Era Meglio Quando Uccideva

Caro signor Saila,

forse Lei ha subito delle distrazioni ultimamente; non voglio attribuirLe alcuna colpa, ma ha visto l’ultimo spot delle Sue caramelle? Per non farLe perdere del tempo prezioso, glieLo descrivo in poche parole.

C’è un ragazzo, mingherlino e malaticcio, con jeans attillati e un accavallamento di gambe che me lo rendono sospetto, che per qualche oscura ragione si trova sul divano di una modella di Victoria’s Secret. E non creda che quest’affermazione non mi costerà, perché ho alle calcagna una gentilissima lettrice che mi rammenta sovente quanto io sia superficiale e borghesuccio nel negare quanto spesso capiti che il cieco amore unisca rospi a principesse.

Come pocanzi accennavo, questo ragazzo bellissimissimo dentro siede sul divano. La prego di ignorare il rampicante nero pece che copre di cupa morte le pareti della casa e di concentrarsi sul fatto che il soggetto in questione, le cui qualità fulminanti sono ottimamente celate, si annusa le ascelle con disinvoltura, come un gorilla di montagna allo zoo, come un idiota, siamo d’accordo.
Al che -sono certo, certissimo che Lei non ne sappia niente, sia chiaro- egli prende una delle caramelle che portano il Suo nome e, colpito da tanta freschezza, pensa di farne ottimo uso alitandosi sotto le ascelle. Oh, prima che mi dimentichi: ciò causa un’attrazione fatale scaturita dal fatto che la modella, sicuramente in preda a sostanze psicotrope, gliele annusa.

Ora, appurato dalle circostanze che le qualità del ragazzo si trovino tutte nei pantaloni e sì, sto parlando del portafoglio (sono morto, invettive per settimane): a Suo parere, stimatissimo signor Saila, tutto questo come gioverebbe alla campagna acquisti? No, perché se è vostra intenzione ordinare che al supermercato gli astucci siano messi accanto ai deodoranti posso capire (in realtà no, ma guardi come fluisce la narrazione, un gioiello!) ma se mi si suggerisce di trattarle come caramelle, con questo spot vi siete bruciati ogni possibilità.

Lungi dal pensare di imporre il mio insignificante pensiero, mi permetto di ricordarLe i tempi d’oro,in cui la versione soft di Jocelyn Wildenstein, finemente vestita di un body da vampiretta subdola dei boschi, tortura un consenziente manager depresso, in un gioco perverso denominato “piacere che uccide”.
Erano tempi di grande eleganza, ne converrà.

Con immutata stima,

Jonlooker

Nota: io non so se un signor Saila sia mai esistito o se “Saila” sia un acronimo o una località lombarda. Mi gioco la carta della speranza.

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21 commenti

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21 risposte a “Era Meglio Quando Uccideva

  1. Ah ah ah! Bellissima lettera! Grazie. Sei riuscito a farmi ridere in una giornataccia. Buona domenica.

  2. Come sei gentile, mi fa piacere davvero. Grazie a te!

  3. utente anonimo

    TI PREGO non mettere mai più foto come quella di Jocelyn Wildenstein… preferisco il goatse… grazie! 😀

    -snail

  4. Quoto Azalea Rossa. grazie mille anche da parte mia! 😉

  5. Non ci sono più i creativi di una volta…

    (N.B.: ti leggo da un sacco di tempo via reader…)

  6. utente anonimo

    AAAARRRGH! Non si può mettere una foto del genere così, a tradiemento,bisogna avvertire “vietato ai deboli di cuore” per esempio. Io non sapevo chi era, così ho aperto, ignara, ed ora non potrò più cancellare quella “cosa” dalla mia testa :°
    Ah comunque splendida lettera 🙂
    cheers,Silvia

  7. In effetti le due donne-gatto si somigliano.

    Quello che non mi quadra della nuova pubblicità è:
    1) il ragazzo ha la sua forza nel portafogli; eh, ma non si capisce perché sia vestito in modo così dimesso, in quei jeans così blu e così cheap e perchè non abbia indossato un deodorante al caprifoglio islandese e bue muschiato del benelux;

    2) il ragazzo ha la sua forza nel pacco; e allora perché ostinarsi coi jeans blu che, si sa, hanno l’effetto ottico di piallare perfino le grazie del Rocco nazionale? Perché non un ottimo Levi’s stonewashed_in_modo_strategico_come_negli_anni_’80?

  8. No grazie eh.
    Se stanotte non dormirò dal terrore so che sarà per colpa della pettinatura e delle mancate sopracciglia della donna Saila che uccide.

    Miss V (latuafuturalinkatasposa)

  9. utente anonimo

    Iniziare la settimana con un atto di crudeltà:
    S.A.I.L.A.= Società Anonima Italiana Liquirizia e Affini.

    Mi spiace. La tua prece sarà inascoltata.

  10. utente anonimo

    Grande come sempre ^^
    E almeno ora potrò pensare a qualcosa di divertente mentr capiterà di dovermi sorbire quello scempio XD

    sweet_dreams

  11. Buongiorno a tutti!

    Reg, tu hai un conto in sospeso con i jeans blu, dì la verità 😀

    Miss V, è un’arguta mossa per farVi capire che faccio sul serio!

    :*

  12. Non sopporto i jeans blu. Tutti quelli che ho sono ALMENO slavati oppure “al tè”.

  13. Hola J.
    Che dire? Grazie, un bel momento revival con una delle pubblicità obliate per ‘sì gran tempo, eppure ancor capaci d’emozionare, oggi come allora (beh, dai io non posso che adorare lo slogan IL PIACERE CHE UCCIDE…).
    Concordo con la lettera e vorrei aggiungere che lo spot odierno ha quel tocco di americano-tipo-american-pie che mi fa vomitare. Ma aspetta, ora che mi sono informato un po’ scopro che l’azienda è stata venduta proprio ai soliti squali d’oltreoceano negli anni ’90… Ah beh, allora…
    @ snail: mi mancava questo termine, ma spero di rinuoverlo quanto prima dalla memoria.

    m9 (aspettandoUNAvalangaCHEmiSOMMERGAunaVOLTAperTUTTE)

    ps: Jocelyn Wildenstein. Potrei scrivere le mie invettive migliori al riguardo, diciamo nei confronti di chi non ha proprio rispetto del proprio corpo, ma questa volta tacerò.

  14. utente anonimo

    @M9
    non mi dire che sei andato a cercare il goatse! aahuahuahauhauha! mi dispiace per averlo nominato 😀
    (ma sono sempre sicuro che sia meglio quello che non la wildenstein)

    comunque sono d’accordissimo sul fatto che la pubblicità del “signor” saila era MOLTO più sobria con la donnina che uccide… e più interessante!

    -snail

  15. utente anonimo

    ho cercato anch’io goatse…purtroppo -_-‘
    Silvia

  16. Vorrei unirmi al cordoglio.. appena ho letto il primo commento di snail, sono andato a cercare goatse.. Cercarlo è stato anche divertente.
    La parte orrenda è stata trovarlo.
    Grazie, Snail, davvero; quella sequenza di immagini mi ha fatto cadere nella depressione, odio le ricorrenze allegre e provo diffidenza per le forme allungate.

  17. Ma perché, dopo aver letto i commenti, sono andata ugualmente a cliccare sul link della signorina Jocelyn? Ma perché, quando il Pc mi ha gentilmente avvisato che il link not found, ho riprovato cliccando sul cognome? Proprio ora che vado a dormire e mi vedo davanti quella faccia?
    Mi sta bene. Abbocco sempre a tuuuuttte le cose che metti qui.
    Ora vado a mangiarmi una s.a.i.l.a. Magari non mi uccide, ma mi fa dormire.

  18. utente anonimo

    Guarda GRAZIE

    Anche in questa che per me è una serata devastante dal punto di vista sentimentale, sei riuscito a farmi spisciare sulla sedia dal ridere, tanto che i coinquilini stavano chiamando il dottore vedendo questi miei assurdi sbalzi D umore, essendo nato proprio nell’88 non ero a conoscenza de “saila piacere” che uccide, ma convengo con te sull’inutilità della attuale pubblicità del suddetto prodotto, io stesso vedendola alla tv sono rimasto basito sconcertato ad occhi sbarrati davanti allo schermo, visibilmente scioccato e senza parola alcuna da riuscire ad aggiungere –> o_o

  19. utente anonimo

    Mi chiedo sconcertato come tu abbia acquisito la facoltà di notare particolari che neanche Grissom noterebbe in 15 secondi di spot come il rampicante malefico alla schiena del malaticcio emantore di fetore…
    Fai delle lezioni, io ci verrei!

    Gianmario Busella (Nome d’arte)

  20. utente anonimo

    mi dispiace… non volevo portare devastazione e depressione… mi è solo venuto da nominarlo perché in quanto a schifezza quella foto che hai messo era in buona competizione…
    chiedo scusa a tutti coloro ai quali ho stimolato la curiosità… ^_^’
    anche io ho avuto la stessa reazione, a suo tempo…
    -snail

  21. utente anonimo

    Che spot orrendo!-Non abbiamo un’idea decente così così siamo passati dal memorabile “piacere che uccide” ad un pretestuoso “piacere che deodora”-
    Il finale con la bella che assale il gracile giovinetto è talmente trito che non merita neanche un commento.

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