The Most Excellent and Lamentable Tragedy

Avete presente, in Romeo e Giulietta, quando Romeo dice a Mercuzio: «Taci, taci, Mercuzio, taci! tu parli di niente!» ?

Ecco, tralasciando il fatto che qualcuno avrebbe dovuto insegnare a quel moccioso a non zittire gli amichetti più grandi, oggi quella frase sarebbe rivolta a noi, che parleremo del nuovo spot per lo Zymil di Parmalat e ci faremo su tutto un post, ma in realtà come al solito si parlerà d’aria fritta, che comunque a noi piace tanto.

 

Le premesse le conosciamo, noi veterani dello spot italiano. Casa tutta bianca, famiglia con figlio maschio e figlia femmina, che se non abbiamo la coppietta di prole siamo gente sfortunatissima, moglie bionda, fiori e frutta a tavola che neanche in un quadro di Van Dyck, manca solo il fagiano.

Sappiamo anche che l’unica cosa che una famiglia italiana fa è mangiare. E quale pasto è più condiviso nella nostra penisola, se non la colazione? Non so come va a voi, ma qui la mattina ci si saluta con un grugnito e nessuno è in grado di aprire barattoli o arrostire pagnottelle almeno fino alle nove e mezza. Per qualche strana ragione, invece, negli spot, alle sette meno un quarto i bambini sono già lavati e vestiti, con tre goccette d’acqua di colonia dietro alle orecchie e la cartella in vitello spazzolato bella ingrassata; senza contare che tutti hanno tempo a volontà, sicuramente abbastanza per farsi gli scherzi con la merenda. Si potrebbe stare anni, a parlare degli scherzi con la merenda (ve lo dicevo io, che si parlava di niente!) e non si smetterebbe mai di chiedersi perché, perché in ogni spot che venda merendine tutti fingono di rubarsi la cioccolata, ridono sganasciati masticando pane e si fanno pucci pucci sul naso con farina e Kinder Colazione Più? Nessuno c’ha l’ansia per un esame, nessuno ha la maestra sadica alla prima ora? Cos’è questa atmosfera da villaggio vacanza il lunedì mattina?

Ma non divaghiamo, che ‘ste colazioni durano già quanto un banchetto a Versailles e non possiamo perdere tempo ad ammirare le colombe che volano via dalla pancia del tacchino.
I bambini, infatti, hanno un dubbio che tormenta i loro bei visini regolari: ma come mai, contrariamente alle famiglie dei clan Barilla e Ferrero, noi non abbiamo qui il papà a pasteggiare per questo reenactment dell’ultima cena? Che è una domanda giustissima e legittima, badate bene, nel mondo televisivo, dove il pancarré non cade mai dalla parte della marmellata.

Così si fa l’ipotesi che al papà non piaccia il latte. Una possibilità che spezza il cuore, ma questi due bimbi sembrano in gamba abbastanza da sopportare una notizia di tale sconcerto.

La santa madre, creatura benedetta, ha il grande fardello di dire la verità, che è molto, molto più pesante di quanto previsto. E lo fa con un sorriso che irradia i boccoli, con tanta fatica nel mantenersi ridicolmente garrula come è previsto che sia. Perché, vedete, al papà il latte piace, è che fatica a digerirlo. Ma vi immaginate una tortura peggiore per un essere umano?

Comprensibilmente, questo stato di cose devasta nel profondo il pover’uomo, che per protesta contro la vita non si fila la famiglia di striscio e se ne resta in disparte in un cono d’ombra, con la borsa appesa al braccio, fingendo spudoratamente di leggere tre fogli bianchi spillati, con qualche baggianaggine digitata a caso sul frontespizio, che sono veramente una miseria. Ma sul serio, produzione, avevate speso tutto per apparecchiare la tavola o per ingaggiare la giraffa di pezza?

La moglie cerca di coinvolgere il consorte urlando come una vajassa che da oggi (eh, come no, l’oggi di dieci anni fa forse) c’è il miracoloso Zymil e lo mette sul tavolo con dissimulata noncuranza.

Va detto che basta solo nominarlo, quel latte, che il marito si ringalluzzisce tutto, esce dal buio speleologico del soggiorno, ripone il plico e svela al mondo un’espressione da basset hound addolorato che forse era meglio se se ne restava a percolare nell’oscurità.

Così, la colazione può finalmente tornare ad essere quello che deve: un momento di sano nutrimento, per il quale, ricordo, è sufficiente mettere una banana e due mele sul tavolo: non bisogna commettere l’ingenuità di mangiarle, non ci sarebbe spazio per i biscotti e i croissant, che sono la colonna portante delle coronarie.

Per celebrare la ritrovata unione, si improvvisa un inutile coretto innescato dal padre in marrone, versando tutti il latte nelle tazze con un’energia tale che se lo scuotono ancora un po’ si fanno pure il burro.

 

Come avrete ben capito dalla lettura di questo post, si può, proprio come negli spot, restare a parlar di niente finché più aggrada.

Mercuzio, c’è da dire, alla fine non parlò proprio più di niente niente, infilzato come fu da Tebaldo. Noi, dal canto nostro, non potremmo mai trapassare da parte a parte questa famiglia, i tempi son diversi (e poi il sangue non si lava mai bene dal bianco). Né ci sogneremmo mai di avvelenarli, che s’è visto bene in Romeo e Giulietta quanto la cattiva organizzazione generi pasticci nei veleni.

Ma un piccolo, piccolo desiderio che il latte su quella tavola sia andato un pochino, pochino a male, in effetti ce l’abbiamo.

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44 commenti

Archiviato in Senza categoria

44 risposte a “The Most Excellent and Lamentable Tragedy

  1. GRANDE JON!
    cito solo alcuni dei passaggi che mi hanno spezzato:
    “manca solo il fagiano dei quadri di van Dyck.”
    “alle famiglie dei clan Barilla e Ferrero, ”
    e il cono d’ombra speleologico del padre!!!

    AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!

    Grandissimo come la solito!!!

    ciaooo!!!

  2. Snail

    Sei sempre un genio. Punto.

    PS errorino: “Così si fa l’ipotesi che non al papà piaccia il latte” a meno che non mi sfugga qualcosa dovrebbe essere “che al papà NON piaccia”. Scusa il puntigliume ma magari poteva farti piacere saperlo per correggerlo (o magari mi odierai XD).

    Ciao

  3. Houston

    Ah…spendido e acuto post come al solito….bravo J….!!!
    Effettivamente sono terribili questi spot….sembrano proprio nature morte dei grandi autori fiamminghi…manco una briciola sul tavolo della colazione c’è….;-) Effettivamente il fagiano da intingere nel latte (rigorosamente Zymil) ci sarebbe stato…!;-)

    Ciao J.

    • Chi non digerisce il latte in effetti potrebbe provare a stemperarlo con un fagiano.. ricordamelo, la prossima volta che ci incontriamo per colazione 😀

  4. LaVostraProf

    Ma, non so, mi sembri così cinico… Io, per dire, mi alzo alle sei meno un quarto e già comincio a cinguettare. Il figliolo, quando lo chiamo alle sei, invece di rotolarsi nel letto fino alle sette meno venti e rischiare ogni giorno di perdere il treno delle 7 e 5, si sveglia anche lui con un bel sorriso e corre a farmi scaldare la brioscina del Mulino, mentre il maritino, invece di imprecare sotto la doccia perché la figliola sta facendo scorrere l’acqua per il tè e lui si sta ustionando, viene in punta di piedi in cucina e mi sussurra: vuoi un po’ di latte anticolesterolo, tesoro? E io sorrido e rispondo: sì, amore, ma forse adesso potremmo provare con quella meraviglia di Zymil, che ne dici, caro? E lui allora…

    Insomma, hai capito, no?
    Ora dimmi che mi invidi. E poi fai atto di contrizione. La famigliola Zymil, c’est moi!

    • 😀

      Sì, devo essere io che mi faccio idee sbagliate, ma vorrei essere perdonato: io la mattina sono quello che scende in cortile, con -10°, per rialzare la levetta del generatore, dopo che tutti gli altri l’hanno mandato in crisi con l’accensione simultanea di stufa/forno/ferro da stiro/lavastoviglie.
      La porta metallica dei contatori non ha neanche la maniglia: per entrare devo spostare un pesantissimo sasso.

      • LaVostraProf

        Ah, sì, che bello, come quando noi introduciamo la spina del tritatutto e salta tutto e magari piove.
        Ma io sorrido e bevo Zymil, mi sembra ovvio… Tu no?

        • No, putroppo io non digerisco nemmeno il latte per chi non digerisce il latte… Però utilizzo un altro prodotto di nome Acqua che mi permette di non morire disidratato!

  5. Se si dovesse fare una classifica dell’inverosimiglianza, le pubblicità dedicate in vario modo alla colazione, farebbero come le canzoni dei Beatles: resterebbero per mesi in top ten!
    Lasciamo da parte il fatto che tutti questi prodotti (latte con poco lattosio, latte che non è uht ma che comunque ti dura otto giorni) di “latte” han giusto il nome…

    • Quello con la bottiglia blu non scade mai, MAI, puoi tenere la stessa bottiglia in frigo per anni.

      “Buon Natale! Ci vuoi un po’ di latte nel caffè?”
      “Buon Natale a te! No beh, dai, se devi aprirlo no..”
      “Ma scherzi, nessun disturbo, ho ancora mezza bottiglia da Pasqua!”

  6. Ma sai che giusto l’altro giorno, vedendo questa pubblicità per la prima volta ho pensato “spero proprio che Jon ci scriva un post”? E infatti è uscita una perla come il cono d’ombra speleologico!
    Ridicolissima. Il padre mi ricorda i lebbrosi che si vedono spesso nei film sulla vita di Gesù cristo, solo che i lebbrosi avevano più dignità. E lui, con quella faccia da “DAVVERO oggi posso fare colazione seduto al tavolo con voi??” ha proprio la dignità di uno zerbino usato.
    Non mi ricordo più se ti avevo già commentato in passato, comunque complimenti per questo blog stupendo!

    • Ciao 🙂
      Avevo questo spot in mente da più di un mese!
      Devo dire che, del padre, la parte peggiore è proprio quello sguardo – o l’inflessione, o la voce strozzata, devo decidere. Comunque odioso. Darei qualunque cosa per riuscire a capire che cosa c’è scritto sui suoi fogli volanti, però 😀

  7. Che io ricordi, in tutta la mia vita, gli unici giorni in cui si faceva colazione tutti insieme nella mia famiglia erano durante le vacanze… perchè si andava in albergo, e giocoforza a una cert’ora bisognava esser tutti al tavolo.
    Per il resto o per impegni (lavoro o scuola) vari o semplicemente perchè (quando si poteva, tipo la domenica) ognuno si alzava all’ora che gli pareva… col cavolo!
    Gli spot come questo, fosse per me, sarebbero classificati alla voce “Fantascienza”…

  8. Sappi che leggere il tuo blog è l’unico modo nel quale io “guardo” la televisione… e continuo a ringraziare i numi tutti per la scelta di aver spento la visione a distanza :asd:

    • Caro Pollux, hai fatto una gran bella scelta: senza tv si vive veramente bene. Purtroppo mi sono condannato a guardare gli spot, se no non potrei più scrivere su questo blog, ma direi che ne vale la pena, considerato che di tutto il resto non ho idea.
      Vuoi mettere la soddisfazione di guardare i giornaletti scandalistici in autogrill e rendersi conto che non si conosce assolutamente nessuno di quelli che vi sono fotografati?

    • pippi

      Poli quanto hai ragione!! Anche io ho chiuso con la TV, ormai da qualche anno, e devo dire che si sta molto meglio! Però non mi perdo neanche un post di Junl
      :)))))(mi fai sempre sganasciare dalle risate!!! stai scrivendo un libro?! e come faremo noi, che non sapremo che tu sei tu!?! Ci lasci così, nel dubbio? )

      • Io non vedo l’ora di dirvelo, ma dev’essere chiarissimo che è una condivisione per affetto e non per lucro, quindi aspetterei un po’, che vada bene diciamo 😀 ma la pubblicazione ancora non c’è, ci stiamo lavorando!

  9. Suzywong

    Lascio il mio commento alla banana con le 2 mele, ma messe in posa più “artistica” e decisamente più significativa di quella proposta nello spot…lascio a voi immaginare quale 😉

    Suzywong

    • Mentre lo scrivevo ho pensato “vuoi vedere che qualcuno si fa l’immagine in testa!” .. Quel qualcuno sei tu, Suzy: ti meriti una stellina d’oro 😀

  10. Sei un genio. Solo tu potevi fare un paragone con la tragedia del Bardo e farla sembrare una cosa del tutto logica e naturale.
    Io adoro le famiglie italiane degli spot. Posso solo immaginare la felicissima madre che, dopo aver salutato amorevolmente i figli (accompagnati a scuola dal padre sazio su una macchina ultimo modello e lungo strade senza traffico) si dedica alla sua attività prefrita: i lavori domestici.
    Il post è favoloso, alcune espressioni che usi riconciliano col mondo.
    Nota: a casa mia, il latte lo si è bevuto solo da bambini; credo di non aver mai visto mio padre berlo. Forse non sa nemmeno cos’è…

    • Chiara tutta questa generosità di elogio mi rende come Mammolo quando arrossisce a tal punto che si stropiccia il berrettino!
      (qui gira solo latte di soia, per i coraggiosi)

  11. RyPIt

    Jon…. Troppo tempo tra un post e l’altro, talmente tanto che mi obblighi a rileggere 2 volte per godermelo ancora meglio ben sapendo che fino al prossimo rimarrò a chiedermi saltuariamente “ma Jon scrive ancora?”

    Sei sempre un grande =) continua così

    • Ciao, che piacere ritrovarti!
      Tu hai proprio ragione, ma è un periodo di grande lavoro per me, ho il primo libro che mi sto impegnando a far pubblicare e la scrittura del secondo, per cui il coautore ed io siamo sempre catturati da qualche parte.
      Non mollo però, promesso 🙂

      • RyPIt

        Mi raccomando appena pubblicherai non esitare a informarci anche sul blog su come/dove/quando procurarci il libro =)

        • Eh, in questo sono combattuto, perché i libri saranno pubblicati con il mio nome!
          Da un lato mi piacerebbe molto parlarvene – ma dall’altra, dopo tutti questi anni di anonimato, saltare fuori, guarda caso, giusto giusto quando ho un libro da vendere, non mi sembra giusto.. quindi ecco, non so bene che fare a riguardo 🙂

  12. Ciao Jon, come stai? 🙂 La cosa incredibile è che nello scenario delle famiglie che fanno colazione fuori c’è il sole ed è sempre primavera, mai una volta che ambientino uno spot in autunno/inverno quando alle sette del mattino c’è buio pesto!

    • Ciao Saretta 🙂
      No, vedi, è tutto calcolato: quando c’è freddo e pioggia fuori, tutti capiscono che è arrivato il momento di prepararsi il ciobar o prendere le caramelle per la gola, è proprio una regola della vita nella tv!

  13. Valeria

    Ho tentato di partorire un commento degno di questo post non appena l’ho letto, ma ammetto che non mi viene in mente niente di particolarmente brillante… D’altronde, dopo un post del genere il resto è solo fuffa! Mi è piaciuto proprio un sacco, complimenti! Le pubblicità con le famigliole felici tirano sempre fuori il sarcasmo più pungente dell’essere umano medio, figuriamoci cosa non possono fare a un blogger-scrittore come te!

  14. hahaha bellissimo post come sempre!
    Comunque a me i pargoletti sembrano due bambine(non un maschio e una femmina).

    Detto questo,leggendo i commenti,sembra che io sia l’unica a bere latte mattina ,giorno,sera!

    • Mi hai messo il tarlo! Così ho guardato i primi fotogrammi più volte, ma rimango del parere che sia un maschietto. Intanto perché ho lavorato in pubblicità e posso dirti che due femmine o due maschi ci sono solo e strettamente se serve, proprio se è una questione di vita o di morte insomma! E poi, secondo me, sul pigiama ci sono disegni di macchinine, motocicli e altri mezzi di trasporto, anche se questa è quasi una speculazione, perché non si vede un accidente 🙂

  15. Ahahah, sei fantastico! 😀
    Le pubblicità sulla colazione sono quelle che odio di più: sarà che sono un gufo notturno e la mattina non sembro neanche umana (altro che buonumore!), ma vedere tutta questa gente garrula che si esibisce in sorrisi da Joker e gesti esagerati e plateali – manco stessi guardando un drama giapponese! – mi fa venire il nervoso.
    Ogni volta spero che si strozzino con le fette biscottate… lo ammetto. 😉

  16. Ogni volta che vedo famiglie cinguettanti nelle pubblicità, dopo il momento-pensieri assassini (ma magari sonosoloinvidioso, vai a sapere), mi viene sempre in mente la canzone La vendetta del Mulino Bianco, dei Radiogladio, che era contenuta in una musicassetta uscita con Cuore nel 1994, non so se hai presente.

  17. valentina

    Io mi sono sempre chiesta come mai il papi non potesse,comunque,sedersi a tavola con la famiglia…e sorseggiare un orzo magari..

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