Spinaci

La mia famiglia è una di quelle che paga il canone.
Dico “una di quelle” perché leggo e sento, da ogni dove, orgogliose esternazioni di chi non versa un euro e continua a guardare la Rai.

Ora, questo è il solito, deprecabile malcostume italiano: chiamatela canone quanto volete, ma è una tassa e le tasse si pagano.
Il che centuplica il risentimento, anche perché togliersi dal sistema è macchinoso e a tratti ridicolo (vedi perquisizioni in cerca di apparecchi nascosti).

Detto questo, il mio personalissimo parere è che il canone RAI sia un furto. Non saprei nemmeno da dove partire per articolare un discorso a sostegno delle mie ragioni, che spaziano dal milione di euro a puntata che costa quell’abominio di Don Matteo ai palinsesti completamente imbecilli, che trasmettono su RAI2 vecchissime puntate di telefilm, dicendoci che siccome sono le prime sono speciali, come si dice ai bambini che gli spinaci li fanno diventare invincibili e -Garimberti e Braccio di Ferro, tenetevi forte- nessuna delle due affermazioni è vera.

Mediaset è pure peggio, chiariamolo subito, ma ha il terribile alibi di essere gratuita. Si spegne e via.

La Rai, al contrario, ha il fardello di un film guardato al cinema: ci si aspetta che valga il prezzo del biglietto, ci si aspetta di guardare un’olimpiade senza dover fare i puzzle con i canali per poi essere sbattuti sul digitale e sul satellite, ci si aspetta quell’impegno in più che viene invocato disperatamente col nome di servizio pubblico.

Per questo, la RAI appare a volte come un piatto di spinaci cotti, quelli che si devono mangiare anche se non piacciono, perché fanno diventare forti anche se non è vero, quelli che vanno trangugiati a cucchiaiate perché si deve.

Ora, immaginatevi bambini, a tavola, con questo nauseabondo piatto davanti. Pensate che non potrebbe andare peggio, ma vi sbagliate. Almeno gli spinaci stanno zitti.

La RAI, invece, parla.
Di più, si autocompiace.
I telegiornali, dopo averci presentato grafici e diagrammi in cui risalta la nostra consueta miseria, chiudono aggiornandoci sulle more che ci aspettano al varco se siamo in ritardo con il pagamento, giusto in tempo per quel gioco con i pacchi  coi soldi dentro, su cui stendo una trapunta pietosa.

L’autocompiacimento trova il suo culmine negli spot sul canone. Non ho trovato quello di Milly Carlucci e credo sia un bene per la salute della Nazione, ma ho quello con Simona Ventura che finge di entrare a sorpresa nell’abitazione di un abbonato sorteggiato.
In pratica è il Superenalotto del Marchese De Sade.

Dal canto mio, se dallo spioncino che distorce i volti vedessi il rostro molato e rettile di Simona Ventura, chiamerei i Carabinieri.

Nello spot, invece, la fanno accomodare in un appartamento che arancione è dire poco, mentre la padrona di casa afferma di essere, cito testuale, «un po’ sconcertata» E te credo.
Simona non capisce, la prende a complimento, ehmbè certo, pure io sarei sconcertata, la regina della tv in casa mia, anzi menomale che vi siete vestiti a festa e vi siete messi il cerone, giusto oggi.

Il dialogo prosegue con campanilismo da sagra del patataio, «qui c’è il naviglio Martesana» e l’altra «milanesi fino alla fine!». Sul serio, che roba è, una parata antinapoleonica?

Ma arriviamo alle domande scottanti:

«Allora, siete contenti della nostra azienda?»
«Certo!» (dalla Martesana non si beve, signora)
Ma alla Ventura non importa un fico secco di sentire la sua opinione, c’ha altre trenta case da visitare, così le parla di sopra col monologo difficoltoso di chi sa di dover dire scempiaggini:

«Siete contenti dei nostri programmi, delle varie offerte, insomma trenta centesimi al giorno non è veramente nulla per tutti.. insomma, quelle.. la nostra offerta.. E quindi, insomma

La signora si sforza in convinzione «assolutamente, assolutamente!».
Il marito ciondola.
I figli si mortificano all’ennesima potenza, immaginando le vessazioni dei compagni quando torneranno a scuola. Quando la Ventura li guarda per dire che trenta centesimi al giorno sono pochissimi per le storie della buonanotte di Bigazzi lo sterminatore di micetti, vorrebbero sprofondare, lui si fa venire un tic alla gamba e lei annuisce gravemente una volta sola, non sa se correre a piangere in camera o lanciare una calamita da frigo sui denti alla tiratissima intrusa.

Per stemperare l’imbarazzo, la signora offre cordialmente un the, mossa assai astuta: se beve, almeno smetterà di sproloquiare. Purtroppo ciò non accade, Simona ha accettato per pura cortesia; d’altra parte, le tazze sono vuote.

«E la signora cosa guarda?»
«Ogni tanto sbircio…. (taglio di montaggio sfacciatissimo, probabilmente avrà detto: "mi piace tanto la Clerici") la Simona la domenica..»

Ovviamente è una balla stratosferica, la sventurata guarda basso, stropiccia il tovagliolino; poi chiarisce che non è per il programma in sé, bensì per la presenza di un figaccione, così dice, che la Ventura identifica subito senza sforzo con tale Massimo Caputi, (l’ho cercato su Google immagini, persino: vabbé, signora, son gusti, ma si scarichi un’immaginetta piuttosto che guardarsi tutto il programma).

Prezzo da pagare per tutto il carrozzone a caratteri colorati e allegri, poi l’ultima sequenza in cui la Ventura fa un’osservazione tipo vecchia zia: «la mamma è forte eh?!» alla quale il figlio annuisce con un sorriso di sdegno. Devono volersi bene.

Se volevano invitare le persone a sganciare, mi sa che è stato controproducente.

Ancor più adesso, tempo di sovrattasse, in cui apprendo[1] la tragica novità circa un intero varietà su/con Gigi D’Alessio[2]: mi rendo conto che nessuna di queste parole stia bene con l’altra, ma tant’é.

Lo spot è schifoso, la solita raffigurazione di stereotipi noiosissimi e inutili, il consueto vociare che ci vuole popolo rumoroso, ignorante e volgare.

Perfino la gente che sta lavorando, con le mani sporche di grasso di motore e liquami fognari, si mette al telefono per apprendere il grande annuncio; le donne smettono di cucinare o fare shopping e le ragazze trascurano i compiti a casa; il signore al mercato del pesce tiene il cordless con tutte le sue forze tra capo e collo, per lanciare il suo messaggio con trascinante sincerità:

«No, ‘a RAI è troppo forte, nun c’è gnente da fa’

Ah, sì, la RAI è proprio fortissima, chissà quanti spinaci deve aver mangiato.

Solo che noi sappiamo che gli spinaci non hanno tutto quel ferro: si trattò di un errore di trascrizione in una tabella di ricerca.

E, allo stesso modo, sappiamo che, «se per un abbonato la RAI è di casa», traslocheremo alla prima occasione.

[1] Mina, credo di adorarti.

[2] I commenti sotto al video sono meravigliosi: sfoggio di vocali a perdita d’occhio e manifestazioni di adorazione mistica.

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19 commenti

Archiviato in Senza categoria

19 risposte a “Spinaci

  1. Ke figata. "nn vd l’oraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aa!!" (questo è testuale eh)

  2. utente anonimo

     Eh beh, gigi d’alessio fa parte della quota AN no?

  3. Sì è bellissimo, c’è una sudditanza incantevole

  4. utente anonimo

    Stendo una trapunta pietosa.. uahuahuahuah

    L’incantevole Giggi!! Paripampum sparisciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    Ciaooooooooo joooooonnnnnnnnnnnnnnn

    Saluti a tutti.
    Fyaa

  5. utente anonimo

    Leggo sempre e –credo– di non aver mai ceduto alla tentazione di commentare, principalmente perchè le tue osservazioni sono sempre così precise e divertenti che non necessitano di commenti da parte mia.

    Ma su questo post non riesco a non commentare: provenendo da una famiglia che -ahimé- il canone lo paga e lo ha sempre pagato, pur non  vedendo mai la rai (so che non è meglio, ma purtroppo è vero in casa mia guardano mediaset) perchè "la-rai-ha-meno-sovvenzioni-pubblicitarie-e-quindi-è-giusto-pagare", la domanda che sorge spontanea è: visto che nessuno desidera pagare il canone (o le tasse in generale) e visto che la pubblicità, un minimo, c’è comunque, non è meglio cambiare la legge e renderla più commerciale e meno statale? Tanto la qualità dei programmi è comunque sul filo di quelli della tv commerciale…

    Forse era meglio se non commentavo nemmeno oggi, eh?

  6. utente anonimo

    Questa è la mia espressione dopo aver appreso dell’esistenza di un programma con Gigi D’Alessio…
    Detto ciò, sei un grande come sempre!

    Saretta

  7. Per quanto mi riguarda, ho inviato una raccomandata per chiedere il sigillamento del televisore, e ciao-ciao non solo al canone, ma anche al dovere civico di pagarlo.
    PS: sono tornata 😉
    Antaress

  8. #5, la situazione giuridica in merito è intricatissima e malfatta, sono tanto d’accordo con te.
    Negli USA la tv pubblica è scarsissima e non la guarda nessuno, se vuoi la qualità la paghi. Non è giustissimo in sè, me ne rendo conto, ma se si cerca la qualità capita di trovarla.
    Da noi oggi no, temo, a meno che, come già ho detto altrove, non si opti per Sky.

    Il delurking ti si addice, ad ogni modo!

  9. utente anonimo

    CIAO JON!!!!!

    Evito i commenti sulla realistica e vergognosa situazione della televisione di Stato ( e gia’ sembra una battuta ) , ma a questo giro devo dire che mi  hai SPEZZATO  dalle risate!!!!

    GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!!  GRANDE!! 

    un salutone!!!

    Ivan

  10. Perché non dirimere la questione in stile ancien régime? intendo dire, presentandosi con torce e forconi a Viale Mazzini. Sennò, tar and feathers è un altro classico intramontabile.

  11. La cosa importante da ricordare è che, per fortuna, NON sei obbligato a guardare la rai SOLO perchè hai pagato il canone… ; )

    (Aspetta un momento… cos’è quella distropia su Gigi D’Alessio? O_O)

  12. Jonlooker, stavolta ti bacio!!!!!
    Noi paghiamo due canoni, praticamente: uno – l’abbonamento Sky – per nostra volontà, l’altro perchè è una tassa, anche se non abbiamo nessuna ricezione dall’antenna. Ergo, vediamo parzialmente i programmi RAI solo ed unicamente dal satellite Parzialmente perchè non tutto viene ritrasmesso sul satellite. Vedi le Olimpiadi, per esempio, oppure i prossimi mondiali di calcio.
    E non mi si parli del digitale terrestre: per vederlo dovrei acquistare un altro decoder satellitare – prezzo medio 150 Euro! – perchè ovviamente il decoder sky non è compatibile, in barba a tutte le leggi europee.
    Quindi noi spendiamo 107 euro l’anno solo ed unicamente per vedere il tg3, il tg regione una settimana ogni quattro (per misteriosi motivi, il tg Lombardia viene trasmesso una volta al mese), e poche altre bazzecole.
    Purtroppo non sono brava come te ad esprimere sul blog l’irritazione che mi sucita(va)no gli spot promozionali RAI, con i Pippi e le Si-Mone.
    Unico sussulto dialettico, quando lo spottone si conclude con la frase "Trenta centesimi al giorno" , ho sempre chiosato con "Buttati nel cesso".
    E mi si perdoni il francesismo.
    Scusa il pistolotto, ma non ne potevo più.

  13. il mio cane distingue le reti mediaset da quelle rai

    misterioso, ma e’ la pura verità

    non mi spiegavo il motivo

    poi ho ripensato al fatto che i cani hanno un olfatto molto sviluppato

    ah ecco

  14. Come al solito, tanto di cappello al post!
    Anche io purtroppo sono di quelli che pagano questa tassa (che è una vera rapina), pur non guardando la RAI.
    L'ho sempre detto, e lo confermo anche – lapidatemi se lo ritenete opportuno – colui che abolirà per sempre il canone RAI e il bollo auto, avrà il mio voto per sempre, non mi interessa a quale schieramento appartenga. Ma so bene che ciò non accadrà mai.
    E mi sono sempre chiesta: che bisogno hanno di pretendere i nostri soldi, quando la pubblicità è la stessa, se non di più, di quella che passa in Mediaset? Ah già .. per i cachet milionari per JLO invitata al festival … anzi no, per regalare premi alla fintissima trasmissione sui pacchi. Oppure per altro?
    Nulla da aggiungere sulla pietosa Ventura e la sua falsa visita a casa dell'abbonato. Ma ne ho vista anche una con Facchinetti? O è stata un'allucinazione?

  15. utente anonimo

    In effetti, come dice Antaress, non e' poi cosi' complicato non pagare il canone in modo legale. Anch'io sapevo di possibili verifiche, piombature, ecc ecc. Le leggende a riguardo si sprecano.
    La mia esperienza diretta e' che di fatto non succede nulla; nessun controllo, nessun ispettore, nessun piombo. Semplicemente continuano per un po' a mandarti il bollettino ma poi, se fai loro notare che hai disdetto, si rassegnano e ti lasciano in pace.

  16. utente anonimo

    Ma mega LOL! Ho tardato a rispondere perchè davvero sono sempre di corsa e non riesco mai a commentare degnamente… neanche ora lo farò, ma non potevo rimandare ulteriormente. Innanzitutto, il sentimento è reciproco 😀 e poi (te la sei proprio cercata) devi assolutamente vedere questo: http://www.youtube.com/watch?v=AkoA-SMumoM , spero non sia una parodia perchè non ho l'audio,ma credo che in ogni caso non si noterebbe la differenza. Così impari a lamentarti che le pubblicità della kinder migliorino!
    A presto!

    Mina 🙂

    PS: poi con calma qualcuno mi ricorda come si fa a linkare i video decentemente per favore?!!

  17. utente anonimo

    Ma se uno/una sconosciuto/a entrasse non invitato/a in casa vostra per rubarvi uno snack… non gli/le spacchereste una sedia sulla schienuzza??
    E invece Andrew Howe se la ride. MA CHE TE RIDI???

    Ciao a tutti
    Fyaa

  18. Sottoscrivo l'assurdità del canone rai, ma passo anche per consigliarti uno spot da recensire

    Le chewingum mentos, l'apoteosi del trash. Non puoi lasciartelo sfuggire 😉
    Gaya

  19. "In pratica è il Superenalotto del Marchese De Sade."
    Ho pianto dal ridere.

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