A Ruota Libera

Quest’oggi  sfaterò il mito per cui il ciclo femminile per gli uomini è tabù (ma non chiedetemi di ripetere queste due parole… mai più).

 

 Dalla notte dei tempi, in televisione, se ne parla sotto la dicitura “in quei giorni”, come se si parlasse di una loggia massonica che si riunisce nella grotta degli Spaccapietre ad ogni luna piena, per ordire chissà quali piani malvagi.

 

 E, se alle elementari le notizie più precise in materia mi arrivavano dal mio compagno di classe più sgamato («Ti dico io, Jay, gli assorbenti sono peggio dei Transformers»), il resto delle informazioni, che filtravano dal tubo catodico, lasciavano credere che ad un certo punto le donne avessero un insensato bisogno di paracadutismo  (notare le dimensioni dell’assorbente, tali da far preferire il nome Eminflex Pocket a quello originale), motociclismo, basket nei quartieri malfamati e via discorrendo.

 

Poi, all’improvviso, brusca frenata:  ricordo ancora quanto si parlò del fatto che il genere femminile non impazzisce durante il ciclo e si scoprirono migliaia di donne intolleranti all’accostamento col paracadute.

 

Perciò, questa rappresentazione eroica è venuta meno, in favore della ragazza in squilibrio ormonale. Prima si tentò con delle squinternate in treno (non ho trovato il link e comunque mi sarei vergognato) che per non sentire l’odore di catrame tappezzano il vagone di assorbenti , mentre il manager, che per sciagura sua sta in carrozza con loro, già si è innamorato. Anche qui sorsero polemiche infinite sul dubbio gusto dello spot.. e vorrei ben dire.

Via libera allora alla donzella esaurita, altrimenti nota come la libraia ,che una volta al mese rovescia tutti gli scaffali attirando gli sguardi vogliosi del passante.

 

Ergo, contrordine: “in quei giorni” non si è Wonder Woman né la sua cugina squilibrata all’assalto della diligenza, ma semplicemente una perfetta incapace, che non si regge in piedi e devasta le biblioteche.

 

Devo dire però che forse il culmine è stato raggiunti con  l’originalità di questo spot, specialmente perché ci vengono svelati gustosi retroscena su come vengono scelti i vj; a quanto pare, gli aspiranti  Francesco Mandelli devono «parlare, recitare, improvvisare», cose che in Italia solitamente non vengono chieste nemmeno agli attori di fiction per timore di scartarne un milione alla volta.

 

In uno studio televisivo che batte in sciatteria i migliori talk show rumeni (non me ne vogliano i talk show rumeni, ma una ravvivata alle tappezzerie potrebbe essere un’idea), la protagonista dello spot si sbraccia e si sgola forte dei suoi sogni ambiziosamente velinici, quando il regista le chiede «Sai fare la ruota?» aiutandosi con gesti che sembrano chiedere piuttosto se sa trascinarsi con le ginocchia sui chiodi con in spalla un quintale di attrezzatura da montagna.

 

A questo punto, dignità imporrebbe indignazione: « La ruota?! Cosa diavolo c’entra, la ruota, dovreste saggiare le mie conoscenze in lingue straniere!» ma qui la dignità non ha mai messo piede e l’unico sospiro di preoccupazione, immancabilmente inespresso, è di tutt’altra matrice: «La ruota?! Proprio oggi che mi sono venute…!»

 

Ma lei, indomita, decide di fare la ruota; in fin dei conti, per quell’ambìto posto da vj, era disposta a molto di peggio.

 

[segue consueto inframmezzo di casa Lines, in cui si versano litri di sangue di puffo in vece di qualsiasi liquido organico umano; si vede che resiste meglio alla gravità quando gli assorbenti vengono messi sottosopra durante lo svolgimento della fondamentale ruota]

 

 Ovviamente, grazie a questa performance circense d’alto livello, la ragazza ottiene il lavoro.

Nel mentre, il regista la avviluppa al suo abbraccio tentacolare (è chiaro che a lui la ruota non è bastata proprio per niente), una donna a caso le applaude in faccia e un’altra le presenta qualcosa da firmare, suppongo un modulo di scarico responsabilità in caso di infortuni.

Tutto questo entusiasmo, vi dirò, m’è parso esagerato, quando una banana è ciò che si dà generalmente alle scimmiette dopo il numero.

 

Ne deduciamo pertanto che “in quei giorni” le donne non sono né agenti della S.W.A.T. in missione, né serial killer, né schizofreniche, bensì validi elementi della carrozza zoo del circo Orfei.

 

Che a ben vedere è un’involuzione piuttosto offensiva, ma si vede che, per come vanno le cose,  “in quei giorni” è più decoroso fungere da pupazzetta da palco piuttosto che vivere un’ignominiosa  vita normale.

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36 commenti

Archiviato in Povere Donne

36 risposte a “A Ruota Libera

  1. Mi stupisce che in tutto questo tu non abbia serpeggiato che lei è vestita come se si fosse appena alzata, o come se stesse facendo l’influenza a casa…no dico, con quello che di solito si vede ai provini..che sia per quello che le chiedono la ruota? :*

  2. che poi, fare la pubblicità agli assorbenti è inutile…tanto le donne li devono comprare lo stesso! sono quattro marche e ormai le conosciamo tutte…la marca si tramanda di madre in figlia, quindi possiamo anche dire “abbasta”.

  3. utente anonimo

    il “sangue di puffo” mi ha fatto piegare dalle risate…

  4. @Vale, accidenti, non era parte del set quello che aveva addosso? Mi rifaccio allora alla scarna descrizione dei talk show rumeni.

    @piccolaromana, grazie al tuo commento mi si apre un mondo di risate a pensare che questo genere di spot possano essere concepiti al preciso scopo di frantumare antiche tradizioni familiari!

    @#3: c’è poco da ridere, sai.. poveri puffi.

  5. utente anonimo

    fantastico!!! bentornato…
    solo una critica…nell’evoluzione dello spot hai dimenticato quello che ha segnato la mia infanzia e traumatizzato migliaia di adolescenti donne…. la ragazzina che disegnava il palloncino tutto roooosso (e per anni anch’io e le mie amiche le segnavamo così, poi fortunatamente si è passati alla tipa in moto e sono rinsavita e sn passata all’anonima croce)
    streghettamatta

  6. @streghettamatta:
    Ooh… vero.. oggi però sarebbe un palloncino tutto blu puffo, credo

  7. Meno male che hai soprasseduto sulle donne che si lanciano contro i pali, afferrandoli con destrezza, per potersi scaravoltare in letizia! 🙂

  8. @ J.Lo.: Senti, tu che sei appassionato e sgamato, mi sapresti dire chi canta quella SPLENDIDA e DOLCISSIMA versione di “Tu che m’hai preso il cuor” nella recente pubblicità di Comete Gioielli? No, non sembra Laura Pausini con Pavarotti, come indicato in famoso sito di colonne sonore di spot. Ho ascoltato il brano intero del concerto e NON è nemmeno simile (le gorgiere e le svirgolate della Pausini non sono DNA-compatibili con la voce sublime dello spot).
    Help!

  9. Grazie per lo “sgamato”, Reg, ma solitamente mi rifaccio allo stesso famoso sito di colonne sonore di spot di cui parli ‘:)
    E, per inciso, essendo come te portatore sano di melomania, concordo sul fatto che gli ultradecibel di L.P. non mi sembrino riprodotti in quello spot..
    Ora mi hai incuriosito e se non risolvo sclero..mannaggia a te! 😀

    il primo che lo scopre manda una mail all’altro, eh? Ormai siamo sulla stessa barca!

  10. utente anonimo

    #8

    Su internet ci sono decine e decine di topic riguardo alla cantante misteriosa (chi dice elisa, chi Barbara Lagomarsino, ho letto almeno 10 nomi diversi XD).

    La cosa più curiosa è che sul sito di Comete Gioielli nelle news si trova l’annuncio del nuovo spot. Dopo una lunga descrizione viene citato il regista, lo slogan, le reti su cui passa lo spot, i differenti formati e il periodo in cui viene trasmesso. E riguardo la colonna sonora? XD
    Non viene citato l’artista che canta, anzi!

    “Sul web si è già scatenata la caccia […] alla colonna sonora che tanto ha emozionato e che ha portato il nuovo spot Comete gioielli in vetta alla classifica degli spot più cliccati, ricercati e chiacchierati del momento.”

    Quasi come se il misterioso occultamento dell’artista fosse voluto per far parlare dello spot sul web! =)

    galloooooo

  11. Ho letto anch’io, la gente si sta sbranando! Guarda, a mio parere Elisa non è, nella voce dello spot manca l’inflessione monfalconese che in Elisa si sente parecchio.. Io voto per L’Aura, che ha una voce molto molto simile, ma con una consistenza diversa che secondo me coincide con quella dello spot.

    …Amare il canto costa fatica cerebrale!

  12. utente anonimo

    LOL sugli spot degli assorbenti! Hai dimenticato però quella della tizia che al colloquio si becca il tizio che parla di “quei giorni”…
    Sembra che la pubblicità voglia far vergognare le donne, ma le mestruazioni danno qualche crampo, non l’idiozia 🙂

    Comunque uno spot carino c’è: quello della ragazza che durante il film horror va in bagno e ci mette un attimo… 🙂

    ciao
    Raf

  13. utente anonimo

    Complimentoni per il blog, è davvero ben fatto. Vorrei invitarti sul mio, sono un giovane autore di fumetti on-line in cerca di lettori!^^ Mi trovi su http://www.ronnythecat.blogspot.com
    Grazie!

  14. Oh sei tornato,ma che piacere! ^^

  15. Quello spot lo odia pure mia nonna che ormai è in menopausa XD

    io aspetto con ansia lo spot dove c’è la sacrosanta donna ISTERICA…al limite possono dirti che hanno inventato l’assorbente che non si infila in ogniddove… (non so per le altre ma io questo problema ce l’ho abbastanza spesso… e no non è un broblema di ciccia :P)

    Lowe

  16. un solo post su questo argomento affascinante mi sembra riduttivo, anche se la decenza in effetti costringe a non scriverci un trattato intero come meriterebbe. Perchè non ce n’è mai stata una pubblicità di buon gusto di assorbenti, per non parlare di tutti vari detergenti intimi…

  17. utente anonimo

    E’ da tempo che leggo i tuoi editti. Su quest’ultimo volevo farti presente che c’è un altro stadio dell’evoluzione femminile in quei giorni. Le donne che utilizzano il fantomatico assorbente interno e che si radunano in luoghi segreti e non ben definiti con le amiche desiderose di sapere com’è e come funziona (ma dico io, compratelo no?!), e le dicono cose come “non sento nulla” o “dipende”. Lo stadio della donna insensibilie a quei giorni. Chiedere a tutte le donne se almeno per uno o due di “quei giorni” non hanno voluto spararsi un etto di valium per riuscire a dormire la notte. Ma se usassero invece l’assorbente interno tutto ciò svanirebbe in un “non sento nulla”. Dovremmo proporlo come anestetico o antidolorifico per l’intera umanità.

    Ciao, sei un grande.
    Cristian

  18. Mi dispiace tantissimo per il post sul blogday, ma tengo a dirti che è solo un (brutto?) intercalare che ho, non avevo neanche capito che la tua assenza fosse dovuta ad un problema fisico… mi dispiace ancora.

    Ale

  19. Tutto a posto.
    Non darti pensiero, finita lì.
    Era più che altro che mi sentivo in dovere di non farmi portare sfiga 😀

  20. Wau!
    Ma sei proprio tornato regolare! Fantastico!

    Io generalmente guardo gli spot sugli assorbenti perché sono più divertenti delle dichiarazioni dei politici. Prima o poi lo capiranno che, quando siamo in quei giorni, vogliamo solo starcene sul divano a mangiare e vedere la tv (ne avevano fatto uno così mi pare…)

    @Cristian
    Il “non sento nulla” si riferisce all’assorbente, non agli effetti del ciclo. Nausee, crampi e isteria rimangono. Per quelle ci sono massicce dosi di Buscofen.
    Per vostra fortuna.
    Le riunioni per sapere come funziona, beh, capiscici, siamo noi che dobbiamo infilarci un pezzo di ovatta su per le nostra viscere. Un minimo di dubbio potremmo averlo, o no? ^_-

  21. No ma hai fatto bene… mi spiace solo che hai dovuto conoscere così un tuo lurker affezionato 😀

  22. utente anonimo

    Beh io non so più cosa dire se non ripetere che sei geniale a commentare cose che si vedono tutti i giorni… grazie!

  23. utente anonimo

    Ah la firma… io sono Cleo…

  24. ah ecco, forse quella del buscofen è una pubblicità carina sulle metruazioni!!! omaggio a matrix: che fai scegli la pillolina blu o quella rossa???

  25. Che dire? Bel commento come sempre, come gli altri che mi ero persa. ^__^
    Anche se in quanto donna mi sento presa in giro da queste pubblicità. ._.
    Fantasy

  26. …mio figlio mi chiede sempre “ma a che cazzo serve a una vj fare la ruota?”

  27. Falupa, credevo ti chiedesse se sei stanca e se non ti stufi, ma gliela facciamo passare perché era una domanda arguta!

  28. Hola J.lo, vedo che anche con argomenti delicati la saipiente e corrosiva mano (di smalto) non cambia. E poi questa sorta di “approfondimento storico-tematico” assume toni che non sfigurerebbero in un saggio /articolo sul costume contemporaneo. A quando invece una sezione dedicata “ai bei tempi che furono” con citazioini dell’OVOmaltina, della Peugeot 205 junior (quella di fine anni ’80 primi ’90, in pieno periodo filo americano col jingle che ad ogni frase unsava un termine inglese: …ha morbidi sedili foderati in JEANS, èquesta l’auto giusta che da lo SPRIN, e tute le ragazze saranno tue FANS…), etc.?
    ossequi
    m9

  29. M9….
    a quando..?
    A OGGI!
    sei un veggente o un hacker, io lo so.

  30. utente anonimo

    Io è dai tempi “del palloncino tutto rosso” che sono convinta che i pubblicitari della lines siano pagati dalla nuvenia, sennò certi spot proprio non si spiegano!!! 😉

  31. favoloso il sangue di puffo =))
    ma vogliamo parlare di “e tu lo fai ad occhi chiusi o ad occhi aperti?”???? O_o
    commento che sorge spontaneo dopo la vista dello spot: tralasciando la necessità di fare la ruota per un provino da vj, ma lei di cosa aveva paura nel farla, che le colasse giù qualcosa? :S

  32. La recalme della ruota mi ha particolarmente turbato. Sarà indisposta, ma a fare la ruota che può succedere? Che poi la fantasia cammina, e che ci si immagina? Ho questa terribile immagine, molto splatter, di questa che fa la ruota e, come nella migliore tradizione granguignolesca, un effetto che neanche una persona decapitata… SQUIIZZ!!! SQUIIZZ!!! SQUIIZZ!!!
    …BLEAH!!!! 🙂

  33. ottimo come sempre. ma ogni volta che parliamo di pubblicità al femminile, purtroppo, viene in mente la marcuzzi, la signora in giallo della stitichezza: ma porta per caso sfiga?

    tripponzio III

  34. Ottimo, sei sempre strepitoso!
    Noi povere donne ormai siamo rassegnate: le pubblicità degli assorbenti hanno senso tanto quanto quelle dei pannolini per neonati (= completamente inutili, visto che sono prodotti che vanno comprati per forza di cose!) e ciò nonostante le idiozie televisive si susseguono senza interruzione.
    Prima ti lanci col paracadute, poi diventi un’inetta libraia, dopo ancora ti avvinghi ai pali che incontri per strada… e come dimenticare la perfetta cretina che sfoggiava i pantaloni bianchi solo ed unicamente quando aveva il ciclo, salvo poi andare in panico al pensiero che si potesse vedere qualcosa?
    Adesso poi c’è la ragazza che usa l’interno col risultato di essere più spaventosa lei del film horror che stava guardando col boyfriend di turno (e che certamente sparirà dopo la proiezione… forse squartato dalla terrifcante fanciulla).
    Davvero una visione edificante del mondo femminile! SIGH!
    Viviana

  35. hai dimenticato che recuperiamo anche aquiloni con i pantaloni bianchi..perchè non abbiamo paura di strane macchie blu puffo

  36. utente anonimo

    Non dimenticate che in quei giorni si viene meglio anche il restauro dei busti a villa borghese… “AMMAZZA VATTARAO QUANTA SAA BALLO”
    -Suno-

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