L’amore ai tempi del Cornetto

Il Cornetto Algida ci ha preparato un regalo che anticipa l’estate e i Cavalieri dell’Apocalisse – e come potrei io lasciarlo passare così, senza soffermarmi sui suoi punti forti? Infatti.

Una cosa, per giustizia, la dobbiamo dire subito. Lo spot del Cornetto Algida è sempre stato di un melenso inarrivabile. Se non vi ricordate, vi aiuto io.

Biciclette, palloni da spiaggia, località marittime, bacetti per tutti, una bruttissima camicia rossa, imboccate sotto l’ombrellone, intro musicale che definirei la colonna sonora della vita delle Tartallegre e frasi di spessore poetico come un cuore d’amare o un piccolo cuore per farti sognare. E come dimenticarsi dell’uomo dei gelati, una specie di capitano di nave disonorato che mangia i Cornetti del suo stesso carretto e che accoppia i villeggianti? Non è che si possa far finta che la tradizione non sia questa.
Ma noi, nel 2014, abbiamo qualcosa di peggio.
La tecnologia social.

Corriera.
Ragazzo e ragazza. Hanno in comune che nessuno dei due ha peli sul petto. No dai, non solo: entrambi hanno due cuffie audio esteticamente raggelanti.
Lui la fissa, con quello sguardo che solo Olmo di Mai dire gol sapeva padroneggiare, si impegna e sbatte le palpebre al limite della scarica elettrica – e, nonostante il Cornetto sbrodolino sul pizzetto, sembra avere successo.
Lei, infatti, nello scendere alla sua fermata nel noto paese di Orrendocuffiopoli Riviera, gli lancia un’occhiata moderatamente allusiva. Lui, allora, senza dignità alcuna, si gira come un cucciolo smarrito, mancavano una leccata al vetro e gli uggiolii, per il resto era uguale uguale a un carlino davanti al finestrino della Panda che teme che la padrona non esca mai più viva dal Despar.

A questo punto, è fondamentale tenere a mente non solo gli antecedenti, che abbiamo visto, ma anche le premesse tecniche, immagino più o meno queste:

«Creiamo uno spot che ricordi l’estate e i dolci amori innocenti nel tipico stile Algida, ma stavolta descriviamo la summer un po’ social network di questi giovanotti di oggi con i personal computer e Fésbuc, io non ci capisco niente ma non vi preoccupate ho chiesto a mio nipote di quattordici anni di scrivere la pubblicità.»

E in questa chiave va letto tutto quello che succederà di qui in avanti.

Da quel fugace incontro nel mobile cassone, difatti, il ragazzo (dalla camicia rossa pure lui, ma nella versione un po’ boscaiola, in nome della selvaggia modernità di vedute che domina questo spot) comincia a cercare la fanciulla su Facebook, al buio, sempre mangiando Cornetti. Non so se voi conoscete il telefilm Misfits, ma vi basti sapere che c’erano dei tizi che dopo aver ammazzato o seppellito qualcuno si concedevano un Cornetto, a volte preso dallo stesso freezer in cui stava il cadavere. Capite bene perché io sia prevenuto. Ma vi dirò di più: lui ha gli occhi più acquamarina di un gatto persiano e in sottofondo c’è Cesare Cremonini a cantare di complici nel disordine, ma se fosse brutto e di sottofondo avessero messo la musica de Lo squalo non sarebbe più così tenerina la vicenda no?

Ma noi siamo per l’uguaglianza, quindi diciamolo pure che lei è pazza uguale, perché mentre lui sta disteso a far luccicare i bulbi oculari alla luna (nudo, naturalmente) lei rallenta il lavaggio dei denti perché ha scoperto il suo riflesso nello specchio del gabinetto e ammira la schiuma di dentifricio tutta intontita.
A onor del vero lui, che chiameremo Mio Miny Pony Occhi di Stelle, ci prova pure, a rivedere la sua amata in modo tradizionale, ma purtroppo sulla seggiolina lurida della corriera ora si siedono solo i pidocchi e lui è disperato, lo vedete da voi, proprio il giorno che si era vestito da piccolo bimbo in viaggio verso la colonia alpina San Marco di Pedavena (ci si immagina proprio il momento in cui, testa fra le mani, pensa “pure la camicia mi ero abbottonato!”)

Ma attenzione! La trova! La trova su Fésbuc! E la propulsione romantica di questa roba raggiunge il telescopio spaziale Hubble quando si passa a lei, che non lo conosce per niente e non solo si è lasciata contagiare coi Cornetti, ma nemmeno gli dice ciao, gli scrive direttamente che “ha proprio voglia di vederlo ora”, che, oltre ad essere una brutta frase dal punto di vista della costruzione, è di uno zerbinaggio allucinante; ma lei è carina, Cesare Cremonini, eccetera eccetera, quindi tutto è normale, inclusa quella assurdità telepatica per cui se a lei arriva una notifica le amiche si girano tutte e quattro e ammiccano e gongolano come se il messaggio l’avessero letto pure loro. Ma perché no, se non altro hanno gettato le basi per un bruttissimo manga.

I due devono essersi detti “incontriamoci in un luogo affollato” il che è la prima idea intelligente e sicura che sia uscita finora. Per ristabilire subito l’assenza di raziocinio, perciò, vi dico che arrivano con le delegazioni. Lui in bicicletta con due suoi amici, uno davanti e uno dietro a fare la scorta (se non sono con lui, ci sono tre persone che girano ridendo da sole in bici una dietro l’altra e allora non so proprio che dire), mentre la ragazza opta per una Citroën Méhari rossa (che non è mica un raccoglitore di carrube marocchine, lei) con un’amica che fa l’autista e l’altra a coprire il fianco destro della vettura con lo scooter, come neanche nelle peggiori parate comunali. Ma non vi preoccupate, al momento dell’incontro tutti spariscono, pure la bici, e lei scende dall’auto vuota abbandonata in mezzo alla spiaggia.
Ah, che momento. Prima Mio Mini Pony Occhi di Stelle e la sua amata si imboccano a vicenda con le punte dei Cornettini, poi lei, forte delle abilità da scoiattolo volante fornitegli da quella specie di poncho che ha sul costume, gli salta addosso perché effettivamente se no non la finivamo più, quindi la ringrazio. E un bonus maestra di vita, perché mentre lo bacia continua a masticare.
Scopriamo poi che rimarranno lì fino a notte, sempre mangiando mini-gelati, e che lei fa un uso sconsiderato e imbarazzante dell’occhiolino come strumento di seduzione.
Goditi il viaggio, amerai il finale, dice il claim. Va bene uguale se amo il fatto che sia finito?

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29 commenti

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29 risposte a “L’amore ai tempi del Cornetto

  1. Houston

    Ah..ah…Jon…sempre divertentissimo come al solito !! lui “Mio Mini Pony Occhi di Stelle” poi è spettacolare….;-) Apprezzo moltissimo anche il fatto che tu mi abbia reso edotto sulla tipologia di auto usata…la Citroën Méhari rossa non l’avevo riconosciuta…!! Grazie Jon
    Comunque dovremmo rivolgere all’Algida un accorato appello ad evitare di produrre spot così sciocchi e sdolcinati…perchè lasciano un profondo senso di nausea..altro che voglia di cornetto…

  2. MartHa

    Gaudio et giubilo, un nuovo post!
    Ho cercato di mantenere una certa compostezza durante la lettura ma a “Ma perché no, se non altro hanno gettato le basi per un bruttissimo manga” non ce l’ho più fatta e ho preso a sghignazzare senza ritegno alcuno. Due cose veloci: uno, non sei l’unico a non apprezzare la punta di cioccolato e due, complimenti all’Algida che evidentemente si è accaparrata il pezzo di Cremonini ancor prima che venisse pubblicato!

    • Grazie perché mi sentivo solo e non osavo più dirlo a nessuno che quella punta era marmorea e non necessaria 😀
      Complimenti a Cesare Cremonini perché è davvero un bel lancio dal punto di vista della visibilità (o in questi casi si dice udibilità?! *mumble*)

      • Giusyna

        Anche io lascio regolarmente la punta di cioccolato del Cornetto, sebbene la cioccolata di per sè, se non fondente, mi piaccia molto. Il più delle volte, il fondo del Cornetto finisce nell’immondizia. Non posso nemmeno darlo al cane, per cui la cioccolata (teobromina) è veleno. Credevo di essere sola nell’Universo, grazie per la compagnia 😀
        Concludo dicendo che, pur coi suoi difetti, la pubblicità anni ’80 era decisamente meglio (per me) 🙂

        • Mi sentivo veramente solo sai! Tutti parlano di questa punta e di come sia la parte migliore del Cornetto e io no capivo… dove sbagliavo? Perché mi facevo schifo? E nemmeno io posso darla al cane, ovviamente. E sì che con tutti i fazzoletti trovati a terra che mangia, secondo me apprezzerebbe 😀

  3. … forse in quel senso diceva: “amerai il finale”.
    🙂
    Carino questo post

  4. Premessa 1: amo Cesare in modo indecente.
    Premessa 2: amo anche i Carlini *luuv*

    Detto ciò:
    – Lo spot mi ha lasciata così –> O_O
    – Mi chiedo quanti soldi han dato a Cesare e spero per lui TANTI (ndr, la canzone dice “Chissà se amare è una cosa vera” e, in questo caso, come dire…)
    – “per il resto era uguale uguale a un carlino davanti al finestrino della Panda che teme che la padrona non esca mai più viva dal Despar.” è geniale, si vede che sei in forma!!

    Conclusione:
    ho una bimba di 3 anni che capisce fin troppo: sono una bacchettona se le censuro lo spot?

    • 1. Lo so 😉
      2. Non lo sapevo! Io li trovo “così brutti che fanno il giro e sono bellissimi”. Adoro la costante espressione affranta.

      Se censuri lo spot alla tua bambina fai un favore al suo senso critico e alla sua prudenza, perché quello non è il modo di gestire un incontro casuale su un autobus!

  5. des

    E nemmeno un piccolo commento ai solitari cespugli di barba sulle guance del mini pony? Non riesco ancora a capacitarmene…

  6. Sì, forse han sbagliato una parola dello slogan: “…amerai la fine”.
    Però spezzo una lancia a favore: quelli della Algida son riusciti a mantenere la tradizione. Entrambi gli spot sono piuttosto imbarazzanti, ognuno a modo suo… 😀

    • Sono d’accordo al 100%. Lo scopo è stato raggiunto, la tradizione mantenuta, magari c’è un’esagerazione di social network ma altrimenti io non avrei potuto scrivere nulla, quindi avanti così, li aspetto il prossimo anno 😀

      • Posso aggiungere una cosa? Vorrei tanto sapere che versione di Fessbuk hanno quei due lì… per riuscire a rintracciarci qualcuno di cui non sanno manco il nome (figurati la ricerca per e-mail o per città, visto che al solito lo spot è ambientato in località turistica ove si riunisce la créme de la créme dei fessi di mezzo mondo…)!!!

        • Eh ma lo spot è breve quindi hanno lasciato fuori alcuni pezzi: lui che scende alla fermata dopo, lui che la ritrova, lui che si maschera e le scippa il portafoglio, lui che la cerca con la carta d’identità che aveva nel portafoglio e con l’aiuto della nonna di lei che ha all’uopo sequestrato per carpire informazioni… dettaglini, insomma, e che sarà mai

  7. utopja

    A guardare questi spot inizio a preoccuparmi seriamente per la perversità della mia mente.
    Il primo, tra la gonnellina della tipa che si solleva mentre va in bicicletta, mettendo in mostra il sedere (in puro stile Tinto Brass), il ragazzo che succhia la punta del cono in maniera allusiva e il finale con loro che si baciano circondati da persone che sorridono in maniera inquietante mi ha fatto pensare a un film soft-hard anni ’80. E non ne ho mai visto nemmeno uno, per dire quanto certi stereotipi abbiano fortemente influenzato l’immaginario comune.
    Sul secondo non faccio commenti, hai già detto tutto il possibile. Fortunatamente non ho la televisione da svariati anni, certe perle le vedo solo grazie a questo blog!

    • Non hai nulla di che preoccuparti, ci hai visto giustissimo. Il doppio senso c’è sempre stato (piace a tutti i pubblicitari, ma agli italiani un po’ di più) ed è pure sfacciato. Quindi non sei tu, SONO LORO! 🙂

  8. Suzywong

    Quoto Shunrei sull’inverosimilità di trovarsi via feisbuc senza avere nemmeno un nome, di solito il social ti suggerisce solo persone che conosci di certo, ma che per validi motivi eviti come la peste.
    Detto questo ,aspettavo il post su questo spot dal primo istante in cui l’ho visto.

    OK,ok… confesso che da quando leggo questo blog non guardo più la pubblicità con gli stessi occhi di prima 🙂

    Suzywong

    • Dicendo ” di solito il social ti suggerisce solo persone che conosci di certo, ma che per validi motivi eviti come la peste”, mi hai fatto venire in mente che io, nel 2005 credo, mi ero pure iscritto, e dopo tre minuti massimo mi è spuntata una lista con foto di “persone che avrei potuto conoscere”.
      L’inorridimento è stato tale che ho cancellato tutto e sono andato a dondolare in un angolo della stanza con la faccia al muro e le mani intorno alle ginocchia.

  9. svizzera

    Che bella sorpresa! la sveglia non è servita stavolta. Però ora mi sento inutile… 😦

    • Ma mia cara, certo che è servita! A chi credi che abbia pensato quando ho visto da quanto non postavo? Direi invece che è talmente efficace che lavora egregiamente senza doversi esplicitare!

  10. Pippi

    Sto morendo dal ridere!
    Jon “ho proprio voglia di vederti ora”, ti cerco su fèsbuc (questa è una minaccia!)

  11. Evviva evviva! Sei tornato! ^.^ (È un difficile momento, abbi comprensione.)
    Detto ciò, il cioccolato nella punta del cornetto che si squaglia con il calore della mano a me fa schifissimo. E lo spot è bruttissimo.
    Tié! Pure la rima ho fatto. (Vale sempre il momento difficile di cui sopra.)
    MA, la domanda fondamentale per me è: già i cornetti normali danno poca soddisfazione, ti pare, Algida, che io avendo due miseri cornettini decida di divederli con qualcuno?
    Ti pare male, molto male.

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