Mary Wollstonecraft Come Minimo Lo Pestava

Appassioniamoci insieme alla misteriosa sorte dell’intelligenza, scomparsa in occasione dello spot del trolley Roncato Uno.

Protagonista è Martina Colombari, che per me è tanto bella e simpatica, quindi non se la prenderà se le dico che ha coinvolto suo marito in uno spot che urla «sono scarso» ad ogni angolo.

I due vivono in una casa che non era niente male, prima che il Cappellaio Matto la dipingesse tutta di acrilico bianco titanio. Martina si bulla del suo nuovo trolley rosso e alluminio e, proprio mentre sta pensando se sia già il caso di immergerlo nel secchio del bianco, arriva Billy Costacurta che inveisce contro di lei perché ha comprato «un altro trolley». Ora, dico, ma che problema c’è, hai una casa vuota che sembra che ti sono appena entrati i ladri, che vita ti cambierà una valigetta?
Ma la parte migliore, quella drammatica, la regala lei, che alza le mani come uno scippatore colto sul fatto: «No no amore non è come pensi (<j>ma non è la frase che si dice quando il marito trova l’amante nell’armadio?!</j>), questa non pesa come le altre volte!»

Assurdo, che bisogno c’è di giustificarsi, dov’è l’emancipazione femminile, eddiglielo che coi soldi del calendario ci compri quello che ti pare e, anzi, al prossimo viaggio riempi il trolley di pietre solo per fare un dispetto a lui.

Ma Billy è un duro e passa al sarcasmo minaccioso: «Ah sì, e perché?!».
Lei prova a confonderlo con parole complicate ed esclama: «perché è con policarbonato», con il tono di chi invece sta dicendo «ora ti dico una gran baggianata, tanto non capisci».
Lui si sente pesantemente sopravvalutato: «PoliCHEEE?», con il tono di chi invece sta dicendo «Chiariamo che io sono pur sempre un calciatore, come ti permetti di dirmi una parola non autorizzata dalla Fifa?».
Lei capisce di averlo in pugno: «policarbonato (sottinteso “cretino che non sei altro”) PESA UN CHILO DI MENO» Apperò, un chilo di meno. Toglievi un paio di pietre e il risultato era lo stesso.
Lui tenta il tutto e per tutto chiedendo spiegazioni sulla zip (a me non sarebbe mai venuto in mente), poi cerca di fare lo spiritoso e questa ve la risparmio.

Non pago, Billy ci pensa per tutto il viaggio da casa all’aeroporto e di punto in bianco chiede come si chiami la valigia. Viene accontentato e si convince della valenza dell’acquisto con un gradevolissimo: «così vinci sempre uno a zeeeero», un fine modo di rimarcare che il livello della conversazione non deve esulare dai confini del prato con due porte.

Ci piace immaginarcelo mentre torna a casa sereno, assolutamente noncurante del fatto che, in un aeroporto pieno di persone coperte dalla testa ai piedi, sua moglie fosse l’unica a partire col tubino smanicatissimo e una manetta di cuoio sadomaso.

Da una proposta del mio amico Regulus21 che, giustamente, conoscendo i miei tempi, l’ha pure commentato per conto suo! 😉

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18 commenti

Archiviato in Senza categoria

18 risposte a “Mary Wollstonecraft Come Minimo Lo Pestava

  1. HAI UN BLOG F A N T A S T I C O ! ! !

  2. utente anonimo

    qual è una parola “approvata dalla FIFA???” ahahahahahha..
    arbitro cornuto?

  3. ma il fatto che alla fine anche all’aeroporto sollevi la valigia con la noncuranza di un bodybuilder cosa implica?

    che la valigia se l’è portata vuota? o che l’ha riempita di cose fatte in policarbonato?

    PS: Sarò un po’ geek, ma il tag per commentare m’è piaciuto un sacco XD

  4. Comunque lei è la donna bionica. Mai viste le foto in costume? Una culturista.
    Ecco perché solleva senza batter ciglio.

  5. Ok, ok… pesa un kilo di meno… ma rispetto a COSA?????

    Comunque io preferivo di gran lunga “MA ALLORA TU SEI UN’ASCHTRUNAUTA”…
    (SCH per rendere meglio la cadenza partenopea!!!)…

    ^__^

  6. Buongiorno a tutti!
    Ascoltate Miss V (:*): Martina Colombari vincerebbe sola un torneo di tiro alla fune contro una squadra di portuali.

  7. Livelli di recitazione altissima… Questo spot è semplicemente leggero e vuoto come il trolley. Però ammetto che la scelta dei coniugi Costacurta fa il paio, per simpatia, a quelli del Fairy (pregasi notare che non ero sicuro del detersivo: ho dovuto digitare “fairy detersivo” su gugole e vedere che tra i video segnalati c’era uno degli spot in question. Tra l’altro non ho idea di come si chiamino i due tizi…).
    m9 (stanchissimoEDèSOLOmercoledì)

  8. utente anonimo

    beh, facciamo i complimenti a Regulus21 per la vena ironica dei commenti dello spot, molto simile a quella dell’autore originale 😀

    Fra l’altro questo spot o è vecchissimo o non l’ho mai visto….

    A.S.

  9. Ah, era Martina Colombari?
    Sul signore non dico niente. Non so chi è e non mi manca 😛

  10. Io ho dovuto gugolare per capire chi fossero, mentre i due del Fairy so bene chi sono (guardo più il GF che il calcio, sì! 😀 ).

    E rispetto allo stile simile tra me e J.Lo., potrei dire per vantarmi che siamo stati separati alla nascita, ma ormai devo ammettere che appena vedo uno spot penso a come lo descriverebbe lui e mi ci immedesimo!

    E in realtà, in fondo in fondo, abbiamo un umorismo piuttosto simile, solo che io son più cattivo 😉

  11. Metto il link al mio post perché magari, tra un paio d’anni, qualcuno non debba leggersi TUTTO il mio blog per arrivare ad una “imitazione” del tuo post 🙂
    http://regulus21.splinder.com/post/19595819

  12. Grazie, Regulus, in effetti stavo leggendo all’indietro per trovarlo, ‘sto post (ma non era mica un sacrificio grosso, eh…)

  13. utente anonimo

    E di “ooooh yesss” buttato lì a caso non se ne parla?
    Comunque sarà perchè in America per ora non ci sono mai andata ma il fatto della chiavetta che non perdi tempo alla dogana non l’ho capita… ?_?

  14. utente anonimo

    Silvia al n°13 🙂

  15. Cara Silvia,
    presto spiegato: negli USA devono controllarti la valigia. Mettiamo che tu, dall’Italia, la porti bella chiusa, coi lucchettoni, ecc. Bene, quando ritiri il tuo bagaglio, è completamente divelto, lucchettoni spariti o sfasciati. Loro a volte si scusano, MOLTE altre no, ma ti dicono che è per la sicurezza e ti attacchi.
    Quindi, c’è l’espediente della chiavetta passepartout che hanno solo loro: tu chiudi la valigia con la combinazione numerica, loro la aprono con la chiavetta e te la richiudono, così sono tutti contenti.
    Ovviamente altre marche hanno montato questo sistema e da parecchio tempo 🙂

  16. utente anonimo

    ha ragione Aladel, per quanto fosse penoso era meglio lo spot vecchio dell’ “ASHTRONAUTA”, il che è tutto dire!
    Per l’autore: per favore, una volta commenta la pubblicità del bambino odioso del Fruttolo che dice “voglio fare il capitano” (mi viene l’ulcera solo al pensiero di quella vocetta finto-infantile)..o meglio ancora quella tristissima dell’ovetto kinder col padre che va a prendere il bambino a scuola ( sono curiosa di vedere se trai le mie stesse conclusioni!) Ciao
    Sara

  17. utente anonimo

    Grazie per la spiegazione:) non sapevo si fosse arrivati a tali livelli di paranoia negli u.es.ei.
    cheers,Silvia

  18. Grazie, Prof. Era un complimento, vero? :DDDDDDDDD

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