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Fiat Anniversarium!

I

 

Che ti abbiamo fatto, Fiat? Perché non ci vuoi bene? Bastava dirlo, che gli aiuti di Stato non erano abbastanza, invece di cambiare famiglia e lasciarci qui a essere protagonisti delle tue campagne pubblicitarie destinate a tutti i continenti!

Vedi, noi italiani non siamo sempre stimati in giro per il mondo, un po’ perché ce lo meritiamo ma un po’ anche no, così mi chiedevo quanto fosse necessaria la formulazione dell’ultimo spot della 500X.


So cosa stai per dirmi, che fai pubblicità alla bellissima Pitigliano. Ma non mostri i suoi tanti siti archeologici, le mura, le fontane, i palazzi, se non di sguincio… C’è una veduta da lontano che è stupenda e inconfondibile e quant’altro, ma non fare la furbetta, Fiat, a te serviva per dare l’idea del paesetto italiano sperduto e arretrato, altrimenti poi non avresti mostrato come prima cosa IL BUCATO. E c’è il maschio italiano che è un signore attempato coi capelli arruffati e la vestaglia di leopardo! Di leopardo, Fiat! E i mobili truzzi d’oro e la moglie mora, ricciolona e accaldata. Eddai.
L’uomo va prendere il Viagra – e questa è una delle cose più tristi e senza fantasia che si potevano immaginare, eppure tu hai deciso di rappresentarci così, con questo umorismo da Colorado Café. La pillola blu, contenuta in uno di quei barattolini tipicamente statunitensi, manca la bocca dell’uomo, forse perché lui la lancia all’indietro come una moneta nella fontana di Trevi, e io vorrei che esprimesse il desiderio di essere vestito meglio, quantomeno, eppure ci tocca seguire il destino di un farmaco che si fa tutti i tetti, prende la campana e sfiora un prete, perché dobbiamo sottolineare che imperversiamo simpatici e maliziosi in questa terra di timorati di Dio, siamo la freschezza nel vecchio, attraversiamo anche l’Ape, questo simpatico veicolo da italiani, entriamo in una fontana (e poi mi lamentavo che non facevate vedere le fontane, che ingratitudine) becchiamo un calice di bollicine e voilà, dritti dritti dentro il serbatoio di una 500, che si irrobustisce e diventa una 500X.

E le donne di ogni età che fanno “uhh”, “ooh”, tu mi puoi dire che te le sei inventate e volevi fare la peperina, ma la Coca-Cola queste scempiaggini ha smesso di farle da quindici anni, dopo averle inventate trent’anni fa, non fa fare più “uhh” e “prrr” alle donne, te lo giuro. Magari era una specie di omaggio alla Volpina di Amarcord, chissà, ma in quel caso giova ricordare che la poveretta non stava a posto con la testa ed è facile che vivesse per strada.
E non credere che non abbia notato la vecchietta spazzare con la scopa di saggina tra l’asfalto e le erbacce al distributore: un giorno mi dovrai dire perché.

Sai, Fiat, possiamo pure far credere al grande pubblico che questo spot sia creativo e divertente, non è difficile con la confezione giusta, e tu ce l’hai. Ma alla fine, se riusciamo a non lasciarci emozionare dall’Ape carica di oleandri venefici, il senso spiccio dello spot è che tu, Fiat, hai fatto con la 500 quello che il Viagra fa ai vasi sanguigni di un pene. Cioè, capisci, messa così è brutta forte.

A questo punto, Fiat, perché nel prossimo spot non fai cadere un po’ di Imodium nelle tue auto, così magari Altroconsumo ritira la class action contro di te per consumi superiori a quelli dichiarati?

 

II

Oggi il mio blog graficamente inadeguato compie sette anni! E allora mi sono detto, giacché ogni anno cerco il premio più brutto e indesiderabile, perché non offrirne uno che sia, come ogni anno, brutto e inutile, ma che stavolta vada a tutti quelli che hanno auto la pietà di seguirmi finora?

Così ho deciso di dirvi chi sono – e credo sia il miglior premio triste e deludente a cui potessi pensare.

Mi chiamo Giada.  Voilà, è stato facile (il fatto che sia un mese che c’ho lo stomaco intorcinato è puramente casuale). Ho preparato qualche paroletta nel caso foste curiosi – e potete stare tranquilli che i post futuri di questo blog non includeranno alcun tipo di promozione. Ci siamo conosciuti per ridere delle pubblicità e dei telefilm e qui continueremo a fare quello.

Ringrazio le sei persone a cui, in questi anni, ho detto chi sono. Oggi sono per me amiche e amici nel senso proprio del termine. Qualcuno era stupito, qualcuno per nulla, ma nessuno se l’è presa ed è stato un sollievo vedere che hanno capito come l’identità fosse l’unico dettaglio effettivamente celato.

Direi che è tutto. Lo so che il premio di quest’anno non è arrivato nella busta gialla e triste come negli altri anni, ma spero che vada bene lo stesso.

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