The Sleeping Beauty

Qualche giorno fa, nell’inorridire collettivamente alla diffusione scriteriata di My Life, mi è stato suggerito (a ragione, peraltro) di tediarmi con la visione dello spot di Animal Crossing. La mia valutazione tecnica è: oh, mio Dio, perché ci si ostina a prescrivere Prozac alle adolescenti?

Lo spot ha una presa sul pubblico da zero a meno infinito. Tant’è che, per spirito di misericordia, ho pure cercato la versione italiana, in cui attribuiscono alla ragazza una voce fuori campo, che spiega agli spettatori attoniti quali emozioni e stimoli creativi si propongano stando seduti scuotendo un parallelepipedo; la voce consentiva di tenere aperti gli occhi per il tempo necessario e la cosa manca in quasi tutta la versione proposta ma, doppia moka e tanta incoscienza, l’ho visto tutto. E siccome vi voglio bene, vi anticipo che, se non ve la sentirete, vi capirò (a onor del vero, la visione dello spot può dare giovamento come coadiuvante nel cardio-fitness).

Cosa fai quando sei una ragazza giovane e bellissima (e, cosa non trascurabile, bionda)? Fai la rincretinita di mestiere, ovvio. Ti alzi, vegeti con sguardo vacuo avvolta in una coperta e trangugiando brodo come se fossi una sfollata;  poi, vai nel bosco di conifere con la camicia del boscaiolo, ma non per contemplare la natura o per abbellire l’erbario. Per giocare con il Nintendo Ds mentre cammini.

Poi torni a casa e ti fiondi a continuare il gioco sulla tv. Che poi, gioco è una parola grossa, grossissima, diciamo pure TRUFFA. Cammini, parli con pupazzi sgradevoli, raccogli mele e peschi. Mi si dica che gioco è. Allora brevetto anch’io Wii Factory e la sera mi diletto al nastro trasportatore a confezionare pandori.

Il gioco è talmente trascinante e dinamico che, mentre sullo schermo il personaggio discorre coi trichechi e fa il bracciante stagionale o sta al fast-food con un’anatra (cioè..non so se è chiaro.. al Mc Donald’s con un’anatra. E tanti saluti alla convezione di New York dell’84), la ragazza spilucca frutta e butta giù liquidi fumanti.
Invece di buttarle via la console e imporsi con un savio: «Get a life!», i genitori danno un pessimo esempio, rintronandosi allo stesso modo, nell’inspiegabile esaltazione indotta dalla pesca di squali in un laghetto a cristalli liquidi.
La figlia, nel frattempo, dà sfoggio della creatività acquisita, disegnando con la maturità del Kindergarten e immedesimandosi troppo seriamente dal coiffeur virtuale.
Se siete riusciti a stare svegli sinora (bravi, gran coraggio) sarete sorpresi dal fatto che la bella fanciulla non abbia solo amici immaginari, come pure del fatto che esistano altre rimbambite che devono mostrarle come il loro avatar stia tanto bene, vestito da bomboniera del battesimo.

Ultimo imperdibile brivido di avventura: scribacchiare il proprio fessoplanetarium e fingere di vederlo anche nel mondo reale. Com’è triste.
Ma davvero una splendida ragazza con tutta la vita davanti si guadagna l’artrosi trapezio-metacarpale per prendere una corriera scassata sullo schermo?

Non dico che le auguro che venga la carrozza col principe a portarla via dal bosco maledetto.
Ma che almeno arrivi un’autoambulanza, da cui scenda un paramedico con un defibrillatore, che le si fiondi addosso e che sciolga l’incantesimo con la parola magica: «LIBERAAA!»

Link e suggerimento gentilmente offerti dall’insostituibile Messer Marco Da Nove, che ringrazio.

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13 commenti

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13 risposte a “The Sleeping Beauty

  1. utente anonimo

    … HAAAAARGH!

    La cosa triste è che non esistono solo ragazzini/e rimbambiti da ‘sti giochini, od adulti che tentano in ogni modo di anticipare l’arrivo della demenza senile … naaaaa … ci sono anche individui che ne teorizzano l’utilità sociale …

    Bha …

  2. Caro J. ti ringrazio pubblicamente per aver raccolto il suggerimento. Avrei preferito non doverlo fare, ma “è un mondo difficile, e vita intensa…” e purtroppo la tecnologia sembra venga usata solo per rendirci più stupidi.

    Avendo già sparato a zero sulla ragazza in questione che, come argutamente descritto da J.lo è pure bionda (pregasi le bionde del mondo a controbattere a siffatto uso improprio dell’idilliaca immagine che le permea), risparmio gli assidui frequentatori di questo bel blog di altre mie pirlate. Dirò solo che se hai tempo da perdere su un giochino come quello descritto, beh, vecchio mio/vecchia mia, è tempo di portarlo al mercatino delle pulci in cambio di qualsiasi cosa e crescere un po’…
    m9 (appenaUSCITOdallaMINIERA…)

    ps: commento approvato da diversi cugini/cugine di età compresa tra i 23 e gli 11 anni, ai sensi della legge n.123/2008 sul miglioramento delle condizioni di vita del cervello in età giovanile.

  3. Cioè. A parte che se quella è un’adolescente io sono mora, a parte il tedio infinito, tutto sommato la ragazza fisicamente mi assomiglia… 😀

  4. odiavo anche il tamagochi, figuriamoci interagire con un mondo irreale pieno di amichetti immaginari.
    poi dicono che le nuove leve crescono meglio di come siamo cresciuto noi che non avevamo tutta questa tecnologia.

  5. utente anonimo

    Ciao, è la prima volta che scrivo ma ti seguo già da un po’, sei fortissimo! Cavoli lo spot è tremendo, un po’ soporifero ma assolutamente tremendo!

  6. Buon pomeriggio!!! E’ un piacere rileggervi tutti sopo un maxxxxxi raffreddode che ha colpito la sottoscritta, marito, figlioletta e nonni!!!
    Capisco il dramma perchè ho un nipotino “PSP2” dipendente…
    E la nipotina più grande per fortuna non ha ancora scoperto il mondo di GIULIA PASSIONE (notare che sono sempre lavori di prestigio e mai lavori più “modesti” ma ugualmente importanti…)
    E pensare che i miei dicevano che io ed i miei amici correvamo il rischio di rimanere emarginati perchè preferivamo (e preferiamo tuttora) stare in casa a giocare a D&D…

  7. Scosa Jon…
    “dopo” e non “sopo”….
    “raffreddore” e non “raffreddode”…
    Ho palesemente dimenticato come si scrive in italiano-…
    ^__^

  8. Concordone sullo spot demente (ma avete visto quelle della Xbox360? io sinceramente mi sento invogliata meno di zero a comprare una console con delle pubblicità così…), ma i soliti luoghi comuni su chi ha l’hobby del videogioco magari risparmiamoceli, eh? : D

  9. Qui non sono d’accordo 😛
    Il gioco (almeno quello per DS, quello per wii non l’ho provato) è davvero molto carino, divertente e rilassante e adatto a bambini e adulti.
    Che poi lo spot lo faccia sembrare più stupido di quello che è, ok, ma anche lì c’è di peggio.

  10. utente anonimo

    Un paio di aggiunte personali:

    -la musica. Se si ascolta per più di una volta è possibile capire cosa provasse il vecchio Alex mentre gli propinavano ultra violenza + Beethoven.

    -lo scuolabus. Cosa rappresenta? La noiosa parentesi scolastica che mi impedisce di vivere 24h nel mio mondo autistico?

    -le immagini. In genere di un videogioco vengono mostrate le schermate più accattivanti. O i pubblicitari hanno deciso di andare contro a questa regola (uhm…) o vi hanno aderito e quelle sono *effettivamente* le cose più divertenti da fare (mangiare mele, pescare squali, fare disegni a cazzo).

    -il target del prodotto. Ho tre ipotesi: 1) ex-modelle venticinquenni in clinica di riabilitazione. Una specie di pet-therapy ma senza pet. E senza therapy. 2) Tredicenni (fighe) con disfunzioni ormonali che dimostrano due volte la loro età e che pertanto vengono tenute segregate dai genitori. 3) In realtà il target sono le tredicenni che si sentono (e/o sono) brutte, grasse, senza amici e senza possibilità di contatti sociali. In questa terza opzione, il messaggio implicito è “non importa cercare di avere una vita reale. La tua felicità può stare in una scatolina di plastica. E quando sei stanca basta spegnere tutto per non sentire più niente.”

  11. Bellissima recensione!
    A quando un commento sulla pubblicità di quel videogioco (credo per PSP) di guerra nucleare, molto gotico, che fa venir voglia di suicidarsi? Gears of War, mi pare che si chiami…….. osceno è dir poco.

  12. utente anonimo

    @ NohaIjiachi : secondo me non è una questione di luoghi comuni su chi usa i videogiochi, il dramma è che nello spot è palese che la tipa non ci si stacca mai, da mattina a sera, e questo non è un luogo comune: la dipendenza da video gioco con relativa alienazione dalla vita reale è vera e gravissima.
    Sara

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