Chi Si Somiglia Si Piglia

Ve lo ricordate il protagonista della più bella storia mai narrata?
Ricordate il suo amore trovato a fatica dopo tanti consigli dei dipendenti del supermercato?

Ebbene, per chi si fosse chiesto quale fosse la coprotagonista della «cenetta di ieri sera», si tratta di una che è patetica di pari grado e probabilmente non del tutto in sé, come i dotti psichiatri tra voi mi hanno saggiamente indicato.
E’ anche graziosa, poveretta, ma ciò non toglie che dovrebbe tornare più presto nell’istituto da cui è evidentemente fuggita.

Potrete ammirare qui uno stralcio del loro idillio amoroso, una pennellata video di due perfetti imbecilli che hanno l’uno la gigantografia in posa ridicola dell’altra e analoghi arredamenti da camera che comunicano l’armonia di tutta la scala Mercalli.

Sfortunatamente, l’aiuto prestato da salumieri e cassiere non prevedeva una riflessione sui contenuti, sicché i due vivono chiamandosi tutto il giorno per dirsi futilità Mocciose (toh, ho detto due cose in una) tipo “io e te tre metri sopra il cielo”, testimoniando che tre metri più su sono la distanza dopo la quale non si ossigena più il cervello.

La sicurezza, che da sempre ha contraddistinto il nostro eroe, lo porta a temere che la fidanzata cambi idea da un momento all’altro, ragion per cui non perde occasione per telefonarle e chiederle una misura del suo amore. Notare come al «mi ami?» la risposta sia sempre attinente a una malattia del corpo o della mente: da matti, da shock, da  tachicardia, da urlo, da paura; insomma l’esatta escalation dal manicomio al post lobotomia, passando per Munch.

Conservo la speranza di doverlo vedere ancora per poco, dato che suppongo che il momento di punta -per qualsiasi cosa si promuovesse con questo spot- fosse il 14 febbraio.
Perché va pur bene che l’amore sia cieco, ma in questo caso meglio sarebbe se fosse sordo.

Posto che, a mio insignificante parere, San Valentino come festa è abbastanza scemetta già di suo e questo per un sacrosanto motivo: non dovrebbe esserci mai, dico MAI, un giorno adibito a smaltire quintalate di robaccia a forma di cuore.

Update: mi scuso tantissimo con Saretta per non averla citata, visto che mi aveva segnalato il fidanzamento dell’uomo CRAI ben prima che io ne parlassi. Mi ero perso il commento! Chiedo perdono e ringrazio di cuore.

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12 commenti

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12 risposte a “Chi Si Somiglia Si Piglia

  1. … il titolo del post era un velato tenativo di corteggiamento?
    :*

    (comunque ci sto)

  2. utente anonimo

    concordo pienamente ,hanno rotto proprio con questo spot!!sarà banale dirlo , ma ti ho subito pensato quando l’ho visto la prima volta!:))
    grazie ancora d’esistere da lagazzaladra!

  3. Me so’ ammazzata dalle risate xD

  4. Buongiorno a tutti!

    Assolutamente no, Miss V, non m’era proprio passato per la mente.

    Ma se la cosa mi rendesse irresistibilmente acuto e brillante ai Vostri occhi: sì, ovvio, sono felice che l’abbiate colto!

    🙂

  5. La cosa Vi rende, sì.
    🙂

  6. utente anonimo

    “testimoniando che tre metri più su sono la distanza dopo la quale non si ossigena più il cervello” e “l’armonia di tutta la scala Mercalli” hanno generato risa convulse in B.B., che ora corre dal salumiere CRAI a sfogare la sua disperazione causa evidente impossibilità di sottrarre l’amato al fascino di Valepensiero. Chissà, forse con la giusta aranciata…

  7. Hola J. Magari fossero così semplicemente e beatamente in asfissia cerebrale di stampo “mochano”… Perchè a ben guardare lo spot non è stato fatto proprio a caso, ma facendo leva sui ricordi inconsci di molti di noi. La fatidica domanda “Mi ami?” quando è detta/vista in uno spot rimanda inevitabilmente all’altra “Ma quanto mi ami?” e quindi alla storica serie di pubblicità della SIP. Ma tornando ai due mentecatti c’è da dire che l’idea in sè non era malvagia non fosse stato per l’esasperante ripetizione di telefonatine, msg, squillini et similia. Applaudo la ragazza, perchè (oltre che graziosa, come giustamente notato), è lei che alla fine si stanca di questa inutile farsa e spicca un balzo verso l’amato cui finalmente può tappare la bocca con le arti che ogni donna porta appresso (sto parlando della gentilezza e dei sorrisi…).
    m9 (ATzijiDUCHOVE!)

    ps: (pensiero tra le righe) “‘sti trentini amorosi son proprio strani: dev’essere la bionditudine a renderli così…” (e poi) “…ma faccio bene a mangiare tutte ‘ste mele, guarda caso, trentine DOP?” (e ne avrei altri, ma mò basta)

  8. “L’armonia della scala Mercalli” è da usare per scacciare la prossima persona che vuole abbracciarmi contro la mia volontà 😀

    …o contro la mia gatta quando scende dal letto :PPPP

  9. utente anonimo

    Nella vita reale la risposta già la seconda volta sarebbe stata “ci sto pensando” e alla terza avrei cambiato numero di cellulare facendo ingoiare la precedente scheda a un qualche bidone.
    E’ snervante.

    Lyss, una pigra passante che legge sempre.

  10. utente anonimo

    Attendevo con trepidazione un commento su questo spot,che mi ha spazientito alla prima visione fin dal primo squillo.La ragazza,che giustamente è stata apprezzata per la sua bellezza,la trovo encomiabile:si capisce che ad ogni “Mi ami”vorrebbe mandarlo a quel paese,invece per pietà ogni volta riesce,con un sorriso tirato ed un entusiasmo forzato,a rispondere con una sciocchezza diversa che rassicura il petulante rompiballe. La promozione quindi è indirizzata soprattutto a tutti i ragazzi insicuri che non vogliono spendere uno sproposito per tutti i dubbi che possono essere dissipati con una telefonata. Naturalmente mi auguro anch’io che questa scemenza televisiva della Tim,abbia presto fine, ma non sono ottimista, il ragazzo sfigato e l’oca giuliva continueranno a tormentarci con i loro dialoghi idioti finché i creativi della Tim non realizzeranno un altro spot per minorati mentali.

  11. utente anonimo

    COme altri anche io aspettavo il momeno di commetare codesto sfacelo televisivo, in cui l’unica consolazione sta appunto nel fondoschiena della bella (ma demente) di turno.
    Il mio pensare sempre bene mi impone di credere che lei abbia scritto esplicitamente sul copione, o meglio, canovaccio, che deve palesemente esprimere un QI frazionario.
    Tuttavia credo si apossibile che anche prima di tre metri l’ossigenazione cerebrale non sia a livelli ottimali: il pubblicitario che ha partorito questa mirabile opera deve certo vivere solo come un cane, e non può quindi essere oltre i famosi tre metri, e con i piedi per terra respira la stessa aria di tutti.
    Voglio sperare che quanto offre lo spot non sia il meglio che possa offrire, sennò sono veramente cavoli acidi.
    Per lui, si intende.

    Gianmario Busella (Nome d’arte)

  12. utente anonimo

    Questo: “testimoniando che tre metri più su sono la distanza dopo la quale non si ossigena più il cervello.” e questo “da matti, da shock, da tachicardia, da urlo, da paura; insomma l’esatta escalation dal manicomio al post lobotomia, passando per Munch.” fanno di codesto post uno dei più belli in assoluto 😀
    Silvia

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