Le Fette Della Svolta

Avete presente la sensazione di aver individuato un punto di rottura, una svolta? A me è capitato guardando questo spot. Fino ad allora, per quel che mi ricordi, la figura della “mamma” aveva sempre sotto controllo le situazioni: che si trattasse di merenda, minestra di verdure, cera per pavimenti, la regina della casa riusciva sempre a trovare un modo per, rispettivamente, nutrire con gusto, far trangugiare, far risplendere.

In questo spot della Kinder Fetta Al Latte, invece, non c’è traccia di quel sergente dal cuore gentile che educa il figlio da precettrice pluripremiata. Il figlio arriva già con una scia di spocchia, ragliando «Mamma, mamma! Ho fame!» La mamma, o per meglio dire la versione ammogliata di santa Maria Goretti, sta componendo un bouquet, attività tipica di ogni mamma che non sia intenta nel ricamo di fiori di loto su stole di seta davanti alla finestra, mentre ammira il paesaggio innevato e dice che sarebbe bello avere una figlia con la pelle bianca come la neve, le gote rosse come il sangue e i capelli neri come l’ebano (<j>state pronti a tutto, anche alle recensioni di favole</j>). Codesta pura madre, dicevo, ribatte timida: «ma non è ora di merenda..!» come a scusarsi del fatto che l’orologio biologico del figlio non corra preciso secondo le aspettative. Inaspettatamente, il bambino riesce a disarmare un argomento così granitico: «ma io ho fame!» perifrasi interessante dell’ormai abusato «e chissenefrega!», corredato da spallucce che in altri tempi significavano il lancio sicuro nella fossa dei leoni, ma che per Mamma Goretti sono l’irresistibile zuccheroso quid che serviva per precipitarsi verso il frigo e dargli una Fetta al Latte, con uno sguardo carico d’orgoglioso amore.

La voce narrante soccorre la compromessa credibilità genitoriale, cercando di convincerci che la signora cede in nome della nutrizione, della pastorizzazione del latte, del miele di montagna, della piramide degli alimenti, dello sviluppo psicofisico della progenie (lo stesso per cui siamo stati tutti cresciuti a Nutella, perciò ringrazio e porto a casa!). Non da ultimo, la garanzia migliore: «si conserva in frigo, come lo yogurt».
O come il lardo di Colonnata, ma non vado dicendo che con quello e un po’ di pan di Spagna un bambino crescerà sano.
Anche se.. vuoi mettere il nutrimento e il gusto?

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18 commenti

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18 risposte a “Le Fette Della Svolta

  1. Pandispagna e Lardodicolonnata? La mitica Fetta al lardo? Poco rosmarino, per me, grazie! 🙂

    Ma per una saltatrice, non dovrebbe essere più semplice educare al… salto del pasto?

  2. Ho sempre odiato il Kinder Fetta al latte. Era nauseabondo. E come tutte le cose della Kinder, col piffero che ti sfamava XD

    Lardo anche per me grazie.

  3. Heresiae, finalmente qualcuno che la pensa come me.. piace a tutti la fetta al latte! Per me è una delle cose più stucchevoli e irritanti nel mondo commestibile.. 🙂

  4. Non le davo mica tutti quegli anni, alla Fetta al Latte…

    Però posso adorare le pubblicità Ferrero tutte, e da sempre, che a un certo punto fanno apparire delle riprese macro degli ingredienti che si abbracciano e creano la prelibatezza in questione? Posso? 🙂

  5. Buongiorno Miss V!
    Direi di sì 🙂
    La parte migliore è sempre quella degli ingredienti che si coniugano..specialmente gli tsunami di latte/cacao che surfano sul pan di Spagna.

  6. utente anonimo

    Mitica….
    Senti, che cosa ne pensi degli spot di telefonia dei trogloditi…?
    Io: AAAAAAAAAAARGH!

    Manu

  7. utente anonimo

    mi sa che il mio primo commento è andato a farsi benedire..
    Ti chiedevo cosa ne pensi degli spot TIM dei trogloditi…
    A me fa venire l’orticaria..
    Manu

  8. Hai notato che in questo spot i ripiani del frigorifero sono sempre ben ordinati, con 2 o 3 bottiglie di latte (rigorosamente senza nome) sempre in bella vista, e vasetti di yogurt naturalmente bianco…
    Che romanticismo…
    Oddio, il lardo di colonnata… E la nutella… quali sublimi ricordi!!!
    Jon, sei davvero un mito!!!

  9. Ciao!

    Ti scrivo oggi per la prima volta ma ti seguo fin dai primi tempi… non proprio dall’inizio ma ho provveduto godendomi ogni parola dal tuo primo post ad oggi =)

    Che dire, complimenti!! scrivi veramente bene e fai riflettere su un sacco di cose (e soprattutto mi fai morire dal ridere in tante, troppe occasioni)

    E’ un problema se pubblico un link al tuo blog sulla mia pagina di FaceBook? il mondo deve conoscerti =) è d’obbligo!!

    Continua cosi’!!!
    RyPIt

  10. buahbuhabuha posso dire che la tua scrittura/ironia migliora di post in post?
    Aspetto ancora un commento sul bellissimo spot di MTV Mobile 😛

  11. Il kinder fetta al latte lo adoro e in gioventù ne ho abusato.
    Ricordo la prima estate che ho passato al mare da sola ed ero costretta a procacciarmi il cibo con le mie forze: pizza a colazione/pranzo/cena (a colazione fredda di frigo) e kinder fetta al latte e pinguì.
    Mi ricordo che facevo il discorso: eh, il kinder fetta al latte pesa 30/40 grammi, l’apporto calorico è segnato per 100 grammi, quindi significa che per fare una merendina normale ce ne vogliono TRE 😀
    E ovviamente me ne mangiavo TRE. Anche più volte al giorno 😛

  12. Ah, J.lo tu apri il vaso di pandora (o il contenitore ectoplasmico se qualcuno preferisce…). Ricordo quel bambino e, come lui, tutti i bambini che nelle pubblicità fanno i capricci con arrendevoli genitori (ho usato un eufemismo: la definizione migliore sarebbe amebe senza un minimo di attenzione alla progenie). E odiavo questi bambini. Non li invidiavo (o molto raramente) e rivederne uno ora non ha cambiato i miei pensieri.
    Ora, forse sono solo io che ho vissuto un’infanzia con merenda alle 4 (h. 16.00) e nunziamà prima. E che per lo stesso motivo la merenda al mare la poteva fare solo dopo avere fatto il bagno, bagno permesso a sua volta solo dopo almeno tre ore dal pranzo (con riposino nel mezzo)…
    Ma tornando allo spot la povera Goretti non sarebbe in grado di dire no neanche se il bimbetto le chiedesse l’ottimo lardo di colonnata su una frittata coi bruscandoli su una bruschetta all’aglio-olio-peperoncino. A proposito: J, ti sei fatto un viaggetto per la storia della figlia candida? Secondo me la tizia ha in mente solo come fare a tenere in frigo le K.f.a.latte in piedi una appresso all’altra senza l’utilizzo di supporti visibili. Evidentemente le piace il domino…
    m9 (nonHAricordiDIAVERmaiASSAGGIATOlaFETTAalLATTE)
    ps: c’è un piccolo particolare che mi sconcerta e non capisco se sono io fuori posto o che. Quando ero piccolo non c’era la fetta al latte. Aspetta mò, un piccolo controllo…
    ….
    ..ah, ecco, la Kinder fetta al latte è stata prodotta dal 1991, questo spiega tutto. Fiuuuu..

  13. utente anonimo

    Detesto la fetta al latte, chissa’, se forse l’avessi conosciuta da bambina… viva il lardo di colonnata spalmato d nutella!:-)
    gio

  14. ho un problema io alle casse o lo spot ha raggiunto la massima tristezza eliminando qualsiasi rumore di sottofondo/jingle/musichetta? la voce fuori campo che parla sul vuoto sonoro assoluto, con la passione che si può riservare solamente al teorema fondamentale delle derivate, mi ricorda quei professori che alle tre del mattino fanno lezione di analisi matematica su raiuno…
    il kinder fetta al latte, effettivamente, è una delle merendine più raccapriccianti che la storia conosca, fa concorrenza alle camille o come diavolo si chiamano, quelle con dentro le carote (ma come si può pretendere che un bambino alle quattro del pomeriggio mangi della pasta gommosa ripiena di carote?).
    ho cominciato mio malgrado a mangiarle quando ormai cresciutello le merendine sono scomparse dalla dispensa e l’età ha cominciato a giocare brutti scherzi a mia madre, facendole apprezzare quell’abominio come snack. se volevo mangiare qualcosa, dovevo accontentarmi di quello che trovavo in frigo e una volta finito il crudo e le sottilette, restava solamente quella cosa raccapricciante tra due fette di gommoso pandispagna.
    oltretutto, la scarsa consistenza della fetta al latte e l’incredibile packaging, rendevano impossibile consumarlo decentemente. per strappare una confezione dall’altra, incollate con quell’orrendo nastro adesivo, si deve tirare e mollare fino a estrapolare nuove forme artistiche, che quasi inducono a tenerlo come soprammobile, piuttosto che a consumarlo come genere alimentare…

    tripponzio III

  15. utente anonimo

    La Kinder Fetta al latte aveva un gusto sublime…sembrava di addentare del polistirolo. Le ho sempre preferito i nauseabondi (dopo un paio di morsi) Délice e Pinguì.
    Io facevo merenda alle 16:30 ma mia nonna col cavolo che mi rifilava ogni volta le merendine…e meno male 🙂

  16. utente anonimo

    Naturalmente il commento #15 è il mio.
    Ah,mio zio lavorava presso uno stabilimento Ferrero…da piccina avrei tanto desiderato fare un tour e tuffarmi tra i ripieni golosi,sigh.

    Fedeverza.

  17. Tra i 4 prodotti che vennero sfornati (!) tutti insieme (Fetta al latte, Pinguì, Délice e Paradiso), ho sempre odiato il Pinguì e più di tutte il Paradiso.
    Mi sono drogato più e più volte di Fetta al latte, ho abusato dei Delice fino alla soglia del diabete acuto… ho dovuto disintossicarmi con del pane e pomodoro (la cialdella!), che adoro sopra ogni cosa!

  18. Ma.. e la versione cartacea della pubblicità in cui la Fiona& pargoletta praticamente fanno capire che merende come latte e frutta fanno schifo e la fetta al latte è ciò che si deve mangiare?

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