Canto Di Natale

A Natale ci sono spot sul Natale. Una tragedia inevitabile. Ci sono i pandori e i panettoni, i canali satellitari che si sentono ciascuno il miglior regalo possibile, i portieri della nazionale che fanno sopralluoghi notturni per Babbo Natale,  la qualcosa mi porta forzatamente a parlare di tutto ciò.

Ma non mi dispiace affatto parlare di uno spot che ha messo a dura prova il nostro equilibrio psicofisico per tre lunghissimi anni di fila, tramutandosi per giunta, quest’anno, in una versione peggiorata e rafforzata. Per chi ne avesse sottovalutato il potere distruttivo, sto parlando dello spot Bauli, votato fino alla morte a suscitare commozione, con il malaugurato ausilio di un bambino irritante e di una canzoncina che non lascia spazio alla sanità mentale. Tale bambino (notare come si provi disperatamente a intenerire col biondo: missione fallita), si premurano di farci notare, vive in una casa opulenta e calda, circondato dall’affetto della mamma, ex modella di Postalmarket e dalla nonna che gli rifila fette su fette di pandoro. Giustamente il ragazzino non ne può più, così partorisce l’idea geniale di liberarsene mentre va a spasso sotto la neve; la parte geniale sta nel fatto che sceglierà un sottofondo musicale in cui una vocetta lagnosa dice che « E’ Natale, si può dare di più», facendo pertanto credere che la distribuzione di briciole di pandoro sorga dai dettami di un piccolo grande cuore magnanimo. Così, l’angelo del dolce porta una fetta inzuccherata a una bambina nel passeggino con grande gioia della sconsiderata madre (alimentazione infantile, questa sconosciuta), a un mimo, a due che litigavano per i fatti loro e lui doveva per forza mettercisi in mezzo con questo cavolo di pandoro, a un passerotto che per qualche strano motivo a Natale stava ancora là.

E che furbizia, quando, tornando a casa, il bambino finge di essere triste perché è finito il pan dolce con cui può fingere di essere un apostolo, come simula sommo gaudio nella scoperta che c’è un’altra scatola tutta da distribuire. E chissà quante volte avranno provato in audio la frase «Bauli, buono come te» («Ok, era buona; ora provala più sofferente, più appassionata!»), per arrivare a questo pathos da robottino arrugginito che guarda insistente e con malcelata insofferenza il regista –o le vie di fuga, chi può dirlo.

Quest’anno, sinceramente, temevo segretamente il suo ritorno, ma Bauli ha voluto rincarare la dose di saccarina, portando all’ennesima potenza tutto ciò ch e era detestabile nel primo spot: la recita scolastica di Natale. Un concentrato di perfidia. Fattore bimbo moltiplicato per trenta, genitori e nonni a bloccare le uscite senza vie di scampo, addirittura la stecca inudibile iniziale da tremor da palcoscenico, la versione Melting Pot del coro dell’Antoniano, con costumi e scenari da far vergognare la Scala, tutti vestiti da Re e Regine, corone e diademi all’insegna della povertà della natività (e ve lo dice un non-cattolico), tutti che si tengono per mano. E pandoro, pandoro dappertutto. Ditemi se non è perfidia questa.

Cos’hanno ancora in comune questi due sterili spot per il grande pubblico? Il falsissimo (quanto amatissimo) concetto che: «A Natale si può fare, si può dare» e non inteso come «quello che fai a Las Vegas, resta a Las Vegas», no, perché qui si parla di generosità, amore e amicizia, almeno così la mettono loro. Universalmente, con la frase «A Natale si è tutti più buoni», ci si bea di quei frammenti di generosità dovuta e si torna a casa col cuore in pace; tutto il resto dell’anno non conta.

Quello che vi invito a fare io, dall’alto del mio assoluto nulla, è di non fare proprio niente, questo Natale. Niente elargizioni, niente pandoro distribuito per strada. Per quello ci sono tutti gli altri. Vi invito a subentrare tutto il resto dell’anno, quando l’ipocrita benpensante Natale odierno se ne sarà andato, lasciando tutti quelli che ne hanno bisogno a bocca asciutta. Così si scopre che il Natale è uguale a tutti gli altri giorni per una grande quantità di persone.

E, a pensarci bene, sorge improvvisamente il senso della canzone che infesta gli spot: «E’ Natale, si può fare di più per noi». Ah, ecco, era solo per noi!

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21 commenti

Archiviato in Senza categoria

21 risposte a “Canto Di Natale

  1. Peraltro, la recita scolastica l’hanno evidentemente fatta in una scuola di futuri fotomodelli, visto che non c’è nemmeno un bimbo brutto, rom o malvestito…

  2. Standing ovation… Da cattolico (o quantomeno che prova ad esserlo) mi ha sempre dato disgusto questo buonismo a buon mercato che ha in questo spot la sua punta dell’iceberg (e soprattutto, perché “non puoi fare mai” quello che puoi fare a Natale?)

    Ti stringo la mano virtualmente ma calorosamente 😉

  3. Uff ma vedi che non hai capito? La recita era quella di Carnevale del figlio del boss, riciclata perché avevano finito i soldi per la pubblicità alla Bauli de Verona.

  4. Ahh quindi scettri e tiare sono stati trafugati.. ecco, così si giustifica tutto quel dispiego di ottone.
    Miss V, le vostre spiegazioni sono sempre inattaccabili.

    🙂

  5. Parlo da ex PASTORELLA e da ex MADONNINA DEL PRESEPE…
    Di solito le recite scolastiche le facevamo nell’androne della scuola o al massimo in palestra… Niente PALCOSCENICO STILE BRODWAY, da fare invidia ad HIGH SCHOOL MUSICAL 1-2-3!!!!
    Ma d’altro canto la pubblicità in questione è dedicata al panettone di Verona, qui a Taranto al massimo ci scappava una mangiata di frutti di mare freschi…
    Rinnovo a tutti i COMMENTATORI i miei più sinceri auguri di BUON NATALE!!!

  6. Caro J. molte grazie per il messaggio. Mi associo al commento di mg55 e per gli stessi motivi digito in piedi (standing ovation) questo post. Soprattutto la chiusa finale secondo me dovrebbe essere postata via mail iniziando così una vera ed utile catena di Sant’Antonio.
    So che questo turberà l’animo di molti, ma piuttosto che c@##@te politicalmente corrette, meglio di gran lunga pensare con la propria testa e lasciarsi scivolare di dosso questa banale, scontata bontà con lo zucchero a velo.
    m9 (èNATALEogniGIORNO)
    ps: io ADORO il pandoro BAULI, ne mangerei a quintali, ma anche i panettoni, …

  7. caro jl, io seguirò il tuo consiglio. farò tutto questo dopo il natale. soprattutto consumare panettoni, dato che la settimana scorsa al supermercato ho provato l’impulso di comprare un panettone o un pandoro da offrire agli ospiti e ho visto prezzi che sono uno schiaffo alla miseria, un pandoro mi costa quando la benzina che uso in due settimane per andare a lavorare.
    aspetto quindi che passi il natale e che il pandoro sia nuovamente a prezzi più accessibili, tipo un euro al bancale, e poi faccio il mio bel gesto.
    a parte che i bei gesti ormai stancano, sia a natale che durante il resto dell’anno. se in qualche modo tendi la mano a qualcuno che ne ha bisogno, stai pur tranquillo che c’è qualcun altro che riesce a prendersi il merito e a lucrare su questo tuo gesto.

    vabbè, basta delirare. torno a mangiare la mia colomba.

    tripponzio III

    p.s. invito tutti i presenti a festeggiare il natale discordiano, il giorno che preferite. io suggerisco a stagione saldi inoltrata: i pandori te li tirano dietro e i regali costano meno.

  8. utente anonimo

    ma come mai il pandoro delle pubblicità non è come il pandoro che mi devo puppare io a natale? li è bello giallo , gonfio e imbiancato!

    in genere il pandoro ha quell’aspetto come dire sudaticcio e malsano da busta…

    glia vesse dato 20€ alla coppietta, magari litigavano che non arrivavano a fine mese… e lui tanto regala pandoro che il papà lavorerà alla Bauli…

  9. utente anonimo

    Chiusura splendida!Chissà se si sono accorti che la canzoncina svela tutta l’appiccicosa ipocrisia del Natale. congrats! 🙂
    Silvia

  10. …detesto il pandoro, per non parlare del panettone. E quando, per malaugurata disgrazia ne ricevo uno, lo occulto sul ripiano più alto e meno visibile della cucina. E quando, con sommo gaudio lo apro circa sei mesi dopo, è perchè non ho pavesini ne savoiardi per il tiramsù. Scaduto? Nessuno se ne accorge.

  11. utente anonimo

    Però vedi quando si sanno usare le parole che meraviglia… io ho sempre detto FA CAGARE… ma non da lo stesso effetto XD L’hai visto questo: http://it.youtube.com/watch?v=9XWk5n8xW80

  12. utente anonimo

    Ooops… Fyaa, ciao 😉

  13. utente anonimo

    Il marmocchio dello spot non è che distribuisce il suo prezioso pandoro ai mendicanti. Lo dà ad un bimbo con la madre intenta a guardare le vetrine,ad una coppia litigiosa vestita alla moda ed ad un passerottino da spot tv. Ammazza che benefattore dell’umanità!
    E poi va sottolineata una cosa: si vedono nonna e la mamma del marmocchio e una donna che spinge il passeggino:manca la figura paterna. L’unico uomo che compare litiga con la fidanzata.
    Tanta zuccherosa ipocrisia esmplifica perfettamente lo scadimento del Natale da festa religiosa a ricorrenza esclusivamente consumistica.

  14. utente anonimo

    Ti dirò, io sono stata lieta di non ritrovare più il bambino degli scorsi anni. Tutto sommato è meglio questa pessima recita natalizia.
    Tra l’altro, in questi giorni, ho fatto uan scoperta sconvolgente: la mia sorellina farà, nei fatti, una recita di Natale, durante la quale è prevista anche la tremenda, spaventosa, agghiacciante canzone dello spot. Io ero convinta che fosse una canzone da spot, invece ESISTE VERAMENTE! E senti come fa la prima strofa: “A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai: riprendere a giocare, riprendere a sognare, riprendere quel tempo che rincorrevi tanto”. Tutto, quindi, meno che una canzone altruista. Un po’surreale sì, perchè mi irsulta strano che un bambino delle elementari, durante il resto dell’anno, sia poi così a corto di tempo per i suoi giochi…
    Gramigna

  15. utente anonimo

    E che ne dici dello Spot della Paluani?

  16. Una caterva di commenti e solo un tuo intervento…
    Ancora sotto esame?
    Good luck!
    ^__^

  17. Buongiorno!

    Gramigna, io non riesco a credere che qualcuno abbia inventato una canzone così cretina.. cos’è, l’inno del lavoratore minorenne nella Londra del 1700? Buona recita, comunque, eh! 😉

    Aladel, carissima.. sempre sotto torchio.. per lungo tempo ancora 🙂
    augurio ben accetto, grazie infinite!

  18. E ti lasci sfuggire che la Vodafone mi ha rispolverato la Megan Gale che dice “Non potevo mancare”.

    Megan, tesoro. Sì, potevi.

    :*

  19. utente anonimo

    Non ho mai sopportato le pubblicità della Bauli. Io poi ero una bambina atipica perchè al pandoro preferivo una fetta di panettone di pasticceria,mmm.

    Già il pandoro è dolce,se poi ci abbini una reclame melensa…rischi il tracollo glicemico.

  20. utente anonimo

    Torno per firmare il commento #19 e per dire che…sssììì,è tornata Megan per lo spot Vodafone! Non credevo ai miei occhi.Riesumata direttamente dagli spot Omnitel è di nuovo qui tra noi in compagnia di Ilary-bocca da fornp-Blasi.Che gioia.

    Fedeverza

  21. L’altro giorno l’hanno trasmessa in abbinamento con lo spot Calzedonia… un mix micidiale.
    Ciao e complimenti per il blog, bellissimo!
    Vi

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