Glade Batte Dickens

Ci sono finestre su disagi familiari che ci vengono sbattute in faccia con leggerezza, giorno per giorno a ore pasti e noi, stolti figuranti di un mondo indifferente alle sue stesse disgrazie, non riusciamo a percepirne il retrogusto drammatico.

Glade (orrido link, lo so. L’unico buono finora è in inglese) ci mostra spicchi di sofferente infanzia, con un bambino che a stento comunica alla madre i suoi bisogni primari.
Ma è solo dopo la commovente confessione di dover «fare la pupù»  che un cuore sensibile si rende conto della tensione che impera, quando la madre, che sino a un certo punto si è finta amorevole, apprende che il figlio non ha nessuna intenzione di varcare la porta del bagno, preferisce andare da Paolo: in quel momento si può scorgere incrinarsi il flebile autocontrollo della donna, che inizia a mal celare impazienza e irritazione e lo bacchetta con uno stizzito «non essere sciocco» dietro un sorrisetto da nevrotica.

All’improvviso, quando quasi non ci speravamo più, il bambino si ribella, si sgancia fiero dal forzoso vincolo materno e trova il coraggio di voltarle le spalle, deciso a espletare i suoi stramaledetti bisogni da Paolo.

Noi, che ricordiamo altre tristi storie raccontate dai deodoranti Glade, sappiamo perfettamente  che Paolo è il bambino orientale con mamma caucasica che non ha lo stimolo se non sente profumo, di cui abbiamo già amabilmente discusso in passato.

Ora, se voi foste la madre di Paolo e vi arrivasse in casa un bambino saltellante per necessità  e con ancora indosso lo zainetto di scuola, a chiedervi di usare il bagno e vi dicesse che si fa quattro quartieri piuttosto che farla a casa, non li chiamereste anche voi i servizi sociali?

Ancora più importante, ciò lancia il toto-orrore riguardo a cosa ci fosse dentro quel bagno, che genere di nefandezze vi si compissero e da quanto tempo non si usasse un detergente per il water.

Tutte domande che siamo felici di porci e riporci con rinnovato piacere mentre stiamo cenando, va da sé.


Da un’osservazione più che lecita di Kiki, che ringrazio.
Ringrazio inoltre Fyaa e Giulia per gli spunti in merito e per la gentilezza.

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14 commenti

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14 risposte a “Glade Batte Dickens

  1. Come sempre sono d’accordo con te! : )

    In questo caso mi sento anche di far notare un facile collegamento mentale…

    “C’è Gigi? … E la cremeria?”
    Che diventa:
    “C’è Paolo? … E il cesso?”

    ; )

  2. Purtroppo non mi ricordo la marca del deodorante per casa (e questo la dice lunga sulla qualità dello spot) ma quando spenderai due parole sulla pubblicità della mamma giraffa che, dalle foto, mi pare abbia sposato un orso e sia riuscita a concepire dei cinghialotti?
    O la sera del concepimento l’orgia era particolarmente affollata oppure c’è stato un gran casino quando la coppia s’è rivolta alla banca del seme.
    Stupisce che nessun prete o cardinale devoto si sia scagliato contro una rappresentazione così poco ortodossa della sacra istituzione della famiglia. Tutto sommato, però, si può plaudire ad uno spot che, in fatto di emancipazione, va ben oltre alla coppia gay o della ragazza madre che flirta con l’antennista (pubblicità della barilla di qualche anno fa)

  3. utente anonimo

    La pubblicità dei deodoranti con le famiglie multirazziali animali devono essere state studiate male…
    Ci litigo ogni volta con mio padre che non riesce a capire che non deve soffermarsi sul loro aspetto ma sul loro significato.
    Non prendete gli animali come animali, sono rappresentazioni grafiche e immediate dei loro caratteri e modi di essere.

    Porsi la domanda: come mai i piccolini sono sempre animali dalla nomea di esseri sporchi, disturbatori o puzzolenti? Semplice, perché vogliono rappresentare i cuccioli umani che riescono a rappresentare lo medesimo stile di vita.
    Giraffa e Pinguina rappresentano ovviamente una donna di stampo snob, altolocato, a rappresentare due fattori: uno che tutti hanno lo stesso problema con i figli a prescindere dalla condizione sociale, secondo il costo elevato del deodorante direi 😛

    A.S.

  4. Mi chiedo se è la stessa donna-madre-snaturata il cui primogenito passa le ore contando i “soffi”, in compagni di uno strano cane.

    Aerie

  5. @A.S.
    Ma studiate male forte, allora!
    Il tuo discorso non fa una piega ma sti pubblicitari si devono rendere conto che la pubblicità viene spesso recepita in modo distratto, annoiato, spesso seccato perché è l’interruzione di un programma che si stava (si presume) piacevolmente seguendo. E quello che mi hai detto tu, come direbbe la ventura ad X factor, non mi arriva, ma proprio per nulla, nemmeno a livello subliminale. Quello che mi arriva è la curiosa aberrazione

  6. utente anonimo

    Quale onore…ma soprattutto che gioia leggere finalmente un commento a quell’insulso spot!
    Grazie da Giulia (e Paolo, il cui bagno profuma ma non ha il Glade…quindi bambini state pura a casa vostra)

  7. utente anonimo

    E la nostra finezza indove la metti?? ehehehe
    @seneca: bellissimo XD

    @anonimo: Airwick. Tò che gente… http://www.airwick.it/access/html/giraffe.html

    Saluti e stima 😀
    Fyaa

  8. Grazie a Tutti.
    Pensavo di essere diventato vagamente razzista al contrario. E anche un po’ malato di mente, perchè penso che il profumo in bagno che sbrilluccica, sia un po’ una droga sotto mentite spoglie. Forse per questo il bambino non può fare a meno di andare dall’amico china… E quanto alle famiglie animali, ha ragione A.S. e… va bene così.
    @ J.lo: DIckens oggi non ce la farebbe. Forse Swift con la sua A modest proposal.
    @seneca: il migliore!

    m9 (svogliatamenteMORTOdiSONNO)

  9. Per la prima volta in questo blog e con grande soddisfazione, mi trovo perfettamente d’accordo con l’ottimo A.S. e aggiungerei che, forse, il concetto di famiglia nel nostro Paese è troppo ancorato a modelli statici preassorbiti.

    Non dovrebbe essere importante che animali diversi formino famiglie, posto che la rappresentazione è puramente simbolica; la diversità (una delle caratteristiche prime della bellezza, secondo me), al contrario, non dovrebbe costituire oggetto di questione, a meno che –e questo temo sia il caso- essa non sia vista come distorta eccezione.

    Prova ne è il fatto che tutti si domandano come mai un pinguino e un orso si accoppino e per giunta generando facoceri, ma nessuno si chieda come faccia un orso a suonare il piano e ad ignorare la sua natura evitando di sbranare la moglie alla prima occasione.

  10. utente anonimo

    Semplice Jonlooker, perché in realtà l’orso è un tenerone di peluche 😛 E dato che dalla casa agiata ha a disposizione bacche e altri cibi vari fra cui sicuramente molti pesci (di cui stranamente in una ben assortita accoppiata entrambi gli animali si cibano 😛 ) non ha motivo di diventare carnivoro e violento 🙂 Cosa che per loro natura gli orsi non sono, diventano carnivori solo in mancanza di cibo alternativo (se non erro sono onnivori con preferenze per bacche et simili) e violenti solo se in pericolo 🙂 Su come possa suonare il piano forse non è impossibile nemmeno per la controparte reale, nel caso di tasti abbastanza grandi 😀

    A.S.

  11. No, ma dico, hai visto che casa hanno?! Bacche?!!
    Come minimo filetto tutte le sere!
    Filetto di facocero, secondo me.

    [verissima l’osservazione sui pesci, eppure resto dello stesso avviso: di sicuro hanno la piscina, vorrei vedere l’orso mentre gusta le sue bacche a bordo vasca mentre la moglie guizza come una trota nell’acqua.. Diciamo che punterei sull’istinto se fossi costretto!]

    😀

  12. (disdirò tutti i miei fidanzamenti per Voi, naturalmente)

  13. Questo è poco ma sicuro.

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