Abitudini

Ci sono alcune cose, alcune abitudini, più che altro, che sono radicate nei nostri gesti a tal punto da accumunarsi al respiro o al risveglio; sciocchezze, per lo più, che diventano tremendamente importanti quando le si distingue all’improvviso dall’amalgama varia di una giornata inseguita da un’altra.

Le mie abitudini preferite sono quelle che si sono instaurate grazie ad April.

Quando si vuole aprire una scatoletta di tonno, c’è la sicurezza matematica e confortevole del suo arrivo adorabile e lagnoso, della coda dritta e lo sguardo “credimi, se non mi dai quel tonno adesso, io morirò di crepacuore”.
E’ una cosa bella, credetemi, anche quando si ha tanta fame e le si dà proprio una briciola di quel tonno, perché lei è tanto contenta lo stesso.

Quando mi siedo a tavola, non mi appoggio mai allo schienale della sedia, perché è praticamente certo che April sia già saltata dietro di me, silenziosa e con un brillante piano in testa, aspettando il momento giusto per dimostrare affetto o mangiare direttamente dal mio piatto, tralasciando il fatto che ciò sia proibito dalla notte dei tempi. Non so come, davvero, ma alla fine ce la fa.
Ma anche questa è una bella abitudine, perché quando si siede su una sedia con le zampe anteriori sul tavolo, credendosi un commensale, noi ridiamo ogni volta, prima di riprenderla e non è sempre facile, ridere insieme sinceramente ogni sera.

April non è proprio un capitano coraggioso, sapete.
Abbiamo un piccolo tavolo rotondo, all’ingresso: quello è il suo rifugio contro nemici terribili come l’aspirapolvere o la siringa per l’antibiotico.
Lì è dove la troverete senza difficoltà, perché è anche pessima a nascondersi, per cui dimentica fuori dal riparo del tavolo un pezzo di coda – o metà del corpo, il più delle volte.
Sul serio, è una bella abitudine anche questa, perché il telo che fruscia e si muove "misteriosamente" è segno della sua presenza.

Si dice che la speranza sia l’ultima a morire.

Io non sono d'accordo.

Il 22 agosto, quando April se n’è andata, maledicendo a zampe tese me e la veterinaria che le faceva la peggiore delle iniezioni, paralizzata ma con l’occhio torvo e una punta di coda ribelle, la speranza s’è andata con lei, in un lampo.

Così ho capito che, quando anche la speranza sparisce definitivamente, rimangono le abitudini.

Ora, io comincio ad aprire scatolette di tonno senza aspettarmi nessuno e qualche volta mi appoggio allo schienale della sedia, se mi ricordo delle circostanze.

Anche le abitudini moriranno, lentamente sfumando in altre quotidianità.
Ma ho deciso di tenerne in vita una, finché mi riesce.

Non solleverò più il telo del tavolo all’ingresso.
E, quando il vento muove i drappi, la mia abitudine mi riporta April così com’è,


scontrosa,
vigliacca
e imprescindibile.

cuor di leone

Dedicato ad Hannah, Houston e Doc. Loro sanno perché.

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61 commenti

Archiviato in Senza categoria

61 risposte a “Abitudini

  1. utente anonimo

    Un'altra cosa che non scivolerà nella quotidianità è il ricordo…Tienitelo stretto e vivoUn bacioValentina DSC

  2. Con la memoria mi hai fatto ripercorrere punto per punto quello che ho provato e pensato quando se n'è andata la mia. Fa male ma ti ringrazio, sia di aver condiviso il tuo dolore che di avermi ricordato il mio.Le abitudini hanno un gioco strano nella memoria, si perdono col tempo (alcune prima di altre) ma a volte ritornano, come un'eco. Cogliendo un movimento con la coda dell'occhio a volte mi sembra di scorgerla, e allora ho un sussulto. Non perché abbia le allucinazioni, ma perché i suoi movimenti rapidi e furtivi è come se avessero lasciato un'imprionta sulla retina, per sempre. Lo stesso mi capita se vedo qualcosa a terra (in più, non è che le mie diottrie facciano dei gran mazzetti) e il primo pensiero – anche se è assurdo – è controllare se non sia un "regalino" o una palla di pelo, seguita in un nanosecondo dalla consapevolezza che lei non c'è più.Però sono contento di star male per lei, che il ricordo sia dolce e amaro, perché vuol dire che non l'ho dimenticata, e credo che per te – e per tutti – sia lo stesso.

  3. Sì…anche io conosco questa perdita….che oltretutto è spesso ridicolizzata da chi non sa..da chi non conosce che cosa può essere il rapporto uomo-gatto ( ma anche cane..).Sono ricordi dolce-amari….che però col tempo si stemperano e diventano solo dolci.Un flash: la mia gatta che mi tende agguati mentre rifaccio  il letto,…( i balzi che riusciva a fare non hanno mai finito di sorprendermi )E se ero sovrapensiero riusciva a farmi sobbalzare di brutto,dopodichè se ne fuggiva via soddisfattissima……Un abbraccio

  4. Ho una cagnolina di diciannove anni (19, sì); so che presto se ne andrà perché lo vedo: è stanca, in una maniera che non saprei descrivere.Ho vissuto con lei momenti splendidi, giorni orrendi e so che la dovrò lasciar andare, fra un po'…Cosa posso scrivere?Ti capisco?In parte, ho pensato che quando lei se ne andrà guarderò lo spazio dove c'è la sua cuccia, lo vedrò vuoto; che cercherò le sue ciotole e non le troverò e solo a scriverlo sento una fitta al cuore.Le altre frasi che avevo scritte mi parevano banali…Ricorda la tua April. Tutto qui.

  5. bellissimo. purtroppo so bene di cosa parli

  6. Non mi vergogno a dire che mi sono commossa un po'.

  7. Frida_87 ha saputo precedermi nello scrivere l'essenziale che di certo io avrei reso invece luogo comune.Sono vegana. Ho due gatti (brutto dire "ho", sono loro ad avere me).Capisco.

  8. utente anonimo

    non posso capire il dolore di questa perdita, perchè non ne ho mai affrontata una, ma per come posso, ti sono vicina nel tuo lutto.I ricordi e i momenti passati insieme alla tua gatta non potrà portarteli via nessuno, e in un certo senso lei sarà con te per sempre.Un abbraccio, Ginevra

  9. utente anonimo

    Mi dispiace tanto per la tua perdita.So che può essere stato difficile rimanere fino all'ultimo durante quella spietata iniezione (alcuni non ci riescono), ma con il tempo il sapere di non averla mai abbandonata neanche in un frangente tanto doloroso (ma suppongo necessario o comunque inevitabile) potrà rivelarsi un piccolissimo barlume di conforto.Scusa se mi ripeto, ma mi dispiace davvero tanto.Nathan

  10. utente anonimo

    Avevo una compagna anche io, si chiamava sciusi, che ricorda molto il shushi, perchè amava molto il pesce fresco. Le abitudini passano, ma ti assicuro che ogni volta che passo davanti ad un ristorante giapponese abbasso gli occhi nella speranza che, se qualcosa al di là c'e, lei ne faccia parte. Le lacrime passano e il vuoto verrà riempito da un altro compagno (il mio si chiama J.D.) che però non è lei. Ma ne accorgo quando mi aspetto che lei faccia qualcosa che non è nel suo carattere. Me ne accorgo quando mi ritrovo a pensarla. E' inutile dirti di tenerti stretti i tuoi ricordi, ti rincorreranno sempre loro. Era la mia prima vera gatta, quella che mi ha insegnato…ad amare. Ora non posso piu continuare, fa male, perchè mi sento terribilmente in colpa.April non poteva essere piu fortunata e anche tu. Se le hai voluto bene per davvero è parte di te e tu vivi e anche lei….Ti son vicinaChiara

  11. utente anonimo

    Ho perso la mia Tonina qualche giorno fa. Ancora non ho spolverato il posto dove dormiva abitualmente perchè buttando via quei ciuffi di pelo mi sembra di farle uno spregio. A volte mi sembra di vederla entrare nel soggiorno con la sua aria perennemente smaronata e per una frazione di secondo penso che ci siamo sbagliati e che quella sul ciglio della strada non era lei ma una micia simile. Finchè sono con noi non ce ne accorgiamo ma è quando vengono a mancare che ci rendiamo conto di quanto profondamente siano riusciti ad entrare nel nostro quotidiano. Ti abbraccio e aggiungo che ero venuta sul blog per farmi due risate e invece mi ritrovo col cuscino bagnato…sgrunt!Supermegatitta

  12. utente anonimo

    lacrime a profusione. bellissimo post.lorenza

  13. utente anonimo

    Un forte abbraccio.Emanuela

  14. Avevo 14 anni quando il Beppe è nato. L'ho visto venire alla luce con i miei occhi, quella siamese con la coda uncinata che si era presentata alla nostra porta due mesi prima aveva avuto pure la sfacciataggine di essere incinta e partorire nel nostro salotto :). Ma lui era un tigrato grigio, gatto modello base proprio, con la coda liscia e sottile che sembrava quella di un topo. Maschio per modo di dire, oltre alle operazioni di routine ne aveva dovuta subire un'altra a causa di problemi di calcoli che non gli andavano via, e gli avevano tolto tutto, insomma si poteva dire che il mio gatto era letteralmente passato da Casablanca…Chiacchierava, chiacchierava un sacco, tutto sua madre. E come April, si nascondeva a metà, lasciava sempre almeno la coda fuori. Ma non era il gatto di famiglia, lui aveva scelto me. Cosi come Lulù aveva adottato mio fratello (andava a letto con lui la sera, quando era piccolo, e finchè non si addormentava non veniva via. La baby sitter migliore del mondo, quando i miei la vedevano arrivare in sala e accomodarsi sul divano sapevano che mio fratello dormiva tranquillo). Era un gatto che aveva studiato sai, ha fatto tutto il liceo scientifico, e poi si è anche laureato. Non ricordo un giorno che fosse uno senza di lui sulla mia scrivania o sulle gambe.Li abbiamo visti invecchiare entrambi, felici e ronfanti. Ho riso come una matta il giorno che ho scoperto che era diventato sordo – un nonnino che miagola e brontola he he he…Aveva 20 anni quando ha deciso che aveva vissuto abbastanza. Una vita per lui, ma anche per me, mi ha praticamente cresciuta.Tutto questo pippone per dirti solo che ti abbraccio forte. Anche se non ti conosco, ho la presunzione di sapere cosa significa quello che stai passando.Vuoi sapere la maledizione più grande? Nel corso degli anni sono diventata allergica ai gatti (e pensare che volevo fare la veterinaria…) e non posso più averne. La cosa che mi dispiace di più è non poter dare una casa a qualche micio che ne ha bisogno.Un bacio grande.

  15. utente anonimo

    Leggo da poco il tuo blog, ma mi sento di dirti che ti sono vicina.Te lo scrivo mentre le lacrime mi rigano il viso… Un bacio alla piccola April, che avevo iniziato a conoscere un po' dalle tue pagine.Mi dispiace tanto, davvero.BlackQueen

  16. utente anonimo

     Been there, done that, so che fa male.Ti capisco, e ti sono vicino.Luca BG

  17. i ricordi non passeranno mai! magari sbiadiranno un po', come le piccole cicatrici bianche che lasciano sulla pelle le loro unghiette micidiali, ma resteranno comunque indelebili..

  18. utente anonimo

    Ti ho sempre letto, mi hai sempre fatto sorridere; non ho mai commentato, e mi sento di farlo ora, perchè ti capisco perfettamente …. i nostri fratellini pelosi ci cambiano la vita, le abitudini, ci fanno capire la fedeltà e l'amore disinteressato, e, in fondo in fondo, provano a renderci persone migliori …. sono i nostri migliori amici, gli unici che ci accettano davvero per come siamo, ricchi o poveri, brutti o belli, scaltri o ingenui… Caro Jon, questo momento amaro passerà, e allora riaffioreranno i ricordi, quelli che ci attraversano la mente lasciandoci il sorriso sulle labbra, ricordi quotidiani di una vita insieme …Ti mando un abbraccioCincy

  19. utente anonimo

    In amorevole ricordo di Nipe, Chime, Flippo e Ross, insieme a Dos ti invio un abbraccio.Bruna

  20. mi dispiace tantissimo. ti abbraccio forte,H.

  21. I ricordi e le abitudini 8che sono ricordi gestuali) sopravvivono sempre. A meno che tu non abbia un'amnesia. in quel caso no. Ma per fortuna questo tipo di perdita, tu, non l'hai dovuta subire. Quindi tienili stretti.

  22. utente anonimo

    un abbraccio forte.il tuo primo post su April mi era entrato nel cuore, sapevo di cosa parlavi allora come lo so adesso. Gesti automatici che improvvisamente non hanno più senso perchè non c'è più nessuno a cui rivolgerli, gesti che fanno riemergere il dolore, gesti che non fermi in tempo e ti rimproveri ("che fai?"), gesti che accompagni consapevolmente nella loro ripetizione automatica cercando ostinatamente di riportare le cose come erano, gesti che dimentichi fino a che non ti sorprendono nuovamente all'improvviso, proustaniamente.Hai dimostrato grande amore e gratitutide alla tua gatta rimanendo con lei fino all'ultimo, io non ci sono riuscita, anzi, temo che per egoismo ho preteso dai miei gatti una resistenza alla vita che andava oltre le loro forze.Sicuramente presto riuscirai a ricordarti di lei sorridendo, magari scherzandoci su rievocando qualche sua "malefatta" ma per liberarsi completamente dalla tristezza ci vuole tempo, soprattutto per quanto riguardi certi gatti che ti segnano in modo speciale. Talvolta possono anche ritornare nei sogni ma purtroppo, almeno per me, sono stati  piuttosto degli incubi; rivedevo il mio gatto ma percepivo sempre qualcosa di sbagliato in lui, era come se la sofferenza provata rendesse impossibile qualsiasi illusione o forse si trattava di una punizione del mio subconscio perchè non avevo "superato" il fatto che il mio gatto sempre presente da quando ho memoria, dai primi ricordi del mio passato (il che equivale a dire da quando esisto) non era più accanto a me.arrangiarsi (per usare le parole del tuo primo post su April) è sempre difficile.ciana86

  23. Ad ogni gatto che ho seppellito, ho tagliato un baffo.
    In una scatoletta di latta, ho adesso cinque baffi: ne manca uno, proprio quello dell’essere che ho più amato e che non ho potuto seppellire.
    Ogni tanto, in una scatola da scarpe, trovo un batuffolo del suo pelo di seta; un batuffolo nero, o color caffè, perché oltre che avere il vizio di dormire nelle scatole di cartone, gli piaceva prendere il sole sotto la mia sdraio e gli si scoloriva il pelo.
    Adesso ho sei angeli che mi aspettano,
    tu hai il tuo.
    Un bacio

  24. ciao April,salutami il mio Pegorotto quando sarai nel paradiso dei gatti.. lo riconoscerai dal sonnecchiare al caldo con zampa pendula…anche quello mi manca di lui…e.

  25. utente anonimo

    Qualsiasi cosa scrivessi sembrerebbe banale e già sentita.Solo chi ha condiviso parte della vita con un pelosetto sa cosa vuol dire.Da parte di un fiero (di esserla) animale da compagnia quale sono io per il mio gattone rosso, un abbraccioTi sono nel cuore.E.

  26. utente anonimo

    Un applauso sottovoce alla tua April…Aladel

  27. utente anonimo

    Speravo si trattasse semplicemente di un nuovo post su April… e per me che in casa ho due micie è sempre un piacere leggere cosa combinano i gatti degli altri e rendersi conto che ognuno di loro è speciale a modo suo.La parte finale del post ha fatto venire il magone anche a me, e anche se so che non è nulla di nuovo rispetto a quello che hanno scritto gli altri ma (pur non avendo mai vissuto questi momenti, perchè i due gatti che ho perso negli anni passati sono "spariti" e basta, purtroppo), capisco benissimo.Un abbraccio virtuale, e ricorda che finchè i ricordi che April ti ha lasciato continueranno a farti sorridere, lei non se ne sarà mai veramente "andata via davvero"!Fran78

  28. utente anonimo

    Post commovente, pieno di amore e verità. Sei una bella persona, il tuo gatto avrà vissuto una vita meravigliosa vicino a te.

  29. Sotto quel tavolino ci si nasconderà il tuo cuore, quando vorrà essere consolato esattamente come hai fatto con la tua gatta.Conserva quel luogo dell'anima GELOSAMENTE, ti farà bene. E nel frattempo, con commozione ti stringo forte.

  30. utente anonimo

    Non so cosa dire; solo, ti abbraccio forte.*P.*

  31. Mi dispiace davvero tanto ç__çel

  32. utente anonimo

    Buon viaggio AprilNanù

  33. La mia Giuseppina era una gatta bianca che amava sporcare il suo pelo ficcandosi nei luoghi più reconditi ed impensabili.Quando voleva andare in giardino o rientrare in casa si piazzava davanti alla porta e miagolava forte. Un membro della famiglia si precipitava di corsa ad aprirle: senza molti sforzi ci aveva addestrato per bene, come cani di Pavlov.A volte, nel cuore della notte, saliva leggera sul mio letto, miagolandomi a 110 decibel nell'orecchio che voleva le coccole, oppure chiedendosi perchè fossero tutti a dormire, quando lei era sveglia come un grillo e con tanta voglia di divertirsi.Giuseppina se ne andò otto anni fa, ma quando leggo post come il tuo o altri che raccontano della perdita di un amico a quattro zampe, tutt'ora piango.Non vergognarti mai di piangere: significa semplicemente che April è ancora nel tuo cuore.

  34. utente anonimo

    Quando suonava il campanello Batuffolo correva alla porta e si metteva ad abbaiare perché qualcuno andasse ad aprirla… mio papà diceva che era il nostro maggiordomo. L'avrebbe aperta lui la porta, peccato che era troppo piccolo e non ci arrivava alla maniglia .Anche Batu se ne è andato il giorno 22, però di settembre. Sono già passati tre anni ormai, però quando suona il campanello mi sembra ancora di sentiirlo abbaiare…Mi spiace tanto per AprilUn abbraccioSaretta

  35. utente anonimo

    mi dispiace così tanto… un abbraccio virtuale ma forte….Lorenza

  36. utente anonimo

    ti capisco, anche io ho perso la mia micia da poco in un incidente, è esattamente come dici tu.ti sono vicina.halys (lurker)

  37. utente anonimo

    Un abbraccioFyaa

  38. Grazie di cuore a tutti, per aver condiviso le vostre esperienze, a volte ancor più dolorose perché recentissime, o per aver scritto anche solo un pensiero.Non sono una persona che piange o elabora in altro modo, mi rendo conto che non è proprio sano ma purtroppo sono fatto così.Però vi assicuro che leggere i vostri commenti mi ha fatto stare infinitamente meglio.Grazie ancora, dunque, perché mi aiutate davvero ad arrangiarmi.

  39. utente anonimo

    ciao april.dove sei ora, di sicuro starai mangiando tonno assieme alla mia yazza tutta nera.un abbraccio jonlooker.troppy

  40. utente anonimo

    Ti sono vicino.L'ingegnere.

  41. utente anonimo

    Scrivi bene da far male al cuore.Ti capisco e ti sono vicina.Alessia

  42. utente anonimo

    "All'amore, che rende la vita sopportabile"Big Bob

  43. utente anonimo

    Da quando sono nata ho sempre avuto un sacco di gatti, perchè in campagna servono per tenere lontani i topi e perchè quando trovavo un micino abbandonato lo portavo sempre a casa nostra. Ho sempre "assistito" le mamme al momento del parto, a volte ho allattato i cuccioli con mini biberon improvvisati con guanti di lattice e una volta ho anche fatto da ostetrica, tirando fuori i micini perchè la gattina Ricò, giovanissima ed esausta, non ce la faceva proprio da sola. Uno dei miei gattoni, Ugo, era finito in un torrente e l'ho salvato per un pelo prima che la corrente lo portasse via. Insomma, tutto questo per dirti che, anche se non li ho mai tenuti in casa e non ho sviluppato le abitudini "casalinghe" di cui parli, li ho sempre amati molto anch'io e quando morivano la tristezza mi pervadeva per lungo tempo.  Però, la perdita più straziante, è stata quella di Cleo, finita sotto la falciatrice del vicino che le ha tagliato 3 delle 4 zampette. Si è trascinata non so come fino al nostro orto, in un momento in cui non c'era nessuno in casa. Quando siamo rientrati per lei non c'era più niente da fare, si era dissanguata tutta. Una morte orribile e pure solitaria. Era la gatta a cui volevo più bene in assoluto, era intelligentissima e affettuosissima, non aveva niente da invidiare a un cane. Sono passati 10 anni e ogni volta che penso a lei piango.

  44. utente anonimo

    Per quanto possa servirti, ti abbraccio forte.Post veramente toccante, hai davvero cuore e cervello come pochi.jessica

  45. utente anonimo

    …quella emozione  io la conosco…e il suo ricordo mi cattura e m'incatena…è invisibile ma io lo sento…grazie.susy

  46. La capostipite è stata Licia, avevo 6 anni e il nome veniva dritto dalle figurine di Richard Scarry, oltre metà della mia vita passata insieme. Poi è venuto Tigro, gattone tigrato troppo sciocco per capire che i davanzali sono pericolosi. E Drizzy, gatto nero che ha avuto solo 3 anni con noi per insegnarmi quanto un gatto può essere affettuoso. Amava salire sul cuscino del letto e addormentarsi annusandomi i capelli, e se cambiavo balsamo si seccava e smetteva di ronfare. Ancora oggi a volte ci penso lavandomi i capelli con un balsamo nuovo.Ora non vivo più con i miei genitori, loro hanno Ciro, il gatto più stupido che abbia mai conosciuto che è riuscito in ogni modo a ritagliarsi il suo spazio nella nostra vita; e io in braccio adesso ho una gattina di poco più di un mese che si chiede probabilmente perchè la padrona cretina abbia gli occhi rossi in questo momento.Sono tutti pezzetti della mia vita e del mio cuore, ognuno diverso, ognuno speciale. E anche la piccola bestiaccia che ho in braccio sarà speciale.Non dimenticare nulla di April, ma non negare a un'altro gatto la possibilità di dividere la vita con te.Un abbraccioGaya

  47. utente anonimo

    Ho riletto il tuo post di aprile. Posso solo dirti che mi spiace veramente tanto.Ho un gatto e un cane, ma, a dispetto di tutti quelli che sostengono sia impossibile, io sono piu legato al mio gatto. E' nato in casa (in cantina) dalla mia vecchia micetta che è stata con noi per poco tempo, di cui anche io ora ho solo il ricordo. Sara per questo, ma al mio topino ora ci sono affezionatissimo.Eppure, per quanto poco tempo la Micia sia stata con me, ne tengo ancora il ricordo e l'affetto.Strani effetti di quei mitici, bastardi, adorabili, permalosi, coccolosi gattacci.CiaoSullivan

  48. utente anonimo

    Mi dispiace tantissimo. anche io ti seguo sempre anche se non ho mai commentato.L'anno scorso ho perso tutti e tre i miei micioni per avvelenamento da parte di qualche bastardo.E' un dolore che non si può spiegare.

  49. utente anonimo

    Ancora non torni… mi fai pensare a quando è morto all'improvviso il mio  gatto e io ho girovagato per la città un giorno intero, senza sapere bene dove andare,  solo avevo bisogno di camminare, di mettere distanza tra me e il dolore che avrei ritrovato a casa.E anche quando è morta di onorata vecchiaia la mia prima gatta, un lustro più tardi, stessa sensazione, stessa voglia di fuggire, di vagare senza meta..Dopo molti anni da queste due perdite ho ridonato il mio cuore a due pelosette e ora che ne sono lontana, per motivi di lavoro, ogni sera chiedo al telefono a mio marito come stanno, cosa hanno mangiato, SE hanno mangiato…"Non è esagerato amare così tanto degli animali?" mi è stato chiesto. Non lo è, per me non lo è.Sempre un abbraccio virtualeLorenza

  50. Grazie ancora a tutti, davvero.Cara Lorenza, la scarsa frequenza deriva dal fatto che cerco di postare solo ciò di cui sono convinto e su cui ho lavorato a sufficienza.Quanto a April, beh, purtroppo non sono uno che elabora, ma ci stiamo lavorando. Un abbraccio a tutti voi!

  51. utente anonimo

    Ieri sera mi sentivo melodrammatica e avevo nostalgia delle mie gatte..Questa mattina la sveglia e il traffico mattutino hanno risvegliato la cinica che è in me..Lo so che posti quando hai qualcosa da postare, ti leggo sempre.Comunque ben tornato ;-)Lorenza

  52. utente anonimo

    Era un pò che non passavo di qua a "leggerti".Quello che hai scritto mi ha toccato molto.Certi giorni mi sembra di vedere la mia Morgana che gira per casa o appollaiata sull'angolo più impervio del tetto della casa di fronte.Sono passati più di quattro anni ma certe volte il vuoto che mi ha lasciato torna come un'onda e ti travolge.CiaoFranca 

  53. utente anonimo

    a me fa venire in mente la mia Mima la siamese che abbiamo adottato quando avevo 6 anni e purtroppo è morta quando ne avevo 19..tredici anni passati assieme a questa gatta con caratteraccio… gelosa, possessiva, scorbutica che sapeva essere estremamente coccolona e anche estremamente bastarda nel tempo di dieci minuti… con lei ho diviso il cuscino per anni e non passava volta che, aperto uno yogurt, lei ne mangiasse mezzo da sola a patto che fosse dolce e senza pezzi. Era golosissima anche di gamberetti e di grana ma non la crosta che lei era una signora…sono passati 10 anni dalla sua dipartita ho due gatti (una a casa con i miei e una adottata dopo sposata) e due cani e lei mi manca ancora e molto spesso quando mangio uno yogurt penso ancora se a lei sarebbe piaciuto… Dopo di lei gli altri gatti sanno di poco purtroppo perche' lei l'ho veramente adorataun bacioninfeaalba79

  54. utente anonimo

    Mi hai spezzato il cuore…lei era una di famiglia, il vuoto è immenso e si evidenzia drammaticamente proprio nei momenti che hai detto, le piccole abitudini quotidiane…però, dammi retta: uno di questi gironi fai un salto al gattile e lascia che un altro gattino ti adotti, lascia che nasca un nuovo amore…la vita è anche questo.Buon tuttoLuisa

  55. Sono tornata solo oggi a leggere il tuo blog, dopo l'estate, e ho saputo di April.Sarò banale, ma spontaneamente ti dico che mi dispiace tanto…Il tuo post (e anche i commenti degli altri) mi hanno fatto piangere, e adesso sono qui con gli occhi rossi che tiro su col naso.Fino a due anni fa l'idea della morte di un micio mi dispiaceva, infinitamente, ma non mi faceva sciogliere in questa maniera.Fino a due anni fa i miei tanti gatti erano tutti "scomparsi", nel corso del tempo. In campagna i gatti non muoiono, spariscono (il 99% delle volte). E dei nostri cani mi era comunque stata risparmiata l'esperienza della morte. Anche loro "scomparsi", portati via da un nonno o dal papà (anche se sapevamo benissimo perché).Ma due anni fa sono stata io a trovare, una sera, il nostro gattone rosso (il primo micio che avessimo ospitato anche in casa…) al bordo della strada, intatto, perfetto, non sembrava neppure che l'avessero investito. Ma lui non c'era più…E solo quatro mesi dopo (era agosto anche allora) ero sola a casa, tutti gli altri in vacanza, quando il nostro vecchissimo cagnolino ha deciso che non ce la faceva più e s'è lasciato andare. E' stato con lui che ho scoperto la cosa dell'iniezione, fatta d'urgenza, di notte, alla guardia medica veterinaria, perché stava soffrendo troppo. Non so neanche se si sia accorto che sono rimasta con lui in quel momento, disperato di dolore com'era prima di addormentarsi (e non è un eufemismo gentile. Funziona così: prima un sonnifero, poi l'eutanasia, mentre dormono)…E così, da due anni, sono incapace di sentir parlare di bestioline, compagni di vita, che muoiono, senza devastarmi di lacrime. Esattamente come adesso.Al momento abbiamo cinque gatti e mezzo (il mezzo è il cucciolo rinselvatichito che ha fatto capolino un mese fa e che pasteggia alle ciotole degli altri. Li chiamo "i gattini della vendemmia". In questo periodo, ad anni alterni, compaiono. Il numero cinque degli altri è, appunto, uno di loro, che dopo due anni di "mezzità" ha deciso di adottarci in via definitiva. Questo nuovo chissà se resterà, o se se ne andrà; se, come alcuni, ci adotterà o se, come altri, non si fiderà mai abbastanza per lasciarsi avvicinare… Noi lo osserviamo a distanza e già gli vogliamo bene).Tre dei cinque hanno più di 12 anni. Una di loro è speciale (chi ha tanti gatti sa che c'è sempre quello speciale), ma sono tutti importantissimi. E penso con terrore a quando dovrà succedere l'inevitabile. Sì, credo che terrore sia la parola giusta. E probabilmente è anche per questo che ora sto qui a piangere.Mi dispiace, volevo essere breve, ma come al solito ho sbrodolato di tutto. Non so neanche se è servito a qualcosa per te, Jon. Ma ti mando comunque un abbraccio. In ricordo di April (che se, dovunque sia ora, incontrerà il mio gattone rosso, si troverà bene: era un po' scemo, ma di buonissimo carattere) e di tutti i gatti speciali del mondo.minty

  56. utente anonimo

    Come tanti altri che ti hanno scritto, anch'io so purtroppo come ci si sente in queste circostanze, anche se il dolore per una perdita è sempre intimo e personalissimo. E' un affetto speciale quello che ci regalano gli animali e anche ora, nonostante siano 7 anni che vivo senza più cane nè gatto, non posso fare a meno di aprire piano la porta del mio minuscolo appartamento di città per evitare che qualcuno cerchi di scappare fuori.Mi dispiace davvero tanto per la tua perdita. Ti mando un abbraccio.Mina

  57. utente anonimo

    Cavolo!!!!Mi spiace davvero Jon!Scusa la mia assenza ma mi vanno via  le giornate dal calendario come le pallottole dalla canna di  un mitra (con il silenziatore….)I v a n

  58. grazie tante.mi hai fatto piangere.e sono in ufficio con il capo.

  59. Pingback: Era una notte buia e tempestosa… « Tokyo Hell

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