il Sig. Hefner de noattri tiri fuori il suo “pennello cinghiale”!!!

    Censuraaaaaaaaaaaaaa!

    E poi il moige rompe le palle per i cartoni animati -.-

    Eclisse

  12. dopo aver visto questo simpatico signor gabbana (fingo di ignorare chi sia) fare quello che fa a una macchina per riuscire a estrarne l’aborto di un’altra, mi viene una domanda sullo slogan usato (for very ypsilon people): ma idiota si scrive con la ypsilon?

    @eclisse: conosci anche tu la teoria scientifica della perdita di neuroni alla nascita?
    scusa se ti ho chiamato eclissi l’altra volta, ma ti davo del plurale majestatis (non regge?).
    ah, sta cosa di brava giovanna, che nacchio è?

    tripponzio

  13. @Tripponzio: perdita di neuroni alla nascita? E’ la stessa cosa che c’è scritto per l’appunto sul mio certificato di nascita!

    (no, non regge:D)

    Ma come! Non conosci Brava Giovanna!?!?

    E’ un vecchio spot Saratoga per la vernice da esterni che si puo’ dare sulla ruggine senza carteggiare: la signora di casa vernicia insieme alla sguattera vestita da sguattera porca (Giovanna per gli amici) quando arriva il marito che chiede “Cara, cosa fai?” “Vernicio e Giovanna mi dà una mano” al che parte lo sguardo porcino del sig marito che guardando da sotto, col testosterone a mille, Giovanna arrampicata su una scala, esordisce con un “Brava Giovanna…brava”.

    L’apoteosi del trash!

    Eclisse

  14. quando parleremo di “ma lei l’aranciata, l’aveva pagata?”

    mai cercato “ipiroga” su google?

  15. utente anonimo

    Le temperature si sono alzate, la primavera è alle porte e i ciliegi sono in fiore; I preparativi per la vendita dei prodotti estivi, che ogni anno iniziano mesi e mesi prima (vale anche per altri periodi dell’anno, come per i panettoni natalizi, pubblicizzati già alle idi di settembre) hanno già avuto inizio…In sintesi: Jonlooker,
    Questo è un appello, che ha come fine l’esortarti a pronunciarti riguardo alla nauseamente briosa pubblcità della birra Dreher, prestando particolare attenzione alla canzoncina.

    Guy

  16. ieri sera ero al pc con la tv accesa e ho sentito un brava giovanna, ho fatto in tempo a scorgere un po’ di coscia e il prodotto…

    tripponzio

  17. [OT] mi sono accorta ora che chiedi di avvertirti se viene citato il blog e cose del genere. Io credo di aver fatto un post in cui rimandavo direttamente qui e non te l’ho proprio detto. Scusa, era l’entusiasmo. 🙂

  18. Ciao Prof! Non c’è problema, la tua menzione l’avevo vista e mi ha fatto piacere.
    Il problema sono i forum (anche di siti affermati che dovrebbero conoscere bene le regole di cortesia) il cui moderatore avvia discussioni su di me, taglia e incolla pezzi e li rimette insieme snaturandoli malamente. L’appunto era per loro ma ha avuto scarsissimo successo ‘:)
    Per il resto, andate tranquilli!

  19. Ha! Ha! Ha! “Gabbana fa con l’auto quello che è solito fare con le stoffe: le dà una forma accartocciata e raccapricciante” è stato folgorante, ma il colpo di grazia me l’ha dato “Il giustiziere dal fondotinta illuminante”! XD
    Ha! Ha! Ha!
    Sei un grande!
    Personalmente ho considerato la nuova pubblicità della Ypsilon come un messaggio subliminale che mi imponeva di continuare ad andare in giro in bicicletta…

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