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Appunti Sparsi Tra Il Pranzo E La Cena/7

♦ L’album delle censurette inutili si pregia di un nuovo elemento, lo spot del Cornetto Love Chocolate, in cui un gruppo di ragazzi prende in giro un certo tipo di manifestazioni d’affetto più o meno plateali, che potremmo catalogare sotto “oltremodo sdolcinate”.
Uno di loro dice «Se mi vedete fare una cosa del genere, fermatemi». Se non che, il ragazzo sembra dire chiaramente «beat me» (picchiatemi) non «stop me». Assurdo, se ci pensate: è come dire «adesso fermo un taxi» e tirare fuori il lanciagranate.
Tesi confermata dal fatto che, quando porta un gigante orso di pezza impiccato alla fidanzata o le canta ballate al night o le dona il ricavato delle razzie al giardino della nonna, il malcapitato viene assalito, placcato, schiaffeggiato, preso a pugni e ad allegre pallonate.

Qual è il senso di voler eliminare l’affermazione «picchiatemi», avrebbe incitato alla violenza i ragazzini? Già me li vedo, a buttare Grand Theft Auto nella spazzatura e uscire di casa a picchiare gli amichetti innamorati. E se fosse questo il motivo, è ben inutile se poi si vedono chiaramente ganci destri e manrovesci. Doppiamente inutile, per chi spende duecento euro a portare i propri figli a vedere il wrestling, possa bruciare all’inferno chi l’ha inventato. Anzi no: che possa essere fermato.

Non so che male potesse fare quella frase; so invece che, a causa della sua sostituzione con una che non c’entrava molto, il parlato e le immagini soffrono di carenza di reciproca pertinenza, rovinando uno spot che già di per sé non era il migliore di tutti i tempi.
Prima di consigliarmi di non aver paura di mostrare il mio amore, potrebbero pensare loro a non aver paura a difendere le proprie scelte creative.

♦ Una volta per tutte, Ezio Greggio non fa ridere. Mai. Ancor meno quando si cimenta negli spot Tiscali. L’ultimo fa accapponare la pelle: è tutto un buttare lì, un trionfo di freddure che in confronto La Settimana Enigmistica è il diario segreto di Woody Allen.

♦ Speravo di aver smesso di aver a che fare con la Müller, invece il peggio supera se stesso con un triplo salto mortale e nasce questo spot, in cui un uomo dalla faccia da schiaffi e circondato dal bianco vuole vedere se leccare gocce di yogurt provocherà in lui la stessa sindrome di Stendhal che domina la moglie. Orbene, accade un po’ quello che succede alla Bestia nel finale, solo in versione miserabile. L’uomo si trasforma in donna (e anche piuttosto inquietante, con quelle ciglia prensili), perché a mangiare Müller «scopri sensi che non sapevi di avere» – organi, si dice organi.

Preso da ingestibili sentimenti, l’uomo esce dalla fase critica e comunica le sue visioni alla moglie, che gli solleva il volto con la mano e lo guarda con quell’aria tra “ora sai quello che provo ogni volta che faccio merenda” e “mi sei sempre sembrato un po’ effeminato”.

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Appunti Sparsi Retrò

Jovanotti e gli anni ’80 insegnavano ai ragazzini il rispetto verso il gentil sesso.
Prima cosa, è d’uopo invitare a casa una ragazza che è lì con lo specifico intento di circuirci. Appena in casa fingersi sorpresi della visita, guardarle in sedere e parlare gesticolando come una scimmia attaccata dalle mosche. Poi sarebbe il caso di dimostrare la propria maturità intellettuale facendo giocare la languida ospite con Super Mario; l’occasione è perfetta per cimentarsi in squisite metafore cavalleresche che scoprano appena appena le nostre intenzioni; che so, dirle che per “arrivare alla principessa” bisogna “superare un sacco di ostacoli” e naturalmente, anticipare “un sacco di salti”. Ah e il polipo, mi raccomando: la modalità octopus è d’obbligo.
La donzella, che era pronta a concedersi ancora prima di suonare al citofono, si convincerà del tutto a “un sacco di salti”. Tanto che, quando si risponderà al telefono mentre si è con lei (altra mossa imprescindibile) e si dimostrerà di non avere idea di come cavolo si chiami, la ragazza riderà divertita e continuerà a giocare con concentrazione professionale.
Mi chiedo quanti calci negli stinchi siano stati assegnati dalle dirette interessate dopo l’applicazione del metodo Nintendo.

[Detto questo, quella console e quel Mario erano l’idea di videogioco più bella che sia mai esistita.]

►Ho trovato lo spot che portava i bambini degli anni ‘80 a conoscenza dell’esistenza dell’Acqua Watch, un inutile (quindi un must have, mi pare chiaro) orologio con l’oscuro potere dell’ecologia di ricaricarsi con l’acqua, un riscatto dei punti del Mulino Bianco.

Lo spot è splendido: dei ragazzini sono al bancone del bar con l’atteggiamento vissuto del cacciatore e i loro bicchieri d’acqua/acqua e menta (o Anitra WC Gel, unica alternativa per densità e colore), comportandosi in modo del tutto illogico per la loro età, vale a dire guardando con sospetto interesse una bambina che è ovviamente una futura top model, ma che in quella fase della vita di un ragazzino ha lo stesso perché di una busta di plastica in mezzo all’oceano.

Il motivo per cui lei si trova lì, d’altronde, è ben lontano dal suscitare ammirazione per la sua beltà;  è pacifico che lo scopo sia sfoggiare il suo orologio che si rigenera tramite annegamento.
E, grazie allo stesso oggetto, gli equilibri tornano nella rassicurante consuetudine di identità quando i playboy undicenni vedono che l’orologio della nuova venuta si carica con l’acqua: al che smettono totalmente di interessarsi alla sua esistenza e iniziano a morire dietro al meraviglioso regalo del Mulino Bianco, conquistabile con venti miseri punti; diciassette, per l’esattezza, visto che per pena loro te ne regalavano tre. Non so se ci rendiamo conto. Chili su chili di merendine confezionate, presumo ingurgitate  tramite imbuto e a tempo record per non far scadere la promozione, per ricevere un orologino in plastica mostruoso, ornato di quella mascotte di Italia Novanta, un pupazzo vodoo cubista/omaggio a Rubik, che penzolava dai portachiavi dell’italiano medio come un cadaverino impiccato.
Non c’è bisogno di dirlo, io L’AMAVO.


Ci sono eh! ..A singhiozzo, ma ci sono. Contro il demone Adsl ho vinto io; quanto a quello esami universitari sessione invernale, sto riunendo le truppe sinaptiche.

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Appunti Sparsi Tra Il Pranzo E La Cena/6

  • Nei commenti, Franca mi chiedeva un’opinione sulla nuova pubblicità della Tim. Non so se parliamo della stessa cosa, ma penso si tratti del nuovo spot istituzionale con le masse di esseri umani che si piegano a conchiglia come un cellulare, anche in condizioni di tempo proibitive (diciamo che ho visto gente sguazzare nel fango a mo’ di maiali). La musica, filastroccaccia demoniaca sull’alfabeto e i numeri ripetuta ossessivamente, farebbe uscire di senno un morto. Il claim leccapiedi recita pressappoco così: «Dove gli altri vedono solo telefonini, noi vediamo molto di più». Io vedevo dei deficienti, pensa un po’.
  • Non si può dire che la ragazza dell’Opel Agila  non abbia spirito di inventiva. Quella che tutti siano incantati per quei rifiuti che ha usato per coprirsi, la capisco un po’ meno. Ma “Flex in The City”… Come un porno di serie B (mi devono venire in mente quelli di serie A, ma questo è un altro discorso). Mi arrivano email di spam con proposizioni più delicate.
  • Questo l’ho trovato in rete, non l’ho mai visto in tv. Due cose mi vengono subito in mente: primo, a sentire lo spot c’è spazio per i sentimenti; bisogna vedere quali, perché la visione mi ha lasciato la sensazione sottile sottile che il padre volesse denigrare in modo subdolo il fidanzato dell’ex moglie. Secondo, mi sento tristissimo.
  • Fiesta Ferrero. Stiamo facendo una gara, tu sei il mio secondo solo perché sei il marito di mia sorella, tieni la cartina al contrario e hai il coraggio di dirmi che siccome a pranzo hai mangiato solo un panino mi stavi ammazzando? Secondo lo spot, un avvenimento simile implica pacche sulle spalle e simpatiche battute tra una Fiesta e l’altra. Spero di tutto cuore che alla prossima svolta ci sia una pattuglia con l’etilometro, che la storia del valore alterato per colpa della Fiesta comincia ad essere inflazionata e se ci va bene per un po’ li tolgono di torno. Manco a dirlo, nessun rancore per il secondo pilota più incapace della storia. Io, per inciso, l’avrei fatto sbranare da un branco di orsi.
  • Ieri, via mail, Ma55imo mi illustrava il suo punto di vista circa una nota serie di spot: (…)sarà che anche io son portato come te a pensar male… ma un ottantenne che vive nel suo cascinale di campagna in mezzo al nulla con sessanta bambini (tra cui una odiosissima nipote) facendoli travestire, indossare piume e giocare oltre a posare attorno all’ottuagenario mi farebbe un po’ preoccupare… la prima analogia che mi viene in mente è il parco divertimenti di Michael Jackson..(…) Posto che sono perfettamente d’accordo, (visti i tempi che corrono però; León di Besson è del ’94 ed è un bellissimo film a parer mio, ma se fosse proposto oggi chissà che significati torbidi ci troverebbero) a questo punto, caro Ma55imo, vedo il tuo pollaiolo e rilancio di un vecchio che cucina insieme ai bambini pur non avendo mai bollito un uovo.

    Chi ne sa di poker ci dica chi vince tra un full di Francesco Amadori e uno di Giovanni Rana.

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Appunti Sparsi Tra Il Pranzo E La Cena/5

  • Vicks Flu Action, la storia di una precaria che si attacca con le unghie al posto di lavoro. Altrimenti starebbe a casa, si vede che ha una malattia grave, suda ed è gialla; una volta. per una cosa così, ti mettevano in quarantena, oggi alla cassa 5. In realtà, se notate, ha solo i capelli unti e scombinati. Assumendo il farmaco da banco, la frangia acquista un aspetto da due colpi di phon, mentre tutti dovremmo gridare al miracolo per la strabiliante guarigione. In realtà s’è solo lavata, l’abbiamo capito, eh?
  • Papà in ascolto, attenzione, rischio di tre ore soporifere in vista, c’è lo spettacolo dei Gormiti. Come funziona esattamente, pupazzi in gommapiuma o videoproiettore?
  • E’ tornata la pubblicità delle uova di Pasqua Kinder&Ferrero, quella con i bambini che saltano irragionevolmente felici sul telone dei pompieri. Considerando che già gli ultimi di giugno c’è la pubblicità degli zaini e che a metà ottobre i centri commerciali hanno gli addobbi di Natale (senza contare le uscite in edicola del presepe, si parte a settembre) l’aspettavo prima, diciamo intorno al 9 gennaio.
  • I visi al contrario delle Cipster mi turbano. Quando masticano, quando parlano… soprattutto quello con i bigodini sul mento. Non riesco a smettere di fissarlo.
  • Dell’acqua Nestlè Vera non si sopporta nulla. La musica è infelice, viene da un film anni 60 e si intitola "Chitty Chitty Bang Bang", dal rumore del motore di un’auto (tralasciando imbarazzanti significati antecedenti), quindi è pacifico che non c’entri assolutamente nulla, posto che non voglio credere che paragonino il corpo umano a una macchinaccia che non va nè avanti nè indietro. La famiglia indossa delle mutande che inducono all’autoflagellazione, ma il peggio è l’Aquafan di Riccione nell’apparato dirigente della madre adolescente, con giardini e corsi d’acqua nei punti strategici: proverò schifo per sempre per ogni gioco acquatico, mi hanno distrutto perfino l’amore per i tronchi di Gardaland.

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Appunti Sparsi Tra Il Pranzo E La Cena/4

  • Una ragazza si fa portare in giro, in mezzo al mare, da un pescatore ottuagenario con una barchetta scasciumata che si chiama Salvatore (la barca), mette le mani nell’acqua per il contatto con madre natura, si apre un tornado di anacronismi in cui lei è a casa a preparare pesce in busta ma, contemporaneamente, con una valigia che neanche al tempo degli emigranti, si fa portare su una casetta ubicata nei pressi della prigione del Conte di Montecristo,  dove la aspetta una cena con gli amici. E che cosa le hanno preparato? Pesce in busta. E’ come se chi abita in Tirolo facesse la fila al Mc Donald’s per il Tirolese. A quanto dice lo spot di That’s amore Findus Grigliata Mista, questo comportamento sconsiderato si chiama "mangiare positivo".
  • Tezenis e Giulietta e Romeo, un’accoppiata che non comprendo, ma  me ne farò una ragione. Quello che dà da pensare è che finché non hanno detto di cosa si trattasse, pensavo fosse uno spot per la scuola per gli allievi ufficiali dell’Esercito, giuro.
  • Mio caro signor Lippi, ho capito che deve fingere di saperne qualcosa ma che invece non ha idea di cosa stia parlando, quindi l’aiuto io con un consiglio, se mi permette. Quando cerca di convincere gli anziani con allettanti proposte di finanziamento, sostituisca la dizione "qualche piccolo problemino" con "protesti e pignoramenti", così capisce anche l’ufficiale giudiziario e ve la sbrigate insieme.
  • Avvistata Alessia Mancini in una televendita in cui sceglie gli accessori Chicco per il nascituro con l’aiuto di GERRY SCOTTI. A parto avvenuto, esigo che disquisisca sulla pipì da campioni. Intanto, per ingannare l’attesa, continua a  sfinire la futura levatrice Wilma de Angelis, trastullandosi sulla solita sedia semovente. «Il bello di queste poltrona è che mi permette di essere indipendente anche nelle mie condizioni». Che le donne incinte che lavorano fino a una settimana prima della scadenza di ribellino, per favore.
  • Fusion Power è nuovo, è Stealth, cioè cercate di capire; il paragone con il rasoietto Bic del Medioevo è l’unico che ci fanno vedere, ma non vi preoccupate perché io ho la versione Power senza Stealth e posso dirvi che la differenza c’è, eccome. Il mio è verde, quello è nero. E questo è il meglio di un uomo, siamo messi malissimo.

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Appunti Sparsi Tra Il Pranzo E La Cena/3

  • Gli utensili per la cucina della Prova del Cuoco sono superati in bruttezza solo da quella batteria di padelle di Titti e mestoli di Duffy Duck della Warner Bros che tempo fa  cercavano di propinarci, non ricordo se con i punti delle merendine o con le uscite settimanali; nel primo caso, puro masochismo nel collezionare centinaia di punti per una tazza col becco; nel secondo caso, l’attesa dell’uscita in edicola sembra piuttosto il tempo, sempre troppo breve, tra la sentenza di condanna e il lavoro del boia. Detto questo, se ad aprire il foglietto illustrativo saltasse fuori la musica de Le Tagliatelle di Nonna Pina, accenderei un fuoco nel lavello e cercherei di cacciare tra le fiamme lo spietato spirito maligno.


  • Oral-B Vitality: è sempre bello e rincuorante notare con quanta professionalità i ricercatori Oral-B, nel prendere visione di una realistica schermata che mostra una specie di muschio verde sul colletto dentale, simulino autentici conati, guardandosi accumunati da un significativo disgusto.


  • Come gentili lettrici e lettori hanno prontamente segnalato, il delicato Ronaldo non è calvo, pertanto non è credibile come testimonial della Crescina. Il risultato è ancor peggiore se ripensiamo al fatto che, quando il dentuto calciatore s’è presentato per la prima volta in pubblico con le sembianze di un clown (meraviglioso non è stato mai, ma è stato capace di peggiorare, per poi grazie al cielo rinsavire parzialmente negli ultimi tempi), ha rilasciato una settantina di interviste in cui diceva apertamente di farsi schifo e di trovarsi scomodo coi capelli, ma che li teneva perché gliel’aveva chiesto il presidente del Milan (…); ciò rende tutta l’idea dello spot ulteriormente falsa. A questo punto prendiamo Keira Knightley per American Diet System Giorno e Notte, a scuotere le confezioni per far vedere che sono «anche vuote», che tanto pesava trenta chili anche prima.


  • Dopo che ha annunciato, insieme al marito, di essere in dolce attesa, in un modo originale e da copiare [cioè en passant (=pacca sulla pancia) in uno spot sul detersivo per lavastoviglie], la bella Alessia Mancini viene impiegata in tutte le televendite delle poltrone alzapersone, quelle che si chiamano con i nomi delle peggiori soap opera del pomeriggio. Certo, lo faceva anche prima, ma stava in piedi e la consigliava agli anziani. Ora va solo su e giù con lo schienale, col telecomando, ripetendo con aria complice: «questa poltrona è proprio di grande aiuto, SOPRATTUTTO PER ME».


  • Nell’ultimo spot Wind-Infostrada, Fiorello decide che il pubblico non deve guardare lui e il vetusto Mike, perché se no non si ricorda del prodotto, così ci tocca una schermata nera. Cosa c’era scritto? Ah, che ne so, ero impegnato a sentire le voci, io.

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Appunti Sparsi Tra Il Pranzo E La Cena/2

  • Credevo che gli autotrasportatori col pinguino fossero il peggio concepibile per uno snack da frigo. E invece, lo stesso Kinder Pinguì ci amareggia con la Nasa e gli astronauti che se ne infischiano delle leggi della fisica e della logica, mangiando KP in tutte le galassie e ridendo come squinternati.
    Nel primissimo spot, tanto tempo fa, c’era un pinguino animato che, in tecnica mista, entrava in un banco frigo reale e offriva la merendina ai bambini a casa. Se si potessero bruciare tutte le soluzioni creative assunte dopo quel momento, potrebbe rivelarsi una scelta vincente. Un disgustato NO COMMENT, invece, in merito alla festa del Maxi King all’interno del frigo, con protagonisti selezionati tra le zucche più spaventose e inespressive di Halloween e la colonna "sonora" (fa molto ossimoro me ne rendo conto) dei Finley, spot ora rimpiazzato, per fortuna, con una noiosissima discesa in snowboard.

 

  • Caro signore del Cillit Bang, se lei solo osa entrare in casa mia testando strumenti del Ris solo per dirmi che la mia casa fa schifo, le faccio vedere il nuovissimo uso del Tantum verde. Tra l’altro ho la vivace curiosità di sapere come abbia fatto la signora bionda a ungere di strutto tutto il pavimento del soggiorno prima dell’arrivo del molesto piazzista, ma soprattutto ammiro lo sforzo con cui ha bruciato litri di sangue di bue con la fiamma ossidrica sul piano cottura. Per quanto concerne il fatto che con una sola passata di spugna si tolga anche l’acciaio, non so spiegarmelo, non sono esperto in prodotti chimici ustionanti.

 

  • Breil Tribe, l’era dell’amore. Dopo secoli di litigi (o dopo un mese di Bassolino, a giudicare dallo stato del suolo urbano), uomini e donne si riappacificano con slancio. Oggetto della riconciliazione tra i diplomatici è, tra le altre versioni, un orologio, che se fosse stato proposto a me, avrebbe significato l’inizio di una battaglia all’ultimo sangue che in confronto "300" era "Barbie e la magia di Pegaso".

 

  • Veniamo alle patate. Non siate maliziosi, non si parla di grette metafore popolari, bensì del tubero e più precisamente dello spot sulle patate al selenio (di cui mi dicono esista un’inquietante versione radiofonica), che celebra la rivincita della donna senza qualità (quella che pagherà per vedere il canale Mya, per intenderci), che ama deridere il prossimo, colpevolmente ignaro del fatto che il selenio si possa spruzzare sulle coltivazioni. "Menomale che le patate le comprano le donne" è una delle frasi più squallide della storia. Eh sì, menomale che le donne vanno sole a trascinare il sacco su per le scale di casa, che elevazione, che ambizione, quale altissimo insegnamento per le generazioni future, solo le donne possono occuparsi dell’occulto mondo casalingo, è un circolo esclusivo.
    E sì che a mangiarle si dovrebbe diventare intelligenti.

 

  • Ma perché tutti si domandano perché il bambino cinese della Glade abbia una madre europea? Non è geneticamente impossibile, eh, l’ha adottato, ha scelto un donatore dal catalogo o ha un marito asiatico (o è asiatico il postino… infinite possibilità). Quello che nessuno sembra aver notato è l’inspiegabile necessità di privacy di un pupino di sei anni, talmente acuta da originare una serie di missive passate sotto la porta del bagno.
    Che poi faccia schifo guardarlo a ore pasti, è innegabile; oddio, sempre meno rivoltante di quella che fa la doccia in una specie di cloaca ed esprime il suo ribrezzo guardando lo scarico che stagna e gorgoglia. «Che schifo!» – eh, pensa un po’ a me!

 

 

Update/OT: "I gatti senz’altro si arrangerebbero"… Davvero nessuno immagina perché questo sia il nome del blog? Sarei curioso di sapere cosa ne viene fuori.

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