Momenti Di Piombo

Quando tuo padre arriva con la sua stilografica Cartier nuova, allungandotela a palmi aperti come se da essa scaturisse una luce troppo fulgida per essere contenuta nelle mani e ti dice: «provala, senti come scorre bene il pennino!» – allora tu la prendi, conscio della responsabilità che ti è stata offerta nel poter scrivere il tuo nome ed altre cose comunque troppo banali per essere scritte con una Cartier, la guardi rilucere nel sole e la stappi, pronto a esperire l’onore; al che guardi tuo padre sbiancare fino alla trasparenza e gli chiedi «che c’è?», scoprendo così nel peggiore dei modi che il tappo della sacra penna in questione non si stappa, si svita.

Quando vieni invitato a casa di amici, che hanno un figlio di dodici anni che stravede per te e allora senti il peso di essere visto come lo zio giovane e sgamato, che per prima cosa arriva sempre col regalo giusto, ancor più quando deve farsi perdonare (perché non si fa vedere da mesi, perché s’è eclissato a studiare come un Leopardi qualsiasi e che per giunta non sa nemmeno come si svita il tappo di una penna).
Così scegli il regalo con cura preziosa, confortato da una certa sicurezza: conosci il ragazzino in questione, sei il suo confidente, niente di più semplice che scegliere un regalo.
E bussi alla porta, godendoti quel minuto in cui senti la concitazione dall’altra parte del legno, lo scalpiccìo della mamma che fa sparire i dettagli fuori posto nella seria convinzione che in caso contrario li noteresti, il grido bisbigliato del figlio che esclama «è arrivato!».

Ti fanno accomodare, poggi il regalo sul tavolo aspettando un momento successivo per porgerlo e inizi a fare conversazione, esordendo con un argomento sicuro e certificato:

«Allora, ti è stato regalato il cucciolo di bassotto che desideravi tanto?»
«Ma come, non lo sai?» ti mormora lui con voce rotta e preoccupanti occhi lucidi.
«No, cosa?» ribatti tu, con il terrore di essere capitato per sbaglio in un campo minato il cui cartello d’allarme era nascosto da un arbusto traditore.
«Si chiamava Fritz.. I miei mi hanno fatto una sorpresa e me l’hanno regalato, ma dopo due giorni si sono stufati del casino che faceva e l’hanno riportato all’allevamento» ti risponde con la brevità efficace dei ragazzini, inondando il salotto di doloroso e silente imbarazzo.

E quanto vorresti non averne mai parlato.
E, specialmente, quanto vorresti che il pacchetto sul tavolo non contenesse un libro intitolato: “Come allevare il tuo cucciolo di bassotto”.

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21 commenti

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21 risposte a “Momenti Di Piombo

  1. Se qualcuno mi regalasse una Cartier, lo sbatterei fuori a calci: vado perdendo penne come Pollicine, e tu mi regali una penna?

    Compro Bic a profusione perché le penne “carine” sono nel cassetto da anni. Quelle “belle” sono in un bidone di metallo in cima alla libreria, ancora nella confezione. Che bisogno c’è, quindi, di penne STRAORDINARIE? 😀

  2. Ognuno ha i suoi tesori, amico mio 🙂

    Vai da Uto Ughi a dirgli che un violino è un violino, o da Regulus a dirgli che non serve spendere soldacci per le percussioni, ché una pentola rovesciata suona uguale 😀

  3. Urgh. Povero ragazzino…e povero te >_<
    (ho un cuginetto decenne che mi venera allo stesso modo, che responsabilità essere sempre la “zia” che fa i regali più belli..)

  4. utente anonimo

    LOL il problema “tappo che si svita e non si tira” è successo anche a me, uguale uguale…a mio padre stava per venire un coccolone..ma avevo una decina d’anni 🙂
    Silvia

  5. Nel secondo caso non devi sentirti in colpa tu. I genitori del ragazzino si sono comportati in modo orribile e irresponsabile. Prendere un cane è a tutti gli effetti allargare la famiglia di un membro e quando lo si fa deve essere fatto in maniera consapevole.
    Due genitori che prima fanno al figlio il regalo più bello del mondo e poi dopo DUE giorni gli spezzano il cuore riportandolo indietro perchè è troppo impegnativo, sono come minimo persone superficiali. Senza contare che un cucciolo per forza fa casino, soprattutto se appena preso, spaesato e separato da mamma e fratellini.

  6. Ops, scusa, il messaggio precedente è il mio, non ho notato che non ero loggata.

    Eugeal

  7. Poveri piccoli, bassotto e umano intendo!

    Ma una scarpata nel fondoschiena ai genitori no?

    Scusa il tono, ma concordo appieno con Euegal.

    Dimmi che hai esagerato, scherzato, fatto un pesce d’aprile in ritardo.
    Andando avanti di questa stregua ti obbligherò a confermarmi l’esistenza di Babbo Natale :-P!

  8. ops eugeal, chiedo venia per l’inversione di lettere!

    E sì che avevo pure riletto!

  9. Terribile l’episodio del bassotto!!! 😦 Scusa se intervengo, ma io ho proprio un cane di quella razza (una bellissima femmina nera) e sono animali meravigliosi. Anzi, alla fine al cucciolo è andata bene, se l’hanno riportato all’allevamento dove auspicabilmente troverà padroni migliori…
    Ciao
    Vivian

  10. Periodo difficile, vedo 😉

    Aerie

  11. Quoto Eugeal in tutto…
    …e quanto alla penna, io credo che ti avrei strozzato, se sei ancora qui a scrivere tuo padre è molto più buono di me 😛

  12. Ti avrei strozzato anch’io.
    Se poi tuo padre non la vuole più, io la Cartier la prendo anche danneggiata, se ha davvero il pennino che scorre bene come dice lui…

    (io ho preso un labrador, e, sì, fanno un gran casino, ma vuoi mettere…)

  13. utente anonimo

    Va bene per la penna, li il massimo della pena, ma per il resto, quella è iella!

    Gianmario Busella (Nome d’arte)

  14. utente anonimo

    Cosa dire… Grazie per il piacere arrecato nella lettura dei tuoi scritti…

  15. Cioè.
    Mi lascia scrivere solo adesso Splinder.
    Quanto lo odio.

    Volevo solo dire: SOLIDARIETA’ my blog-mate.

  16. utente anonimo

    “Come allevare il tuo cucciolo di bassotto”.. sembra fin una barzelletta.

    Sono d’accordo con te sulla penna Jonlooker, ognuno ha i suoi tesori, e per possedere una Cartier è giusto che una persona sia in grado di apprezzarla, ovviamente senza arrivare al fanatismo.
    Io non potrei assolutamente, visto che consumo penne a bizzeffe, e le tratto con la delicatezza di un elefante in cristalleria. enrico

  17. Dunque: per quanto riguarda te, sono solo due episodi sfortunati;
    per quanto riguarda tuo padre… tanto autocontrollo e affetto a profusione verso un figlio un po’ maldestro, o no?
    Tanta tristezza per il ragazzino, ma altrettanta rabbia, o forse di più, per i genitori!
    Comunque sia… leggerti è sempre un piacere!!!
    Una buona notte a te.

  18. Guarda, hai beccato un tasto proprio che… io suono VERAMENTE le pentole, e poi secchi, bidoni dell’ammorbidente, sedie, coperchi! 😀

    Certo, se per il mio diploma fate tutti una colletta e mi regalate due congas, renderete FELICE un blogger usualmente depresso 😛

  19. Sai che ho già regalato un paio di congas in vita mia? Schalloch, puà essere..? Io non avevo idea di come si suonassero ma cavolo quant’erano belle!

  20. Se non altro il tuo era un regalo POTENZIALMENTE azzeccato.
    I miei zii l’ultima volta mi hanno regalato la Bibbia illustrata, quella precedente la BIOGRAFIA DI GIOVANNI PAOLO II.
    (Precisiamo che non metto piede in una chiesa dal lontano 2001 e che, ogni volta che vedo una suora, non vengo invasa dal un delirio mistico bensì faccio un colletto a chi mi sta accanto urlando: SUORA TUA CHIUSO!)

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