Pietre Biliari

Come a voi esiguo ma affezionato manipolo è ben noto, sono perennemente in cerca di spot che abbiano il pregio di sorgere da una piccola scintilla brillante nella mente del pubblicitario e che si traducano in pochi secondi che strappano un intimo applauso e la sensazione di essere stati intrattenuti con intelligenza.
E’ altrettanto noto che questa ricerca è un costante, totale fallimento.

Perciò, in attesa dello spot da Oscar che tutti aspettiamo con fiducia, vi sottoporrò quindici  tra i secondi più schifosi del Natale 2008, sorti piuttosto, con ogni probabilità, dalla sbronza di Ramandolo della cena aziendale: lo spot di auguri dei Fonzies, un collage a buon mercato delle scenette a cui da qualche anno ci tocca assistere, in cui si tenta miseramente di convincerci dell’esistenza di feste in cui si servono solo ciotole stracolme di Fonzies, i cui partecipanti si trastullano accompagnati da una canzone tra il rilassato e il porco, succhiandosi le dita che si sono sporcate di formaggio in polvere (il regalo di Natale sta nel fatto che il montaggio compone i versacci del risucchio in modo da confezionare un inedito motivetto natalizio).

Ora, io lo so che per copione dovrei partire con una delle mie consuete invettive contro l’abuso della componente sessuale sbattuta in faccia negli spot. Ma la verità è che, nel caso di specie, tale problematica mi è totalmente indifferente, poiché prevale la mia vena ipocondriaca quando penso al fatto che uno prima si lecca le dita, poi rimette la mano bagnaticcia di saliva dentro la ciotola, seguito a ruota da altri come lui che hanno avuto l’incondivisibile idea di partire da casa per recarsi a quella festa antigienica.
L’orrido pensiero di tali microbiche contaminazioni uccide a sprangate l’alzata di sopracciglia al claim “se non ti lecchi le dita, godi solo a metà”, unito alla consapevolezza che, quando avrò dei figli che approcceranno la vita sociale presentandosi alle festicciole pomeridiane di compleanno, li vestirò di neoprene e darò loro il proprio sacchetto personale di patatine, da non dividere con nessuno che si rifiuti di indossare guanti monouso o che non li getti dopo aver succhiato quella dannata polvere al formaggio. Quanto a quest’ultimo farinoso dettaglio, penso proprio che i miei figli mangeranno Pai D’oro, che hanno i seguenti vantaggi fondamentali rispetto ai Fonzies:

1. Non sono duri come ghiaia.
2. Si autoproclamano deliziosi cornetti di mais al formaggio e ciò causa irresistibile simpatia.
3. Sono custodi dell’armonia familiare. Quando ero piccolo, il fatto che il bar della parrocchia li vendesse era il giusto prezzo che mia madre pagava settimanalmente per farmi frequentare l’oratorio senza troppe storie.
4. Non sembrano deiezioni (elemento, questo, di non trascurabile rilievo).

La saggezza di un altro anno sulle spalle, però, mi invita a considerare il lato positivo della vicenda e, difficile a credersi, ne sono capace: se l’idea del rumore schifoso che forma una melodia l’avessero pensata quelli dello scoiattolo della Vigorsol, sarebbe stato peggio.

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24 commenti

Archiviato in Senza categoria

24 risposte a “Pietre Biliari

  1. Oh, bene, non è meraviglioso che ci sia qualcosa di positivo persino in questi Fonzies? (benché io protesti vivamente per l’uso improprio di un nome mitico)

  2. Ecco quando ho visto, e sentito, quella pubblicità mi sono domandata se tu vi avresti dedicato un pezzo… telepatia?

    ^_^

    Curiosamente chi era con me quel giorno mi ha chiesto cosa ci trovassi di divertente, e la mia risposta è stata: sto pensando che è una fortuna che non lo abbiano fatto fare a quei pinguini meteoritici… Per me però ara stato facile fare l’associazione, era appena prima passata quella lì di pubblicità.

    Quando sono arrivata alla fine del post è stata dura non farmi sentire ridere dai vicini!

    ^_^

  3. utente anonimo

    Pubblicità dei Fonzies: ovvero come tramutare qualcosa di inquietante come il fatto che mezza patatina ti rimane inspiegabilmente appiccicata alle dita, in un qualcosa di (secondo loro) secsi!O_o
    Silvia

  4. Ooooh, sono felice di aver trovato finalmente qualcuno con cui condividere la mia spiccata antipatia per i Fonzies.
    Però da bambina io non mangiavo Pai D’Oro ma delle mini porzioni di cornettini di mais da queste parti denominati ciccipolenta

    Ciao, e complimenti, carino davvero. 🙂

  5. I CICCIPOLENTAAAAAA! Che meraviglia! Siamo coetanei e conterrOnei? 😀

  6. No, adesso questa cosa dei ciccipolenta me la dovete spiegare!

  7. Il ciccipolenta altro non è che un cornetto di mais del tutto simile per forma e dimensione al classico Dixi. Quando lo addenti, però, è tutto un altro mondo. Perché probabilmente per stare nel prezzo delle cento lire al pacco risparmia(va)no sulla sostanza e calca(va)no sulla percentuale di aria.

    Io li compravo dalla mitica Bice, la tabaccaia ormai centenaria del mio quartiere. ”
    Bimbo: “Bice, damm’ un pacc’ di ciccipolenta…”
    Vecchia senza dentiera: “Tieni, a Bice…”
    Ah, quanti ricordi.

    (Regulus, siamo certamente conterronei…ma quel ventuno mi fa pensare che, ahimè, non siamo coetanei…)

  8. sono perennemente in cerca di spot che abbiano il pregio di sorgere da una piccola scintilla brillante nella mente del pubblicitario e che si traducano in pochi secondi che strappano un intimo applauso e la sensazione di essere stati intrattenuti con intelligenza.
    E’ altrettanto noto che questa ricerca è un costante, totale fallimento.

    Non sempre, guarda qui 🙂

    http://uk.youtube.com/watch?v=Cv4c4ER8Pzo

    Ah, comunque son perfettamente d’accordo con te sulla disgustosità imperiale dello spot Fonzie.
    Grande Jonlooker e grande blog!
    Hai appena delurkato una lurker. LOL!

    R.B.

  9. Ooh Doroty e si trovano ancora? E dove?! Io li voglio!

    R.B., benvenutissima!
    molto carino lo spot; sarebbe interessante sapere come e se l’hanno tagliato dopo la prima presentazione, visto che dura più di due minuti. Ad ogni modo, grazie, vale la visione 🙂

  10. sarebbe interessante sapere come e se l’hanno tagliato dopo la prima presentazione, visto che dura più di due minuti.

    Niente tagli, va in onda integrale su tutte e cinque le reti terrestri inglesi. Quelli della Hovis devono aver speso una badilata di soldi 🙂

    R.B.

  11. Wow, non credevo!
    Però, a questo punto, sono perplesso sulla presa che può avere, salvo l’entusiasmo della prima visione, uno spot così lungo.
    Intendo dire, dopo che l’hai visto un paio di volte, forse manca quella tolleranza a rivederlo tante e tante altre volte. Mi viene da pensare al paragone (esagerando, ovviamente!) con un ipotetico film che venga trasmesso ogni sera.
    Lo dico da profano, è chiaro.. Ci vorrebbe un esperto del settore a dire la sua 🙂

  12. utente anonimo

    Ma sparare sui fonzies è come sparare sulla croce rossa!

    Insomma è… è…. terribilmente facile e divertente? XD

    Che poi la cosa divertente è come i loro pubblicitari tentino di pacciare per miglior pregio il difetto di quelle patatine (che ti lasciano le mani sporche appunto e dopo averle prese avresti bisogno di un bagno o almeno un fazzolettino bagnato).
    Da questo punto di vista è geniale.
    E solo da questo.

    Meno male che Siffredi sel’erano accaparrati già altri sennò sai cosa avrebbe potuto uscirne????

    Ste

  13. Purtroppo ho ripreso la lettura troppo tardi per potermi delurkare assieme a tutti gli altri, ma seppur in ritardo eccomi qua =)

    Approfitto dell’occasione per dire due cose:

    1) Mi sono da sempre chiesto, se nella frase “se non ti lecchi le dita godi solo a metà” non si fossero dimenticati di una seconda parte: “perchè i fonzie sanno di dita”.. ma forse perchè i fonzie a me non piacciono proprio 🙂

    2) Cito un grande della musica: “Faccio un vento e gli camhio il clima, temporeggio bevendo spuma chiedo fonzie e mi danno avanzi. ####, perche’?”. Perchè sei stato fortunato, ecco perchè….

  14. utente anonimo

    ulp…
    a me i fonzies sono sempre piaciuti, ogni volta che sono in Italia me ne compro una scorta…
    Sarò anormale? 😦

  15. utente anonimo

    Yonkers… OOOIINNKKKK ( + bava tipo homer…)

    Fyaa

  16. Pai d’Oro forever!
    I Fonzies non sono male, ma ho cominciato a dubitare della genuinità degli ingredienti quando, aprendo il sacchetto, in un nanosecondo tutti i gatti di casa erano sotto la sedia a reclamare una dose. E poi la pubblicità è odiosa.
    Ma i cicciopolenta esistono ancora? Pensavo si fossero estinti insieme a Naj Oleari e agli Spandau Ballet.

  17. Jon, mi sei caro come un fratello.
    Ma sappi che non posso accettare che si parli male dei fonzies.
    La pubblicità fa schifo, ma non posso rinnegare così 25 anni di dipendenza.

  18. Orbene. I FOnzies sonon buoni. E ringrazio il cielo e lucedabagno che ha già spezzato una lancia in favore… Ma dai, le Pai d’oro? Ok per la nostalgia dell’oratorio, ma per il resto non possono competere… Quanto allo spot, beh, posso solo sperare che le brave teste pensanti che hanno pensato ad uno slogan così intrigante (perchè, ammettiamolo, te lo ricordi anche se non vuoi…), abbiano preso almeno l’herpes simplex all’amabile festicciola che avranno organizzato quando lo spot venne messo in onda la prima volta.
    m9 (che,OVVIAMENTE,dell’ASPETTOigienicoNONavevaMAIpensato.MAalleFESTEdoveANDAVO/vadoNONciSONOiFONZIES)

  19. Boh…da Bice non li hanno più. 😥
    Immagino ci siano solo in qualche museo degli Eighty, a ricordo del tempo che fu…

  20. Non so che dire tesoro, sono un po’ spiazzata. Però forse trovo più inquietante questo

  21. credo di poter fare finalmente outing: i fonzies non mi fanno impazzire, ma cribbio, le pai d’oro sono proprio orrende, con la consistenza del polistirolo, l’aspetto del polistirolo e soprattutto il gusto del polistirolo. una di quelle cose aberranti che causano una dipendenza immediata, forse grazie ad un forte sentimento masochistico del consumatore… un po’ come il burro di arachidi, per chi lo avesse mai provato.
    c’è da dire, comunque, che questa pubblicità è veramente degenerata. dalla quasi simpatica idea iniziale, dove un povero allupato credeva che le donne gli stessero facendo chiari inviti sessuali mentre invece si ripulivano dall’olio, si è arrivati ai poveri mentecatti pippaiuoli (si può dire pippaiuoli su questo blog?) che si fingono invalidi per poter succhiare un dito femminile.
    va bene non essere troppo espliciti nelle allusione al sesso, ma così i bambini mi vengono su traviati e pensano che la massima esperienza erotica sia succhiare un dito…

    ah, per pulirsi le dita, anche se si gode solo a metà, il fondo dei pantaloni è sempre un’ottima soluzione. se poi è il fondo dei pantaloni di una bella figliola, è ancora meglio (primo non devi lavarteli tu, secondo è più igienico che succhiare un dito che non sai dove sia stato prima, il terzo se ve lo devo spiegare allora devo partire dalle api e i fiori).
    le briciole delle pai d’oro, invece, le puoi levare solo con la trielina e, forse, col napalm.

    tripponzio III

  22. grazie da oggi in poi comprerò solo e soltanto fonzies, leccandomi le dita e poi offernole ai malcapitati di turno!

    hihihihi

  23. utente anonimo

    Io ammetto di essere FONZIE-DIPENDENTE…
    Ne mangerei a badilate!!!

    Ho anche avuto la “FORTUNA” di vedere un programma su SKY in cui veniva illustrato il processo di produzione di questo tipo di snack!!

    E poi se ne parla anche il grande ELIO nel mitico brano TAPPARELLA (grazie RyPIt per la citazione ^__^), non possone essere così male!!!!!!!!!!!!!!

    Aladel ^__^

  24. Grazie tripponzio, adesso ho capito perchè, dalla prima volta che ho ingerito un pai d’oro, non sono più riuscita a fare senza! ;-P
    Ci metteranno la stessa sostanza che sospetto si nasconda nei crocchi dei gatti: anche quella – l’averet notato – causa un’immediata e inguaribile dipendenza nei felini che ne fruiscono.

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