Un Vicino Perfecto

Eccoci al secondo appuntamento con Barilla infinocchia gli Stati Uniti, per cui, ricordo, vale il modello procedurale già noto:

se un uomo italiano non compra neanche il the liofilizzato se non glielo presenta una pulzella in sottoveste, forse anche la donna americana sarà più propensa a mettere nel carrellone un chilo di spaghetti, se ci mettiamo vicino un Italian Stallion. E, siccome “O sole mio” ormai evoca trattorie e saghe familiari poco glamour, si condisce il tutto con un bel gorgheggio di Andrea Bocelli.

Orbene, si ammiri il secondo tentativo, new and improved, il metodo applicato alla massima potenza.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=O6Ujrz2Xe_A&hl=it&gl=IT]

Siamo in Italia, nuova immagine, ragazzi, basta con queste piazzette striminzite e umide piene di malviventi, diamo spazio ai cento acri in campagna e alla collina che fa provincia con su il castello patrimonio dell’Unesco, facciamo arrivare la zia su un cinquemila benzina!

Ma non basta ancora, serve la mossa strizzacuore, bisogna farle innamorare, queste americane svezzate a bacon: e cosa c’è di meglio di un italiano giovane, sorridente e che gioca a moscacieca con i bambini (col fazzoletto di Farnesi, tra l’altro)? Ve lo dico io: niente.
La zia non saluta neanche il cognato, non gliene importa nulla di quell’insignificante occhialuto ometto, si fissa lussuriosa sull’uomo misterioso: «quello chi è?!» la sorella, che non vede l’ora di accasare la nuova venuta, le risponde con complicità «Un vicino, i bambini lo adorano!» Cioè, non so se capite: glielo presenta come un prodotto, come dire che fa venti chilometri con un litro, che è garantito a vita, che fredda lo sporco e accarezza i colori.
Il vicino sorride come se sapesse di essere in vetrina. O come se non capisse niente, fate voi.

Seconda location: le sorelle cucinano insieme, è il momento di vendere il vendibile alle signore oltreoceano, ancora stordite dall’italian stallion di oggi. Oggi si smercia «Barilla Plus», cosa che fa esclamare di ammirazione la sorella minore: «sei proprio una buona madre!». Posto che, se basta saper cuocere gli spaghetti, confesso di essere un’ottima madre anch’io, se leggiamo la confezione, scopriamo che il plus sta nel fatto che la pasta è arricchita di cose che di norma non ci sarebbero, tra cui le proteine. Ottima idea, tra l’altro; se c’era una cosa che mancava agli americani erano le proteine. Farei una versione allo zucchero semolato e una allo strutto, proprio per essere in una botte di ferro.

Scena finale. La buona madre scola degli spaghettacci collosi e li ficca in un piatto a litigare con delle ombre di pomodoro qua e là, una tristezza che non mette fame a nessuno, tranne che alla voce fuori campo che la ritiene «un modo nutriente per un pasto delizioso»: siamo alle menzogne spudorate. La sorella minore, dal canto suo, è ai limiti della venerazione morbosa, col suo convintissimo: «Ancora una volta un pasto perfetto!».
E’ il momento buono per inserire nuovamente il vicino, che è stato invitato a pranzo per ricordare quanto siano boni questi italiani e come li si raccatti ovunque in campagna, è tempo di farlo parlare, di fargli fare l’affascinante dotato di spirito; e così, facciamogli dire «sì, perfetto», è così semplice che non può sbagliare.

E qui si scopre l’inganno. Non è italiano, ma neanche per sbaglio.
Non solo la pasta che si suppone che l’Italia abbia scelto da noi non esiste, finanche il vicino è stato importato!

Ovviamente ciò non tange le ignare signorine che commentano il video su YouTube, eccitate come cinghiali nel sentire il suo «accento tipico italiano», pronte a chiedere un permesso di soggiorno e a deglutire pallidi lombrichi di farina pur di trovarsi faccia a faccia con il vicino che, a detta loro, è meraviglioso mentre dice «sì, perfecto» tipica parola italiana, ricordo, seconda in popolarità solo ad arriba arriba. Per pena, citerei ancora quello che afferma, con sicurezza da uomo di mondo, che quell’uomo è molto noto in Italia. Ero al mercato anche quel giorno, non c’è altra spiegazione.

Per le potenziali migratrici dagli States, infine, un suggerimento tattico. Essendo la casa della famiglia di questo spot ubicata su una collina solitaria, che ha come massima rappresentanza di creature viventi una mezza dozzina di cipressi, tenderei a considerare in senso lato il termine “vicino” con un più pragmatico “amante giovane della sorella” o, a voler essere in buona fede, “latitante nascosto nei boschi”. Ma che ve lo dico a fare, questa è l’Italia.
Se non era l’uno, era l’altro.

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30 commenti

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30 risposte a “Un Vicino Perfecto

  1. Mi chiedevo quand’è che l’avresti commentata questa XD
    Insomma, quando si va negli States non ci si può fidare nemmeno dei prodotti nostrani se si vuole mangiare un po’ di pasta come si deve… ma guarda un po’…

  2. Dovevo essere al mercato anch’io, giusto cielo, perché costui non l’ho mai visto… Ma forse devo cercare nella zona d’Italia dove si parla spagnolo come lingua madre (?!)

  3. utente anonimo

    Ohibò! Quasi quasi mi illudo che questo post sia merito mio! XD

    Comunque è strano. Mi chiedo se i pubblicitari siano gli stessi, perché generalmente gli spot della barilla sono piccoli capolavori. Con un po’ di tendenza al melanconico andante, ma belli, e mai volgari soprattutto. A differenza di un’altra marca di pasta di cui non ricordo il nome, che si faceva riconoscere per una pubblicità falsamente femminista: lui che butta gli spaghetti mentre lei si spoglia e va a farsi una nuotata, lui che scola la pasta mentre lei si rotola, come se la verve culinaria di lui le causasse un incommensurabile godimento… vabbè.

    Mi ricordo alcuni spot un po’ vecchiotti, quello in aereo e quello al ristorante cinese li adoravo. E il ciondolo-forchetta precorreva l’estetica orrenda dei vari toglietemituttomanonilmiobreil, ma almeno aveva una sua utilità.

  4. utente anonimo

    PS: quella qua sopra sono io, Noir, che si dimentica di firmarsi XD

  5. utente anonimo

    I bambini paiono nostrani dicendo il loro impavido “zia zia”, li avranno forse rapiti da neonati ed allevati facendo loro sentire solo quella parola e nutriti solo di spaghetti?
    Sarei propenso a dire di si.
    Ed è molto interessante vedere come sia facile propinare una porcheria al pubblico come se fosse denaro contante.
    Ed è bello come spacciano per 100% italiano una roba che degli spaghetti, semplice grano lavorato, non ha niente se non la filiformità
    Oppure qua da noi li spacciano per pasta all’uovo: se notate assomiglia molto alla confezione de “Le Emiliane”

    -La madre dei pubblicitari è sempre incinta…-

    Gianmario Busella (Nome d’arte)

  6. Ho appena lasciato un commento che lascerà le cinghialone di stucco. Credo di aver trovato l’identità del latitante: non è calabrese, ma è un attore brasiliano che si chiama Cauã Reymond. 🙂

  7. Dimenticavo: gli Omega3 negli spaghetti per soprassedere sul fatto che gli americani invece di condirli, praticamente li friggono, gli spaghetti? O_o

  8. Caro J. ci voleva, ci vo9leva qualcuno che facesse presente la verità al mondo e , a tal proposito avrei un desiderio: vedere il post tradotto e inserito nei commenti di Youtube! Comunque il nostro gigione sconosciuto forse non è un prodotto importato, forse la spiegazione è un’altra: egli parla latino. Un aulico stallone italiano che, oltre ad essere amabile e carino, nonchè paziente giocherellone, conosce anche la lingua degli antichi e ne da sfoggio con i commensali, certo per impressionare uteriormente la “zia zia” di lontan venuta. Si ringrazia la cortese e unilaterale decisione della Barilla di autodefinirsi TTHE CHOICE OF ITALY e si rimane in attesa del nome della pasta al burro d’arachidi.
    m9 (appenaSILURATOadUNconcorsoEPPUREcalmoEtranquillo.STRANO)

  9. utente anonimo

    Sono certa che saresti un ottimo madro. Anzi, no: perfecto!

  10. siete tutti ignoranti. il tizio è molto famoso.
    nel suo condominio.

    tripponzio III

  11. utente anonimo

    ciao jon sono nuova del blog. questo video è allucinante, oltre a dare l’ idea solita distorta dell’ italiano-pseudo raul bova (maccheè, credono non esistano italiani biondi/rossi XD) piazzano le proteine nella pasta, cioè,dico, nella pasta, tanto che poi gli spaghetti sembrano vermi collosi e viscidetti. blea. dov’ è andato a finire lo spot strappalacrime che mi ritorna dall’ infanzia con i genitori trepidi e la moglie nipponica esagitata che fa entrare i suoceri in casa, ma con le scarpe? quello faceva piangere ma dalla commozione..
    uno spot barilla segnalato da mio padre riguarda invece un contadino che raccoglie il grano con la falce da fieno e non con quella messoria, lasciando le spighe a terra, così. l’ anima contadina del mio augusto genitore s’ è giustamente turbata,e certo è che quel genio incompreso di baricco, autore dello spot, poteva almeno documentarsi su come si raccoglie il grano 😛
    saluti, aspetto altre recensioni, sperando che mio nonno aumenti la produzione settimanale. più frittate per tutti!

    fiorenza o DDRDevotchka

  12. utente anonimo

    mm, non mi sembrava tanto il fazzoletto di farnesi quanto una calza di quelle che si mettono in testa i rapinatori… scherzi dei pixel o retaggio del suo passato da latitante? (divertentissimo come al solito, ma riflettendoci la congiuntura è triste… stereotipo per stereotipo, almeno non mettiamoci roba strana negli spaghetti!)
    sweet_dreams

  13. Spettacolare :3
    Ed io che credevo che fosse Super Mario a rappresentare l’italiano medio amante della pasta all’estero. Ricordo ancora con malinconia le lunghe partie passate ad aspettare davanti al N64 acceso e fermo, ridendo ogni volta che Mario mormorava “Mh, maccheroni, spaghetti, mamma mia!” O qualcosa del genere. E ricordo che aveva un perfetto accento italiano, LUI.
    Quando la classe non è acqua. Non acqua pulita, almeno.
    Rido ancora del ‘perfecto’ e continuerò a ripudiare con orgoglio la barilla XD

  14. E se invece i pubblicitari hanno tentato di far parlare in italo americano lo Stallone per farlo apparire “vero”???

    della serie *tanto bello quanto ‘niorante”

    OrsALè

  15. utente anonimo

    Sarà ma, effettivamente, anche a me suona strano come vicino dato che, dalla veduta aerea di inizio spot, l’abitazione più vicina al casolare della felicità yankee sarà stata almeno a 10 km da lì. Magarì c’è un imprevisto retroscena, l’ui è l’amante del marito.

    Ciaps eriadan

  16. Che ci fosse il marito occhialuto, non l’avevo nemmeno visto: solo dopo aver letto ho ricontrollato e c’è veramente…. D’altronde è comprensibile che voglia rimanere nell’anonimato, data la buona dose di ramificazioni che avrà in testa (moooolto probabile) o perchè sta nascondendo un pericolosissimo criminale(seeee, manco fossimo in un thriller americano…!).
    Sempre complimenti, Jon!

  17. utente anonimo

    ma davvero c’è anche il marito? non l’ho visto….
    Senza contare che la pasta industriale non ha più bisogno di aggiunta di proteine.
    Le ha già provenienti dalla farina di mannitoba che si utilizza comunemente dato che è ottima per l’uso industriale. Però lo è proprio perché più ricca di proteine.
    Causa fra l’altro dell’insorgenza della celiachia a quanto pare.
    E gli omega 3 oramai li stanno piazzando dappertutto -_- Ci sono nel pesce, lasciatelo nel pesce. Fate un sugo di vongole e pesce azzurro arricchito di omega3 al massimo!!!

    Yes, perfecto 😛

    Andrea S.

  18. Buongiorno a tutti!

    Maestro Eriadan, le Vostre visite sono sempre un onore 🙂

    Andrea S., se sei il graditissimo A.S., bentornato; in caso contrario, benvenuto!

    Temo che l’unico italiano vero nello spot, escludendo i bambini rapiti alla nursery (ottima osservazione del signor Gianmario Busella, nome d’arte) sia proprio l’insignificante marito. Ma che ce frega, tanto si mimetizza col fogliame rampicante.

  19. utente anonimo

    ah, dimenticavo,chissà poi perchè il valore di una madre si deve misurare col fatto che mette in tavola le proteine spaghettali? cioè, anche la mia ed io lo sappiamo fare, ed è semplicissimo: ci mette un bel sugo di pesce/ carne/formaggio e morta lì.
    Ps: svolta inattesa: l’ italian stallion è l’ amante del marito normoapparente, come già suggerito da Eriadan, oppure ci fanno sesso a tre ( a pagamento, s’ intende). che ne dite? XD

    fiorenza/DDRDevotchka

  20. utente anonimo

    Beh almeno lui è, con decisione, più bello di quello di prima farnesina,farina,come si chiamava??;) non dico che è perfecto però…
    andale andale,Silvia.

  21. utente anonimo

    E’ già stato detto, ma lo ripeto:
    ma se questi americani vogliono mangiare un po’ di proteine con la pasta (proprio perchè ce le mettono dappertutto), non farebbero prima a fare un bel piatto di spaghetti al sugo (bolognese, preferibilmente… non con le polpette) anzichè quella “tristezza” “con delle ombre di pomodoro qua e là”?!

    Nathan

    Ps: complimenti, Jonlooker, per il blog; ho iniziato a seguirlo da poco, ma la trovo un’assai piacevole lettura ^_^

  22. utente anonimo

    Eco, ci avrei scommesso che usavo la firma sbagliata 😛
    Ne uso troppe diverse in giro per internet 😛

    Sì, sono A.S. che si è firmato Andrea S. -_-

    Io non mi sono mai allontanato da qui (passo giornalmente 😛 ) solo che non trovavo molto da ridire 😛

  23. utente anonimo

    aggiunta che mi sono dimenticato di fare nei due post precedenti 😛

    Ma fra l’altro è la stessa protagonista dell’altro spot tale zia o è un mio errore?
    Non si accontentava del cuoco dello spot prima, ora deve puntare anche al vicino della sorella? 😛

    Ah, ho finalmente visto il marito! Mi fa simpatia lui 😛 Ovviamente lui è italiano ed è il motivo per cui tale famigliola sia ancora nelle campagne 😛

    A.S.

  24. E’ risaputo che in America hanno un’idea quasi completamente distorta della nostra cultura e della nostra tradizione culinaria (e non parliamo della lingua). Ricordo di aver letto qualche anno fa un articolo del New York Times che puntava il dito su una serie di ristoranti pseudo-italiani di Manhattan … rivelando agli ignari lettori che i ristoranti in questione in realtà erano gestiti per lo più da rumeni e albanesi emigrati negli USA. Capisci, gli americani sanno così tanto dell’Italia e degli Italiani che pensano che gli albanesi e i rumeni siano uguali a noi e non si accorgono della differenza, tanto meno quando assaggiano il cibo … penso persino di averci mangiato in uno di quei ristoranti, per sbaglio, diversi anni fa e per la disperazione di non sapere esattamente dove andare. Naturalmente il cibo faceva schifo, questo lo ricordo ancora. Perfecto non mi meraviglia, da parte di un popolo che pensa che le fettuccine si chiamino fettuccini e così via. D’altra parte, se vogliamo, anche noi, facciamo allegramente un sacco di strafalcioni con l’inglese. Basta accendere la TV per rendersene conto, oppure girare un po’ per il web italiano.

  25. utente anonimo

    se confondono la cultura rumena con quella italiana siamo apposto… ho l’ occasione di mangiare spesso ottime cose rumene, ottime, ma lontane anni luce dal cibo italiano, sia per ingredienti che per preparazione.

    PS

    (non tutti i kebabbari son turchi!)

    fiorenza

  26. La qualcosa si scopre subito se si assaggia un Falafel, mi permetto di aggiungere.

  27. utente anonimo

    m’ accingo, ahimè, ad andare a ingerire suddetto panino alla carne, causa fame, frigo vuoto ed esame imminente. starò alla larga dal suddetto falafel (come se il kebab fosse meglio :D)

    il mio kebabbaro di fiducia credo sia egiziano ma una cosa è sicura : non dovrrebbe fare da solo la farinata, o almeno “senza l’ assistenza del nintendo DS” ;D

  28. Mio fratello è da due anni che cerca di fare cucina norditaliana vera a Philadelphia, il tutto a prezzo di feroci liti col socio ameriggano che vorrebbe gli spaghetti con le polpette eccetera…..
    Vi basti sapere che è riuscito ad inserire gli gnocchi di semolino nel menù, ma come antipasto O_O come facciano non so…
    Senza contare che sono convinti di aver inventato loro la pizza, credo lo sappiate….

  29. utente anonimo

    HA HA HA, …rido  ad altavoce mentre leggo degli spaghetti  Barilla  Plus ..
    Viva il senso dell’ umorismo e la derisione pungente. 
    VI ADORO !  continuate cosi.. anche i commenti di lettori.
     E vero, i spot della Barilla sono dei piccoli gioielli. questo non e’   italiano,  per l’italia. Deve essere una produzione USA per USA.. ., e per quei  deficienti che non mangiano abbastanza pasta   ( la pasta rende intelligenti)  .Come lessi in una ricetta USA,, si fa la  pasta con sugo, e non il sugo con pasta.
     Ma Barilla fa bene ad inventarsi un nuovo prodotto tutto fumo e apparenze per quel mercato..  Per gli americani, se non e’ technologicamente modificato  per alterare  la  natura,  non si vende..  Loro la chiamano innovazione.  Sono sempre uomini che creano  i spots. Pensano di conoscere le donne. HA !  mettono il sesso dovunque., anche nella pasta.
     Dopo aver avvelenato la popolazione con pasta fatta con un grano  
    " arrichito " con piu glutine, ( per piu sapore ), adesso  per contrastare la moda e l’abbondanza di pasta senza glutine, . Barilla si e’ inventato  la pasta pasto completo.  Io la venderei per mangiare meno e piu sano…, basta aggiungere un filo di olio d’oliva, ”  ce’  gia tutto. " ( visto gli obesi in USA )  L’Industria alimentare USA ha avvelenata la popolazione  per poter creare nuovi prodotti da vendere  per risolvere nuovi probelemi di linea e di salute.  Bravi ! $$$$$$ Ciao.
    firmato   zia Z.

  30. Houston

    ah…ah…magnifico Jon ! il riferimento alla pasta PLUS “il plus sta nel fatto che la pasta è arricchita di cose che di norma non ci sarebbero, tra cui le proteine. Ottima idea, tra l’altro; se c’era una cosa che mancava agli americani erano le proteine. Farei una versione allo zucchero semolato e una allo strutto, proprio per essere in una botte di ferro.” MI HA FATTO MORIRE…!!!;-)
    Comunque la sorella poteva spremersi un pò più le meningi per trovare una storia più credibile….”è il vicino”…si certo…di regione a giudicare dall’estensione del podere…;-)

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