Topi Di Un Certo Livello

Prendo spunto dal commento di thefoxy per parlare di una serie di spot che genera in me sentimenti contrastanti a causa dei protagonisti: i sorcetti del Parmareggio.

Orbene, non so se l’hanno fatto con intento, ma è come se si fossero visceralmente impegnati a renderli odiosi.

In principio c’era solo lui, il topolino bianco vestito di lana verde,

che è veramente un piacere ascoltare nei suoi vaneggiamenti boriosi, con la sua r moscia simpaticissima e l’accento esageratamente marcato, che tanto dev’essere piaciuto ai nativi.

Il degustatore dal foulard di seta acchiappa formaggio da ogni dove con le sue piccole manine eteree e lo sgranocchia mentre ci spiega perché è buono (e perché è il caso di farne una questione di marca, cosa su cui non avevo dubbi, visto il soggetto).

Ora, io devo confessare che in principio lo trovavo adorabile. Sarà per quelle manuzze industriose, ma mi piaceva. Ringrazio i creativi per avermi rinsavito con gli spot successivi.

Infatti, col tempo, impariamo a capire il carattere e le attitudini del protagonista, finendo col comprendere che ci troviamo di fronte alla versione Rodentia di Guastardo della Radica.

Guardate il momento snack :

Beh no, prima guardate come corre. Verrebbe da dire che abbia un topo nei pantaloni, ma considerato che è lui stesso un topo, l’affermazione andrebbe a generare equivoci abbastanza imbarazzanti, per cui lascio a voi di decidere cosa sia successo a un poveraccio che corre così.

Poi entra a casa e ci costringe casualmente a conoscere la famiglia, il che apre mondi infiniti sulla spocchia. Innanzitutto la moglie è una specie di Malefica dei topi, vestita interamente di nero e viola e con un ciuffo che urla “derattizzazioneee!” in quattro lingue.

Il figlio è stato rapito dall’infanzia degli anni Quaranta e intrappolato in un universo di formaggio e indossa una cartella per la scuola che è stata dichiarata fuorilegge dal Sacro Collegio Ortopedico e da qualche convenzione internazionale. Io credo che a quella creatura manchi solo il cappellino a spicchi di arcobaleno con l’elichetta in cima per essere l’esempio più innaturale di bambino.

E si chiama Enzino. Mi auguro che non si siano fatti omaggi fuori luogo ad Enzo Ferrari, che per inciso è patrimonio di Modena. Come spero che nessuno se la prenda per questa mia semplice esposizione di un dato di fatto. Ma non credo, considerato che, secondo buona parte dei commentatori dei video che ho guardato, basta la salute: «parma è meglio di reggio, siamo + ricchi!!». Aaah, ok.

A onor del vero, molti commenti, come giustamente segnalava Fyuccia, sono abbastanza tragici per campanilismo, si ammazzano a parole con insulti che devono significare qualcosa solo per loro.
Il che è grottesco, se ci pensate: c’è un topo tutto borioso che beve il the con il mignolo alzato mentre quelli che lo guardano si tirano gli estintori.

Ma ci si consola presto, accorgendosi che ci sono parole d’amore anche per lui, chiamato con infinito trasporto “il fratello scemo di Stuart Little” o con l’espressione che più ho preferito per concisa precisione, “sorcio maledetto”.

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23 commenti

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23 risposte a “Topi Di Un Certo Livello

  1. utente anonimo

    con un ciuffo che urla "derattizzazioneee!" in quattro lingue…. AHAHAHAHAHA

    Ah la tauromachia!!!
    Fyaa

  2. utente anonimo

    Standing ovation per il "corre come se avesse un topo nei pantaloni"! 😀

    Ma a me ha colpito ancor più un dettaglio: quando il paparino dà un bacino ad Enzino, Enzino SI PULISCE LA GUANCIA!!!! Che gli facciano schifo i topi? O_O

    Briggi

  3. in quanto nativa della zona tutto quello che mi ha suscitato la prima pubblicita' del Parmareggio e' stato: "ma parliamo davvero cosi'?!?"

    … la seconda mi ha sprofondato in un abisso di imbarazzo

  4. No, ma… vogliamo parlare del fatto che un topo che corre con un topo nei pantaloni in un universo fatto di formaggio DEVE aver bisogno di un minuscolo snack venduto in confezioni da cinque???
    La tenuta sadomaso di mamma topa mi fa pure intuire il motivo per cui il bambino schifi il bacio di papà topo e corra via vestito come un manichino della Standa ai tempi d'oro.

    Che oVVoVe!

  5. utente anonimo

    "Corre come se avesse un topo nei pantaloni"….no davvero grazie per questa immagine stavo soffocando da ridere XD XD
    Che poi nell'ultima immagine mi sembra che il topo-Feltri (sisi per la giacca verde..) abbia anche il naso umido..fa un pò senso.. :o/
    cheers,Silvia

  6. odio quei topi.
    Li trovo viscidi, spocchisi, antipatici.
    Se vedo l'etichetta Parmaregio  penso che quel pezzo di parmigiano sia stato contaminato dalle zampe e dalle code dei topi e lo rifuggo.
    Che marketing geniale che hanno alla Parmaregio, eh?!

  7. Quoto Samara.
    Sebbene pure io emiliana e dotata per natura di evve moscia, che mi ha causato notevoli traumi infantili quando tutti a scuola mi pigliavano per i fondelli, anche io alla vista della saga degli spot del sorcio parmigiano mi sono chiesta "Ma minchia, parlo così odiosa anche io?"…

    L'ultimo spot che gira in questi giorni (

    ), con l'odioso Enzino che va in brodo di giuggiole per un formaggino squagliato nella minestrina, è aberrante.

    Prossimo passo, temo, l'arrivo di un nuovo Enzino in fasce da svezzare a suon di formaggini, così passa implicito il messaggio che (l'ottimo, per carità) parmigiano reggiano fa meglio del viagra…
    🙂

  8. Sempre meglio dell'uso di nipotume incolpevole, o bestiole vere…proprio a cercare un lato positivo, con una lente d'ingrandimento grande quanto  uno stadio… che stadio?… no questa non te la spiego! Per ora.
    a certe… pubblicità!

    Eh sì…sempre più felice di guardare pochissima TV(Non si direbbe visti gli argomenti del blog ultimamente, vero?) e di mettere il muto durante la pubblicità 😛

    E sempre felice di leggerti.
    Ciao

  9. Grazie della citazione.
    Vedo che sono in netta minoranza, anzi peggio, sono l'unica che adoVa il ratto bianco magnaformaggio!!!
    Sarà la mia metà emiliana ingiustamente strappata alle nebbiose, pantanose  e zanzarose pianure ferraresi, ma quando sento QUELLA cadenza inconfondibile, in cui la eVVe moscia è per me come il cacao sul tiramisù, la persona/pupazzo/topo in questione può dire qualsiasi stronzata ma io lo "adoVo"!!!!

  10. utente anonimo

    Il sorcetto sembra appena uscito da Oxford o comunque una qualsiasi  snobbissima scuola inglese… ora mi sorge il dubbio: sarà un piccolo genio oppure porta i suoi anni maledettamente bene?

  11. Anch’io sono della zona, e presumibilmente parlo in modo analogo. Tuttavia all’inizio non ho espresso particolari giudizi, domandandomi solo due cose: «Oh, ma parliamo davvero così?» e «Siamo sicuri che gli autori di Stuart Little non li pelino di cause legali?», non tanto per l’invenzione del topo parlante – che da Disney in poi è ovunque – ma per l’aspetto, che è identico alla resa digitale del cugino cinematografico.

    Quando poi è arrivata la famiglia… allora; la moglie è quasi più lo stereotipo della romagnola che dell’emiliana, la signora ancora in gamba che si veste per farsi vedere, si trucca per mascherare gli anni, balla il liscio per divertirsi e, se d’estate al mare un bagnino ammicca, lei non dice di no; mentre Enzino sembra scivolato fuori dalle pagine di Cuore, dove faceva il segnalibro o ne stava rodendo gli angoli. In questo, penso al padre, con una moglie fatalona da balera e un figlio – prendo in prestito il veneto – mona. Quindi, prossimo al divorzio o al topicidio.

    Quanto alla rivalità tra Parma e Reggio, si narra – mi diceva un amico – che in tempi antichi Caino e Abele vissero sulle sponde opposte dell’Enza, dividendo così le province in un’eterna faida. Certo, è una burla locale… ma quant’è vera! Io non sono di Parma città, ma della provincia, e prima delle superiori non avevo mai fatto caso (complice anche il mio atavico disinteresse per il calcio) a questa rivalità sottilmente ascrivibile all’odio puro, eppure mi ritrovai nel mirino dei reggiani in quanto parmense e dei parmigiani in quanto provinciale. Per fortuna, si cresce.

  12. utente anonimo

    Che dire…

    Anni di esperimenti sulle cavie da laboratorio (per tesare profumi, trucchi, medicinali e quant'altro), hanno creato TOPI PARLANTI…  
    Riprovevole, davvero riprovevole…

    Il divieto di eseguire test ed esperimenti sulle suddette creature… ha consentito loro di finire in TV…
    Aberrante, altamente aberrante…

    Aladel  

  13. utente anonimo

    Chiudete tutto!! Porte, finestre.. Frotte di bambini vorranno fare cacca nelle vostre case!!!!!!! Aaaahhh arrivanoooooo

    Fyaa

  14. utente anonimo

    Ciao Jon! Volevo segnalarti le nuove avventure del menestrello della Crai:

    Ciao!!!
    Saretta

  15. Fyaa… hai visto anche te l'ultimo remake de"il villaggio dei dannati"?
    Quello con Paolino in fuga inseguito dai coetanei?

    ^_^

  16. utente anonimo

    ciao,
    io non ho la TV in casa quindi per mia fortuna non devo sciropparmi la pubblicità nè i programmi stupidi che interrompe, però naturalmente mi capita di essere a casa di altri mentre l'odioso oggetto è acceso, e di recente ho sentito la pubblicità della Tena Lady sugli assorbenti per donne mature con problemi di perdite di pipì… ora, mi rendo conto che l'oggetto di per sè difficilmente possa ispirare pubblicità intelligenti, ma avete sentito la frase con cui la protagonista soavemente si presenta: "La prima cosa di me che notate non sono certo le mie perdite"…
    Ecco mi chiedevo: chissà come la commenterebbe questa il buon vecchio Jonlooker…
    Un abbraccio
    Sara

  17. utente anonimo

    Si Volare uahuahuahauaha… pauraaaa!!!

    Fyaa

  18. utente anonimo

    …ma vogliamo parlare della "morbistenza"??
    mi viene un rash cutaneo ogni volta che la sento…
    yech.
    ciao!!
    Leo

  19. @ Leo: non nominare quel… termine! Non la definisco "parola" perchè non è una parola, in italiano non esiste nulla del genere. Morbistenza serve solo per far rivoltare nelle loro tombe Dante e Manzoni!
    E vogliamo parlare del sito ufficiale di questo abominio? http://www.morbistenza.it/
    No, parliamone, perchè:
    a) una cosa così kitsch in vita mia non l'ho mai vista, tranne che nei video di Lady Gaga o negli incubi di David Lachapelle;
    b) quando ho passato per caso il mouse sulla pecora e quella ha belato, mi è preso un colpo e stavo per strozzarmi con una nocciolina.

    Hotaru

  20. i sorci stanno avendo fortuna fra i bambini… pensa a geronimo stilton, ratatouille, ma me ne ricordo altri solo che son troppo moderni e non ricordo i nomi. però c'era topogigio dei miei tempi..
    se è un prodotto che può essere portato a scuola come merenda, i topi, per attirare l'interesse dei bimbi e dei ragazzini è ben che spiegabile 

  21. utente anonimo

    Davvero inspiegabile. A me Ratatouille piacque molto ma l'immagine dei sorci che lavoravano in cucina mi causò un bisogno vomito impellente… Ciao 😉

    Fyaa

  22. utente anonimo

    a proposito della morbistenza… a me quei rulli trasportanti oggetti vari che, incanalati dentro il contenitore, poi si trasformano in carta igienica mi fa tanto fabbrica di reciclaggio… e per quanto uno possa essere favorevole al reciclaggio magari per un prodotto come la carta igienica non è tanto indicato!!!

    ciana86 

  23. Non riesco a capire se i responsabili marketing di "Tempo" siano dei geni o no…

    Il tema è delicato: la carta igienica. E i doppi sensi e le allusioni sono immediate. Per questo pubblicizzare una carta igienica è sempre terreno minato.

    Riuscirà la trovata del neologismo "morbistenza" a sconfiggere le ironie dei consumatori?

    Ho solo un dubbio: come saranno valutati i risultati di questa campagna? Con la quantità di carta igienica venduta? Con la quantità di pupù emessa? O con l'entrata del neologismo nel vocabolario Zanichelli 2012?

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