Né Carne, Né Pesce

Per il ciclo operazione nostalgia, di cui, ricordo, importa solo ed esclusivamente a me, ho pensato di riportare alla luce della nostra memoria il primo spot Spuntì, vale a dire l’allestimento di una delle scenette più improbabili che mente umana abbia mai concepito.

La location è la solita villa miliardaria con annesso giardino, analogo a quello della regina di Alice nel Paese delle Meraviglie; prego, tra l’altro, i cortesi spettatori di notare come la raccolta magione comprenda una gran quantità di acri di ulivi e campi rasi, tale da far pensare che alla famiglia in questione appartenga tutto il mondo agreste conosciuto.

Ma rimaniamo nel cuore del focolare, diciamo trecento miglia circolari tra giardino e cucina, ove si svolge la parata dell’inverosimile. Sì, perché due fratelli, armati di una cesoia ciascuno, stanno potando le siepi. Il primo elemento di perplessità è che si divertano con la spensieratezza di chi sa che “del domani un v’è certezza”; il secondo elemento, assai inquietante, è che il fratello piccolo (vestito da contadinello casual con tenera salopette) abbia circa undici anni, quello maggiore (vestito da anziano viticoltore in ritiro) circa ventisette. E non ditemi che è il padre: troppo giovane per un 1982 in cui i ruoli e le età erano definiti secondo schemi inderogabili.

La madre, con l’aria di chi trova tutto questo assolutamente normale, si offre di preparare uno spuntino ai suoi amati pargoli, preannunciando una novità, da brava misteriosa burlona. Dopo di che si ritira in cucina ed apre un paio di scatole di cibo per astronauti, poltiglie rosee che spalma, chilo per chilo, sulle fette di pane. Questi prodotti convenzionati NASA sono colloquialmente indicato come:

Spuntì alla carne
: per il fuori pasto appetitoso;
Spuntì al tonno: per il fuori pasto gustoso.

La differenza tra i due aggettivi è troppo sottile –e troppo irrilevante- per contare qualcosa, diciamo che hanno macellato una pantegana e le hanno nominalmente attribuito un paio di gusti.

La prova del nove della sperimentazione è tutta nell’assaggio delle inconsapevoli cavie.
«Indovinate cos’è!» Ma perché, ci dev’essere da indovinare? A quanto pare sì.
«E’ tonno!» esulta il figlio minore (comunque il cervello del duo fraterno), con anfetaminico entusiasmo.
Anche il figlio maggiore vestito da pensionato vuole dire la sua, contento come non mai di aver azzeccato il gusto della sua melma: «E’ carne!» urla col la bocca piena di pastone e con una smorfia da troll diabolico (che mi ha ricordato troppo il grande eroe Jean Claude).
La mamma ribatte: « E’ Spuntì!» con il raggiante trionfo di chi dentro di sé dice: «Né l’uno né l’altra, sciocchi ingenui!»

La prossima volta che avrò intenzione di fare un discorso su “le buone e sane merende di una volta”, dovrò ricordarmi di quando una proprietaria terriera sfamava i suoi figli con trito di topo in scatola.
Mentre io ringhiavo contro mia madre che mi costringeva a mangiare frutta, accidenti. Mi sa che le devo un favore.

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33 commenti

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33 risposte a “Né Carne, Né Pesce

  1. utente anonimo

    Premetto che nel 1982 neanche ero nata,quindi questa era la prima volta che vedevo questo spot, ma a me il grande sembra il padre… ?__?
    Comunque sia, questo spuntì(no) ha un aspetto orripilante,peggio del fetta a latte :o/
    cheers,Silvia:)

  2. Quanto l’avrei voluto assaggiare… Ma mamma non voleva, “che ‘ste porcherie non si toccano!”
    Ma lo sai che a rivederlo ora mi pare una vera e propria schifezza? Esteticamente parlando, intendo. Sarà che quand’ero piccola avevo un altro concetto di “gustoso e appetitoso”…. Bah…

  3. utente anonimo

    X Silvia: a me sembra un po’ giovane come padre ^_^

    Dani

  4. Ma no mon amour, è il padre per forza.
    In pubblicità tutti i padri sono belli, giovani e assolutamente inadatti al ruolo che fanno loro interpretare.Te lo devo insegnare io? 🙂

    Comunque, viva la sostanza dello Spuntì e Jean Claude.

    :*

  5. utente anonimo

    Questo spot faceva venire voglia di prendere a scarpate il televisore; ma ve lo ricordate quell’altro dello Spuntì, col Nostro Eroe di undici anni (orecchie a sventola ben esposte) che si rivolgeva a un presunto fratellino di pochi mesi, seduto nel seggiolone, con una scodella di un non meglio identificato pastone per bebé davanti, con la frase “Pappina, fratello?”, poi si metteva a smenarla su uno Spuntì sapore pantegana alla crema di scarafaggi (o qualcosa del genere) e alla fine diceva “E’ Spuntì, roba da grandi!” Già, bisogna essere grandi e aver già lo stomaco ben carrozzato per avere il coraggio di ingoiare quella roba…

    Skrunch III

  6. utente anonimo

    è decisamente il padre.

    Io lo spuntì lo mangiavo ogni tanto e confesso che mi piaceva un sacco, soprattutto quello alla “carne”. Però, che bello vedere una madre da spot che non sembra una squillo di lusso…

  7. utente anonimo

    Più che i figli (o padre e figlio) mi sono sembrati due guardoni,nascosti dietro a quella siepe.
    Mi pareva strano che la signora offrisse uno spuntino (forse per riconoscenza,visto che il marito non la guarda più?).
    utopja

  8. utente anonimo

    Uuhhhmmmm spuntì… (sbavo tipo Homer… ggglll) Era tossico e dava assuefazione!!! Come le sottilette di cioccolato… AAGGH ma che abbiamo in corpo noi “ottantini”???

  9. Buongiorno a tutti!

    @#8:
    Non so che abbiamo, noi bambini negli Ottanta, ma siamo un caso di studio 🙂
    Tuttavia non credo cambierei mai la mia infanzia con una vissuta oggi..

  10. utente anonimo

    Ciao sommo!! Sono #8… XD
    Ah beh nemmeno io… 😉

    Fyaa

  11. utente anonimo

    Ah, secondo te quando è successo che “GOLOSO” ha sostituito “GUSTOSO” e chi per esso??? Cioè da quando le cose sono golose?? Golosa crema, golosa confettura, (confettura sempre “extra” attenzione… XD )
    Si… è venerdi…

    Fyaa

  12. credo che causa mamma salutista nella mia infanzia lo spuntì fosse proibito…ma vedo che c’è di peggio….SOTTILETTE AL CIOCCOLATO??????????? dimmi che scherzavi, #8!!!!!!!!!!!!!!!!! baci anni ottanta

  13. utente anonimo

    @2nimue5
    AHAHAHAH no non erano sottilette al formaggio E cioccolato… Ma cioccolato in forma di sottilette. TOSSSSICISSSIME XD E le gomme a forma di sigaretta??? uuhhmmm sbav sbav

  14. utente anonimo

    Eccoleeeee

    http://daffodil.weblogs.us/archives/cofflerette.jpeg

    Sempre Fyaa
    (o #8 che dimentica di firmare!!)

  15. io ingurgitavo di tutto: dalle sottilette al gusto (?) cioccolato, alle sigarette di gomma ma anche quelle al cioccolato, le collanine e braccialetti di caramelle di zucchero (quelle, per interderci, che mangiavi dopo averle tenute al collo/al polso un intero pomeriggio). lo spunti esiste ancora e l’ho mangiato fino a quando ho scoperto che il solo aprire la scatoletta mandava in crisi il sistema nervoso del mio gatto, che si comportava come un drogato a rota. mai più comprato. marlene

  16. Aaah Fyaa eri tu!
    Grazie pe l’immagine delle sottilette di cioccolato, non avevo la minima idea della loro esistenza.. Le trovo sufficientemente impressionanti, già le adoro.
    E quella roba da spalmare metà nutella e metà miele, se la ricorda nessuno? Mi pare si chiamasse Mielcacao, originalità a secchiate!

  17. Metà nutella e metà miele?? 😦
    Io mi ricordo la crema bicolor e le Camille del Mulino Bianco, oppure i biscotti credo Doria, quelli giganti e rettangolari…

  18. Buongiorno Miss V!
    Le Camille ci sono ancora (merendine di verdura tritata..brrr.. concordo con ciò che una volta disse Tripponzio III ).
    Lo spot d’esordio raccontava di una bambina che aveva paura a tornare in classe dopo che una visita oculistica le aveva imposto di portare gli occhiali.. Una specie di libro Cuore intriso di baby mobbing .
    Emozionalmente insostenibile.

  19. mio caro jon, quello è proprio il padre. la pellicola è sgranatissima, ma è vestito da pensionato appunto per evitare che si potesse pensare che fosse troppo giovane.
    comunque, come detto da qualcuno, lo spuntì esiste tutt’ora, oggi anzi c’è anche al gusto prosciutto cotto e, a dire il vero, nella mia credenza ce ne sono un paio di scatolette.
    a me, sinceramente, piaceva da impazzire da bambino, ora di meno, ma deve essere la naturale evoluzione del “gusto”. è uno di quei potacci che piacciono (o piacevano) ai bambini e che le mamme (attente alle folli esigenze dei loro figli o solamente bisognose di soluzioni rapide e indolori agli attacchi di famina dei figli) trovano molto comodi. c’è da dire che c’è sempre stato di peggio in giro, cose come la simmenthal scodellata sul piatto ancora nella sua forma cilindrica gelatinosa, con tante buone verdurine.
    insomma, non toccatemi lo spuntì.
    era una merenda da grandi. da mangiare mentre bevevi l’aranciata esagerata.

    tripponzio III

    p.s. era divertente come il bambino prendeva per i fondelli il fratellino che mangiava l’omogeneizzato, quando lo spuntì non è altro che la stessa cosa…

  20. utente anonimo

    E comunque vulèvùpatèavecmuà??!!

    Fyaa

  21. utente anonimo

    Che impressione le sottilette al cioccolato..le avrei volute assaggiare XD
    Aaah le sigarette di gomma e quelle al cioccolato le ho ingurgitate anche io,come mi piacevano soprattutto le gomme…ma si troveranno ancora,mah?!
    Silvia:)

  22. utente anonimo

    La faccia da Jean Claude mi ha fatto morire!!!L’avranno copiata da lì??..
    Serry

  23. J. è dura. E’ dura per via dell’acqua alta (neanche tanto, poi), ma soprattutto perchè anche stavolta hai usato il grimaldello per scoperchiare scheletri dal pasato.
    Che bei momenti sepolti negli angoli della memoria: son tornati a galla e mi hanno preso a ceffoni. Anch’io, come molti, non ho avuto il piacere (si fa per dire) di assaggiare lo Spuntì, e per questo ringrazierò sempre la mia santa madre.
    Devo anche ammettere che all’epoca invidiavo (ovviamente) gli amici che potevano sfoggiare una merenda potaciosa, ma (mi dispiace “Trispuntì3”) sono convinto che non sia, ne’ mai sarà una cosa sana. Ci sono certo cose peggiori, ma… L’altra pubblicità con il fratellino era meglio congeniata e soprattutto era una delle prime che faceva leva direttamente sullo spirito di indipenza strafottente che di lì a poco sarebbe dilagato. Onore ora e sempre invece alla Sanpellegrino (grazie TripPPP).
    m9 (RIPETE:IOodioGLIanni80)

    ps: @Fyaa – da Spuntì a Spalmì il passo è breve. J.lo ci vorrebbe una REPRISE!

  24. utente anonimo

    Onestamente, l’immagine evocata della nutella e del miele mi ha fatto passare quel poco di fame che mi stava venendo… già la cucina belga è quella che è, poi se leggo queste cose all’ora di pranzo…

    Io lo spuntì qualche volta lo mangiavo, ma solo quello alla carne… quello al tonno mia mamma non me lo voleva prendere, dovrò chiederle come mai…

    PS: per rispondere ad un precedente commento, la mia gatta si comporta da drogata in astinenza anche quando semplicemente vede delle scatolette di qualunque tipo, al punto che scava nel sacchetto della spesa. Ma quante anfetamine mettono nel cibo per gatti?

    PPS: a quando la prossima recensione di un film? magari il mio “amatissimo” Twilight, detto anche “Moccia coi vampiri”…

    Saluti, l’Ingegnere da Gent (bella eh, ma è difficile da dire se sia più fredda la città o chi ci abita, o magari è chi ci abita che rende fredda la città di conseguenza……)

  25. Mio prode ingegnere, l’importante è superare l’angoscia del muschio e dell’ombra perenni. Oh, quasi dimenticavo: e abituarsi al fatto che non facciano altro che pattinare sul ghiaccio.
    Per comprare cibo vai al Carrefour se puoi: è l’unico posto dove hanno tantissimo cibo italiano vero e non presunto.
    coraggio, ci sono passato anch’io.

  26. Mi vien da chiedere, così, d’amblè: ma Lei, Mr. J.Lo., avrà fatto mica tre anni di militare a Cuneo? La vedo molto “uomo di mondo”, pare che abbia già fatto tutto 😀

    La prego, ci delizi allora con i Suoi preg.mi desideri, visto che la Storia l’ha attraversata in lungo, in largo e per traverso :DDDDDD

  27. Reg, amico mio, credo che, se avessi fatto tre anni di militare a Cuneo, sarebbe stato meno traumatizzante di un mese di vita a Gent 😀

  28. utente anonimo

    Un mese a Gent non so, ma qualche giorno non mi ha ucciso (e non ho mai mangiato italiano fuori dall’Italia)

    E se il cibo non piace ci sono sempre le birre belghe, uniche al mondo, o quasi!

    Anche io, ai miei tempi (!!) ho provato lo Spuntì: al tempo non mi pareva male, ma al tempo avrei mangiato anche un topo morto trovandolo discreto.

  29. utente anonimo

    Gent, la città di Maeterlinck! Che bei ricordi. A proposito di merenda: qualcuno si ricorda il nome di quelle merendine/tortine del Mulino col guscio di frolla, il ripieno di cioccolato bianco e nero e la nocciola al centro? Pituffis

  30. Pituffis, assolutamente no..erano buone?
    Giusto per sapere che mi sono perso.

    Ed io che credevo di aver fatto il colpo migliore ricordandomi che esistevano dei biscotti del Mulino Bianco che si chiamavano ‘Tortorelle’…

    Hai vinto tu mi sa 😀

  31. utente anonimo

    Non erano buonissime, credo siano state un flop perchè sono durate davvero poco. Mi ero fatta spedire dalla Barilla l’elenco dei prodotti Mulino Bianco degli anni ’80, ma…ehm…l’ho perso. Ora mi vergogno a chiederlo un’altra volta. Pituffis

  32. erano spettacolari e non avevano la cioccolata, ma crema alle nocciole e cioccolata, divisa talvolta a metà e talvolta a “quarti”.

    tripponzio III

  33. utente anonimo

    io rimpiango sinceramente i Soldini mulino bianco  ;___;

    Ecco un nuovo link anche per questa http://www.spot80.it/spot/simmenthal-spunti-1982
    Anche il video di Jean Claude è stato rimosso, mi dispiace di non sapere che puntata fosse (comunque l'accostamento è davvero… impressionante! Tra l'altro anche la voce fuori campo mi ha fatto pensare agli spot dei Broncoviz li ricordate? 

    )

    Sedna

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