Nessuno E’ Al Sicuro

Mi è stato chiesto, da più parti, di occuparmi dello spot Miel Pops. Sarò sincero, la cosa non è facile. Per recensire uno spot, anche se in maniera astrusa come è uso qui, bisogna guardarlo più volte.
Orbene, già alla seconda visione di questa.. questa cosa, l’essere umano inizia a dare segni di sconforto; alla terza cala l’atmosfera gioiosa e distensiva di Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo.

E come si può descrivere uno spot in cui ci sono api che sculettano? Si osserva un momento di commiserazione per come dicono «Pop!» (La prima hot line per insetti, bisogna ammettere che è originale, quasi un servizio pubblico)? Lo possiamo dire, è un po’ da mente malata far realizzare un balletto di ancheggiamenti preso in prestito da quelli di Passaparola; d’accordo, storia vecchia, ma anche i Miel Pops esistono da quand’ero piccolo io, quindi proprio nuovi non sono, come invece ci preannuncia l’impresario delle api operaie, che è vestito finemente, tra l’altro. Una sapiente commistione tra un cantante country in pensione e il petroliere dei Simpsons.

Il peggio ovviamente è la canzoncina, uno di quei mezzucci -spesso vincenti- di ipnosi catodica che tolgono la volontà di cambiare canale (scommettiamo?). Considerando che il cervello deve lavorare pochissimo (o, più cinicamente, serve una nenia subdola per instupidire i bambini e convincerli di avere voglia di Miel Pops), ci vengono illustrate le caratteristiche principali del prodotto, così non dobbiamo nemmeno guardare la scatola.

Per prima cosa, è bzz bzz bzz, bzz bzz bzzz. Giusto, no? Tra l’altro si dà il caso che tutto lo spot sia una grandissima bzz bzz bzz.

Ma anche l’aspetto è importante. Esperti del settore classificano i Miel Pops come pff pff pff, pff pff pff, motivo per cui io adesso prendo la giacca ed esco a comprarli. Cioè, non si immagina niente di meglio di un pff.

Risolte le informazioni principali, è palese che siamo tutti incantati e desiderosi di pallette di miele, così ci vengono date le denominazioni corrette per l’acquisto:  M – I- E  -L :  M I E L  P O P S, così noi rincretiniti, assoggettati al mezzo coercitivo sonoro, possiamo scrivere con esattezza il nome di tale innovativa bontà.

E per gli scettici, per i gretti San Tommaso che non si fidano ancora, c’è l’asso nella manica: Miel Pops è splish splash splash, splish splash splash. Ecco, esattamente, cosa mi viene a significare splish splash splash? Da che altezza bisogna scagliare i cereali per far fare quell’onomatopea spaventosa al latte?

Poi andiamo sulle specifiche di consistenza: crunch crunch crunch, crunch crunch crunch. Ora, per me, sentir pronunciare un’onomatopea americana all’italiana, con la U anziché con la A, è un po’ come il gesso sulla lavagna; preferisco mi s’insinui il dubbio che i Miel Pops abbiano anche il loro rumore caratteristico quando li si sgranocchia, sarebbe patetico al quadrato e voglio crederci.

Quanto all’espressione gnam gnam gnam, si tratta del linguaggio tecnico dei migliori degustatori, una citazione un po’ fine per il grande pubblico, ma si vede che al loro prodotto ci tengono.

Infine, veniamo alle note dolenti. Se questo spot vi piace (no, non è impossibile, basti leggere i commenti su YouTube: folli folle in delirio), siete fortunati, perché potrebbe non finire qui.

A tutti gli altri, preparatevi a tempi bui, perché potrebbe nnon finire qui.

La Francia è stata invasa da questa cosa.

Se passa le Alpi, per noi è finita.

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23 commenti

Archiviato in Cantare Non Aiuta, Particolarmente Odioso

23 risposte a “Nessuno E’ Al Sicuro

  1. Hahahahahaha!!
    concordo pienamente… forse il miele fa male ai denti… ma quelle api animate fanno cariare il cervello…!!
    ciao!
    A.

  2. Sono più o meno le stesse cose che ho pensato quando ho visto sta cavolo di pubblicità in tv.
    Son rimasta con la bocca aperta, sbalordita per tanta…tanta…beh non lo so cosa.
    So solo che forse in quel frangente avrebbe fatto meglio un’ape, vera, ad infilarsi nella mia bocca e pungermi per svegliarmi da quel dannato torpore che ti da la canzoncina.

    (…e non so se è peggio la nostra o la versione remix francese…)

  3. utente anonimo

    qualcuno spruzzi del ddt su quel clone modernizzato dell’ape maia. io non la sopporto più!

  4. La cosa più triste di tutti è andare al supermercato, prendere una scatola di suddetti miel pops (perchè alla fine, nonostante la pubblicità odiosa, sono buoni), essere affiancata da un padre con pupo nel carrello e guardare allibita il padre che si mette a cantare la canzoncina. Poco dopo arriva pure la madre e si mette pure lei a canticchiare la canzoncina con un accenno di balletto. Il pupo è rimasto impassibile, io sono praticamente scappata via e sono stata tentata di rimettere giù la scatola (ma alla fine ha vinto la golosità)

    Eugeal

  5. utente anonimo

    Mi secca “difendere” uno spot indifendibile, ma è “liberamente tratto” dai dodicimila video tutti uguali delle Pussycat Dolls… ci somigliano pure le pettinature delle api (se esistesse una cosa come una pettinatura per un’ape, chiaramente) 🙂
    Vedila come una parodia… infatti ti dirò, a me non dispiace…

  6. utente anonimo

    Anche io ho pensato alle Pussycat Dolls…però diciamolo, non sono il miglior esempio da dare ai bambini, visto che il prodotto è per lo più indirizzato ai pupi. E poi..le onomatopee sono pessime @__@

    Giulia

  7. utente anonimo

    Che lingua irritante il francese… (mi fa ridere solo se lo parla Pepè la puzzola)
    Ah bbbzz bzzz bzzzz bbzz a tutti 😀

  8. utente anonimo

    E che cosa si può dire?
    bzz bzz snort!
    è il massimo che può farti pensare una cosa del genere.. en

  9. Ok, lo ammetto, questa pubblicità mi piace.
    Sono consapevole del fatto che sia una cretinata fatta per rincretinire e spingere l’acquisto (un po’ come quando Homer Simpson vede la pubblicità dalla birra)
    Però vince assolutamente su quella con il coniglio a caccia di cereali.

    Riguardo al remix, penso che la gente abbia dei problemi molto seri…

    Aerie

  10. utente anonimo

    Ti sei deciso alla fine!
    Che ti impediscano di cambiare canale con il blocco della mente è assolutamente vero!
    Ed esistono anche dei remix amatoriali!
    Questa qua mi mette davvero pena, mai visto niente di più desolante.

    Gianmario Busella (Nome d’arte)

  11. Mi sono sempre domandato quale iter dovesse subire uno spot per essere approvato… Adesso la domanda è ancora più pressante nella mia povera bzzzz

  12. utente anonimo

    … so mica se riuscirò più a mangiar miele ..

  13. utente anonimo

    Sarà anche ipnotica ma l’idea appiccicaticcia del miele non mi fa venire voglia di gnamgnamarli…
    bzzz,Silvia 🙂

  14. utente anonimo

    Non so come dirlo… A me quello spot piace…
    Sarà perchè quando lo mandano in tv io lo “canto” a mia figlia e lei si diverte un mondo…

    Aladel
    ^__^

  15. Grazie per averlo recensito, se ti viene in mente di recensire anche gli spot radio ci sarebbe quello della tizia che ripete “DI PARMA, DI PARMA, DI PARMA” e la voce narrante: “Allenati a chiedere il meglio…”

    Allucinante, a volte in radio ne passano alcuni che sono veri incubi sonori.

    Aloha!

  16. Quoto Hen Ten: mi sono spesso posta la stessa domanda anch’io.
    D’altra parte, con tutta la spazzatura a livello di spot che ci propinano, come si fa a non chiederselo?
    Un sorriso.

  17. vuoi sapere una cosa?
    è sicuramente idiota ma non riesco a non trovarlo simpatico… vado a ricontarmi i neuroni…

  18. A me sembra che non dice neanche “splish splash splash”, ma “splish splash splosh“, che sembra proporre una geniale alternanza vocalica degna dei paradigmi dei verbi inglesi. O di un pubblicitario malato.

  19. …che non dicA. Sembra un errore grammaticale, ma è solo la mia disgrafia, giuro ._.”

  20. utente anonimo

    Comunque splish slpash splosh lo fa nel miele, non nel latte…

  21. utente anonimo

    Ah perché se lo fa nel miele allora cambia tutto!!!

  22. utente anonimo

    Io se butto una cosa nel latte non fa splash, non è mica liquido.

    Archie

  23. Come vedi caro Jonlooker, in attesa di nuovi post, ed essendo un neofita di questo ottimo blog, mi sto rileggendo pian piano tutti i post a ritroso.

    Oggi sono arrivato qui, e volevo renderti partecipe di questa analisi dello spot dei Miel Pops:

    In pratica un messaggio subliminale.

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