Gilmore Girls

Non lo fanno più da un po’ di tempo, ma alzi la mano chi non ne ha visto nemmeno un episodio (ovviamente non fatelo, che mi si smonterebbe la logica del discorso).
Ed è molto amato anche in Italia, per cui sarebbe interessante parlarne un po’.

Gilmore Girls, da noi italianizzato con l’assai intrigante Una Mamma Per Amica, è la storia di Lorelai, figlia ribelle di due ricchi ma asfissianti genitori (immaginatevi, una pena), che a sedici anni ha dato alla luce Lorelai numero due (per comodità di tutti Rory), con la quale da sempre vive sola, in una casa che, come ogni elemento della sua vita, gestisce da sempre senza l’aiuto di nessuno.

Vivono in una piccola cittadina, Stars Hollow, in realtà inesistente, ma così ben ricostruita per personaggi, tradizioni locali e tessuto urbano da sembrare, a volte, reale; il che credo sia un pregio della serie. Finisce però per essere un luogo incellophanato, dove non succede mai niente: non muore nessuno sotto i novantotto anni, le liti più accese (una volta una ha osato dire: «No, hai torto!». Uno scandalo che ha turbato la comunità per decenni) ci sono per che decorazioni scegliere per la festa (non importa quale, lì c’è una festa per ogni cosa), ci sono negozi di caramelle grandi come ipermercati, i barboni sono fini cantautori che vengono reclutati con entusiasmo dai discografici che passano di là, tutti sono felici e tutti amano le ragazze Gilmore.

Queste due sono particolari. E intendo dire svitate. Mangiano porcherie e bevono caffè tutto il giorno, sembra che non abbiano niente da fare, eccetto la madre che verso la fine della storia è proprietaria di un albergo e ogni tanto il caffè lo beve là.
Sentirle parlare per più di due minuti genera crisi convulsive, chi le conosce lo sa. Per chi non le conosce: parlano in questo modo, velocità inumana e contenuti da ricovero psichiatrico. Sarebbe già gravoso assistervi così, ma per qualche strategia che non comprendo, questo modo di rapportarsi contagia chiunque parli con loro, ragion per cui ogni puntata segue pressoché uniformemente questa struttura.  Non importa che stiano parlando col fidanzato, col meccanico o col cane. Anzi, non serve nemmeno che le protagoniste siano presenti: l’isterico mutuo rovescio di parole accatastate si ripete puntuale chiunque ne sia partecipe, cascasse il mondo. Se per voi ciò ha qualcosa di familiare, ma non ricordate in che altro contesto si sviluppi lo stesso genere di dialoghi, allo stesso ritmo, vi aiuto io: Pulp Fiction. Ditemi voi se non è uguale.

Oh, escludendo le parti in cui nessuno parla. Lì lo spettatore ha il piacere di sentire accordi-base di chitarra acustica mentre una voce di donna fa «Lalla-laaah, lalla-lalla-laah» in sostituzione di ogni parola della canzone che sta maltrattando; il ciò unito a immagini crude di paesaggi autunnali, dolcetti o dolore profondo perché Rory ha preso 9 anziché 10.

Logorrea insensata a parte, l’una non ha ereditato niente dall’altra.

La madre, più che un’autentica ribelle, è un’autentica rogna: per indispettire i genitori –a quarant’anni, giova ricordarlo- o chiunque altro le sia davanti, interrompe i discorsi a tavola, dice frasi stupide, insomma credo che nel mondo reale qualcuno le avrebbe già bucato le gomme. Lì no, anzi: è considerata un bengala di simpatia a beneficio di tutti. Nessuno la trova irritante, non me lo spiego. Non mi dilungo sulle sue vicissitudini amorose, ciò che conta è che alla fine sta con quello del fast-food. E ci credo, con tutto quello che ci ha mangiato, se non lo sposava diventava socia, come minimo.

La figlia è dipinta come una specie di santa, che alle feste legge i classici americani perché si annoia; fino a un certo punto, in cui gli sceneggiatori decidono che è pronta ad avere una carta di credito e ad ubriacarsi come ogni ragazza della sua età (unico segno distintivo rispetto alle elementari e alle medie, altrimenti era uguale. Anzi no: prima aveva la cartella, poi una borsa di Hermès. Brutta, ma Hermès), si rapporta solo alla madre e pochi altri ed è di un moscio inenarrabile, sfodera personalità solo quando deve dare lustro alla carriera accademica, con una sicurezza da reporter tendenzialmente arrivista che psicologicamente fa a pugni con il personaggio. Passa dall’essere una scolaretta dimessa e innocente all’essere una riccona spenditutto e firmatissima in un attimo, niente traumi; ci fanno credere che è rimasta la stessa, perché vuole sempre bene alla sua “ordinaria” amica coreana, ma un cervello medio-basso si rende conto che in realtà sguazza benissimo nel lusso che finge di sopportare a malapena. Sorvolo sui suoi scarni fidanzatini (anzi no, togliamoci in pensiero: il garzone del supermercato, il Fonzie dei giorni nostri tutto da alfabetizzare e il nano-Paris Hilton, che quando investe male i capitali mette il broncetto, prende il jet e va a farsi un giro per smaltire il nervoso, povero cucciolo), l’essenziale, anche qui, è alla fine: lascia il fidanzato milionario (il nano, per intenderci) perché non ha tempo da perdere in stupide faccende sentimentali a scapito di una fulgida carriera: è stata arruolata nel vagone stampa della campagna elettorale di Barak Obama.

Le due donne, poi, hanno un rapporto troppo stretto, un cordone ombelicale perenne, per cui si scambiano qualsiasi cosa indossino o mangino e parlano di qualsiasi argomento senza il filtro naturale che si dovrebbe avere per creare quel minimo di autorità materna.
Prova ne è che, la prima notte in cui Rory deve dormire al campus di Yale, chiama disperata la madre, che deve farsi i chilometri per mangiare cinese con lei e le sue compagne di stanza, per terra, sulla moquette. Poi, quando (per smuovere un po’ il tutto, presumo, dato che per evoluzione della storia non ci stava proprio) la ragazza ha una crisi spirituale e decide di fare la mantenuta qua e là per un po’, basta un timido dissenso della madre nei confronti del comportamento infantile della figlia, a far sì che quest’ultima le tolga il saluto e la odi per un tempo esagerato. Inutile dire che rinsavirà, senza che questo lasci un’increspatura nelle acque tranquille del loro rapporto.

Aggiungete qualche mela caramellata, un cane sporco da fare schifo, scuole private e regali giudicati troppo impegnativi ma che vengono sempre arraffati lo stesso.

Mi rendo conto che, come introduzione amichevole alla visione di un telefilm stravisto, è stata un po’ confusa, perdonatemi le imprecisioni.

Ma quando la nonna di Rory ha comprato un’auto perché era la stessa di Jay-Z ed io ho pensato che ciò fosse assolutamente ragionevole, ho capito di aver guardato sette stagioni di troppo e mi sono rifugiato nel più rassicurante Pulp Fiction.
Che, se non altro, finisce prima.

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37 commenti

Archiviato in Film e Telefilm

37 risposte a “Gilmore Girls

  1. Oh andiamo.
    Per quel che riguarda me (e parte della mia famiglia) la loro parlantina era a una velocità normale. Noi velocifoniche esistiamo, siamo tra voi ma ci mascheriamo perché siamo stufe di ripetere sempre quello che diciamo per voi lentofoni. I personaggi collaterali se non altro si erano evoluti abbastanza da comprenderle u_u

    Gilmore’s Girl ha avuto un grande enorme difetto (a parte i controsensi psicologici di Rory che per fortuna sono apparsi… era così insipida): sceneggiatori e produttori non hanno capito quand’era ora di finirla e l’hanno portato avanti per 2-3 serie di troppo.
    Poi per il resto mi ha fatto sbellicare, era il mio appuntamento televisivo preferito e penso che quando la mia conoscenza dell’inglese avrà una consistenza decente le guarderò in originale che i dialoghi devono far spaccare.
    Comunque grazie deglie aggiornamenti, ho smesso di guardarlo quando dopo tutti i tira e molla per mandare avanti la serie hanno fatto lasciare Lorealai e Luke, sono cose che fanno incazzare lo spettatore fedele. Ecchecippero!

  2. Tutto vero, tutto vero. Caro J. faccio outing, ammetto che per un po’ l’ho guardato anch’io (distrattamente: tornavo a casa a volte in tempo per vederlo a volte no…) e do ragione a Heresiae sul fatto che la serie è andata avanti troppo. Ma per il resto, velocifoniche o no, quel legame mamma-amica mi è sempre sembrato una ç@##@t@ assoluta e la descrizione che hai dato delle due “LoriRori” è calzante come non mai. Mi piacevano però i personaggi di contorno, a partire da Luke, e poi i vari svitati del paese che sembrano usciti da Alice nel paese delle meraviglie in acido.
    m9 (stamattinaSVEGLIATOinTRENOdaUNAbiondaSCONOSCIUTA.STRANAlaVITA)

  3. No tesoro non posso.
    L’ho amato troppo per dire qualsiasi cosa su quel telefilm, anche se mi rendo conto che per certi versi sfiora non proprio l’assurdo ma…
    Vabbè.

    Bacini ancora. :*

  4. No, non ce la posso fare… Prima lo spot crai, e adesso Una mamma per amica: ma solo a me metteva tanta serenità ‘sto telefilm? Che poi i “rapidialoghi”(che neologismo, eh?!)non sono poi così surreali… Dovresti sentire me quando inizio a parlare per associazioni di idee(e dovresti vedere mio marito, quanto vorrebbe tornare a un anno e tre mesi fa e , chessò, forare una ruota)… 😉
    Buona settimana!!!

  5. utente anonimo

    Quello che dici è senza dubbio vero, ma (fermo restando che l’hanno portato avanti almeno una stagione di troppo) a me piace. E’ proprio l’assurdità dei dialoghi uno dei fattori che lo rende interessante, i personaggi di contorno, le improbabili ricorrenze del paese, le assemblee cittadine… Mitica quella in cui contastano la relazione tra Lorelai e Luke e lei commenta: “Cavolo, guarda che ci fanno rompere!!!” come se realmente la relazione tra due persone potesse essere messa ai voti! No no, rimane una delle migliori serie che io abbia seguito!

    @Heresiae: C’ho provato a seguirlo in inglese, assolutamente incomprensibile! Gli adattatori e i doppiatori hanno fatto secondo me un gran bel lavoro!

    Cornelius

  6. Buongiorno a tutti!

    Beh, per poterne parlare devo averlo visto ben più di una volta, no? 🙂

    E sono d’accordo con chi dice che il contorno è riuscitissimo.
    A pensarci, il telefilm aveva l’intento di dipingere una favola pulita e stralunata e, qualche scempiaggine a parte, credo ci siano riusciti.

    Resta il fatto che Paul Anka era sporco da fare schifo!

  7. utente anonimo

    se devo dire la verità non l’ ho mai guardato per più di 2 minuti….
    era troppo irreale una figlia così noiosa…
    un plauso a te che come sempre mi fai scompisciare (pulp fiction XD)

    fiorenza

  8. Eh beh, Paul Anka non l’avrei mai fatto salire sui divani come facevano loro, per esempio.

    :*

  9. utente anonimo

    Davvero Rory ha lasciato il fidanzato per andare a lavorare per Obama???? Cavoli, cosa mi sono persa…
    In realtà è vero, la serie è durata troppo, le prime erano molto carine e anche io ho amato tutto il contorno, i personaggi strani, questo paesino fuori dal mondo…Poi il tutto è peggiorato e non sono più riuscita a sopportare Rory…

    Chiara

  10. Oh finalmente ho capito come si scrive quella caspita di città!

    Io sentivo qualcosa come Starsollo!

  11. Una serie televisiva davvero bella…
    E’ vero, un pò esagerata alla fine, ma mi ricorda bei momenti di vita, quindi io la difendo a spada tratta!!!
    ^__^

  12. Il telefilm era carino e l’ho seguito per parecchie stagioni, ma effettivamente madre e figlia erano odiose, soprattutto la madre 😀

  13. mai sopportato quel telefilm… mi ci sono imbattuta solo nel fare zapping e cambiavo subito!

  14. utente anonimo

    OHcarojlobelloquestopostsultelefilmpiù
    assurdodegliulltimicent’anni
    chepoiaspettaaparlarnemale
    perchèdirapporticosìcenesono
    abizzeffeeccecceccecc

    Ma chi cavolo parla così…?? Anch’io ne ho viste alcune puntate in inglese… incomprensibile. Cmq questa parodia è spettacolare….

    http://www.afunnystuff.com/videos/Parodies/Family-guy-gilmore-girls-parody.html

    Fyaa

  15. utente anonimo

    Vabbé per stavolta ti perdono, dato che hai maltrattato la mie serie preferita! Però mi hai fatto ridere lo stesso, sei un grande!

  16. /mode musica di Psyco sotto la doccia on

    IO NON HO MAI VISTO QUESTA ROBA!

    /mode musica di Psyco sotto la doccia off

    Tiè! 😀

  17. utente anonimo

    nooo, anche tu a parlar male del mio telefilm preferito 😦
    Anche i miei amici lo fanno in continuazione perché sanno che lo difendo a spada tratta.
    E’ una delle serie migliori che abbia mai visto, con una sceneggiatura molto particolare, riuscita nel suo intento e conforme all’epoca in cui è nato, ovvero in quella di telefilm famigliari dove era il rapporto unico che si può instaurare all’interno della famiglia a frne da padrone, senza contare che era necessaria in quel periodo far credere agli spettatori che i figli potessero ancora crescere sani e non dei pazzi omicidi con la sigaretta in bocca a 12 anni e ubriachi a 13 che stanno uscendo adesso.
    Poiché l’autrice/produttrice che ha mollato alla sesta stagione dato che voleva arrivare alla nona e la rete gli ha detto di no, ottenendo così la settima serie incompleta, ha voluto proprio rendere evidente come il fattore tempo tendenzialmente cambi poco le relazioni famigliari che tendono a diventare cristallizzate durante i primi 20 anni di vita. Quindi i due personaggi principali dovevano per forza rimanere privi di relazioni sociali che stravolgessero il nucleo alla base del telefilm, potendo così caratterizzare meglio quei pochi personaggi di contorno che risaltano all’interno del telefilm, rendendo così le due protagoniste fra le più normali della serie (a parte Luke, altro protagonista, tutti gli altri sono pazzi 😛 ).

    Per ciò io continuo a considerare Gilmore Girls assolutamente un ottimo prodotto, che ha pienamente centrato il suo obiettivo. Mi fa rabbia che non si sia riusciti a fare l’ultima serie che avrebbe finalmente visto concludersi la storia fra Lorelai (in realtà la figlia Rory sarebbe Lorelai III dato che se non ricordo male il nome della nonna era lo stesso) e Luke in modo decente. Anche se il bacio finale e la frase “non sopporto vederti infelice” sia un discreto epilogo finale.

    Spero vivamente che la proposta di fare un film conclusivo della serie vada in porto 😛

    Cordiali saluti.
    A.S.

  18. utente anonimo

    P.s. Ho scritto di fretta e mi sono dimenticato di farti i complimenti per la nuova scelta di colori del blog, rendono più piacevole la permanenza e non infastidiscono gli occhi 🙂

    A.S.

  19. L’ho beccato una volta per caso e ho girato subito, per non distruggere la tele col primo oggetto contundente che mi trovavo a portata di mano….

  20. A.S., cosa devo sentire.. la nonna si chiama Emily!
    AH! Terribile mancanza la tua 😀

    Scherzi a parte, grazie per il commento e, ancor più, per l’opinone sui nuovi colori.
    Posto che spero di pensionare al più presto questo template (scelto con troppa leggerezza all’inizio, quando credevo che qui sarei rimasto solo), nel frattempo ho cercato di eliminare quel grigio calcestruzzo del ’81 in favore di un bel color vinaccia misto a pioggia!

  21. utente anonimo

    Post stupendo! XD Ammetto di non essere un’appassionata di questo telefilm ne ho viste una o due puntate ma non ha attirato la mia attenzione,la storia della mamma con quello del pub con il cappello al contrario a 50anni era troppo per me. Però devo fare outing e una richiesta al “buon vecchio Jonlooker”, il mio punto debole e la mia vergogna in tema di telefilm è che adoro O.C, ne ho seguito appassionatamente tutte e 4 le serie e raramente riguardo le puntate in streaming su internet…da ricovero lo so, per questo mi piacerebbe vederlo sbeffeggiato qui 🙂
    cheers,Silvia

  22. io ho retto fino alla quarta serie o giù di lì. la velocità, ma soprattutto il contenuto dei dialoghi oggi è il motivo per cui cambio immediatamente canale appena le scorgo sullo schermo: non le sopporto più. vera orticaria. marlene

  23. nuoooo nuooooo!!! cosa hai osato fare!!!!!
    non ho letto gli altri commenti ma da uno sguardo veloce sembra ci siano parecchi fan delle gilmore… beh io le adoro… purtroppo quando parli male di qualcosa che piace è difficile trovarlo divertente. apprezzo lo sforzo, e senza nessun rancore! Il telefilm però è troppo carino, leggero e autoironico per non essere apprezzato!!

  24. utente anonimo

    E’ uno dei pochi telefilm che sono riuscita a seguire fino alla fine,anche se a volte cambiavo canale perchè certi personaggi mi esasperavano…a dir la verità erano ben pochi i soggetti che sopportavo e ho apprezzato parecchio il cambiamento di Rori in ragazza quasi ribbbelle 😛
    Mi piacevano i dialoghi surreali e il loro ritmo sincopato ma odiavo la profusione di melassa della serie;inoltre con il fatto che la Palladino ha abbandonato la sceneggiatura,si è deciso di prolungare l’agonia della storia che si è quindi conclusa piuttosto banalmente. Insomma,l’ultima serie si è trascinata stancamente verso un finale inglorioso.

    Fedeverza.

  25. A tutti quelli a cui questa serie non è piaciuta molto, suggerisco di vedere il film SIN CITY, in cui recita anche “Rory”, che alla fine…
    Bhè, buona visione!!!
    ^__^

  26. Però te lo sei guardato per benino dalla prima all’ultima stagione per sapere tanti particolari … 😛

    Io ho amato le Gilmore Girls e lo guardo ancora, ne ho guardato un pezzetto anche stamattina, un pezzo di una puntata della terza stagione, quando Jesse va in California per trovare suo padre (continuano a ritrasmetterlo su Foxlife). Mi rivedo un po’ in Lorelei, in particolare per il rapporto che ha con sua madre (e in sua madre rivedo molto la mia) ma vorrei avere la sua parlantina.

  27. utente anonimo

    @Jonlooker
    No no, mi ricordo perfettamente che la nonna di Rory/madre di Lorelai si chiama Emily. E come potrei scordarlo dato che la chiama sempre per nome 😛
    Io mi riferivo alla nonna di Lorelai, la madre di Richard, che Emily teme e odia. Se non ricordo male anche lei si chiama Lorelai, come venne detto durante il funerale di lei, dalla stesa attrice impersonante una zia eccentrica di Richard. Solo che ora mi fai venire il dubbio se si riferisse però a qualcun’altra.

    A.S.

  28. utente anonimo

    la serie non l’ho seguita molto ma se devo essere onesto mi ero innamorato di lorelei madre proprio per il nonsense dei suoi discorsi
    ma sono l’unico?

    miska

  29. utente anonimo

    Ma quanto è irritante il doppiaggio?? Basta con questo romanesco neanche troppo dissimulato : “Chi l’avrabbe mai datto che esisteva un treno del zenere?”, bastano già gli spot Tim!!
    Les

  30. @EligRapHix: ti rimando al commento n.6! 🙂

  31. Noooo, e io che non l’ho mai visto mi sono persa tutto questo?
    Ah, beh…Pietra sopra. -_-‘

  32. Azz, lo hai visto davvero tutto questo telefilm.
    Cmq, Rory è davvero Lorelai terza, avendo lo stesso nome di madre e bisnonna.

    Ho trovato irritante il tira-e-molla infinito di Lorelai con i suoi fidanzati; ha lasciato persino quello bellocccio (prof della figlia) sull’altare!!!
    E’ davvero una spostata!
    Aerie

  33. Ti ringrazio. Non avrei mai visto una cosa del genere se non l’avessi trovato qui.
    Il dialogo con l’amica è eccellente 🙂


  34. Non l’ho mai visto, lo ammetto, io e la televisione abbiamo un rapporto non troppo roseo, ma…
    Beh, so di doverlo evitare, ora xD

    Jaheira

  35. Rory era da picchiare con un remo della barca di Luke un giorno sì e l’altro pure!
    Ecco, detto tutto 😀

  36. utente anonimo

    Molte cose sono vere però fino alla penultima stagione è stato un telefilm bellissimo! poi l’ultima (da dove è stato preso il discorso cipolline-cipolline) era abbastanza irritante.. giusto x chiudere in fretta e furia! Cmq complimenti per il blog!!

  37. Ma Kirk, Kirk! Io adoravo Kirk!!!! Un lavoro diverso ad ogni puntata, come Paperino! valeva da solo il prezzo del biglietto.

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