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Essere Jon Snow

Vi siete mai chiesti quante emozioni possano esprimere le facce meste di Jon Snow? Mi sembrate quasi tutti persone equilibrate, ma io, che non lo sono, avevo questa domanda in tasca da un po’. E ho trovato la risposta: a ogni sentimento, si può abbinare un musone affranto tra i fiocchi di neve. Vi faccio vedere.

Episodio 5×09
Titolo: The Dance of Dragons
Titolo più onesto: Panic! at the ludos

L’accampamento di Stannis brucia. L’evento infastidisce perfino Melisandre, che di solito è appassionatissima di piromania. Stannis ha un aspetto malmesso da vecchio zio che ha preso male il divorzio e che non si fa più la barba neanche nelle occasioni.

6

Jon e i Bruti sparuti (più il gigante) bussano alla porta della Barriera. Li fanno entrare, ma all’inizio sembrava che non volessero aprire, un imbarazzo che neanche al confine sloveno prima di Schengen quando trovavano sigarette non dichiarate.

1

Siccome se non frammenta i segmenti non prova gioia, la regia ci riporta da zio Stannis, che manda Ser Davos a fare una commissione strarognosa. Prima di partire, Davos regala alla figlia di Stannis un cervo di legno fatto benissimo, sul serio ritirati, fai l’artigiano, che ci stai a fare con quei selvaggi? Lei adora il regalo, lui le dà pure un bacetto ed è tutto così sereno e amorevole, che secondo me uno dei due oggi schiatta malamente.

4

Jaime è invitato dai peggiori ospiti mai esistiti, che in un salottino di disagio comportamentale decidono comunque di restituire Myrcella allo “zio”, a patto però  che si accolli pure Tryston. Anche Bronn viene graziato dalla compagnia delle Oberine, che dopo ventiquattr’ore di prigione sono già completamente esaurite.

8

Mi spiace tantissimo e mi scuso, ma bisogna tornare alla storyline di Leia la cozzara, che dovrebbe maneggiare segretamente il veleno ma il risultato è che ammira per sei minuti in controluce una bottiglia da aceto balsamico a due passi dalla vittima designata, ennesimo segno che a Braavos insegnano a usare mille facce, ma nemmeno un cervello. A cambiare i suoi piani, però, giunge Lord Tyrell, padre della Salamandra Furbetta e di Loras, il Ragazzo Arcobaleno. Con lui, c’è Meryn Trant, che io avevo del tutto dimenticato ma che Arya ricorda bene, perché ha picchiato sua sorella, dopo averle mostrato la testa del padre sulla picca, ma prima di tentare di abusare di lei. Arya prende la sua carriola di mitili e molluschi puzzolenti ed entra indisturbata nel bordello in cui si trova il malvagio capo delle guardie, che scarta tutte le prostitute finché non gli portano una minorenne. Arya si indigna ma per ora si ritira, torna dall’uomo Multifaccia e promette che i compiti li farà l’indomani, perdendo un’ottima occasione per sconsigliargli di continuare a farsi quelle mèches orrende.

2

Shireen, la figlia di Stannis con il nome da attrice porno, racconta al papà una storia di draghi e lui la ricambia con un pericoloso monologo sulle scelte e le responsabilità. Più che altro per farlo smettere, Shireen si informa:
«C’è un modo in cui posso aiutarti, papà?»
«Grazie per averlo chiesto. Sì, in effetti ero giusto venuto a dirti che ci farebbe comodo metterti al rogo.»
L’idea era di Melisandre, manco a dirlo, ma va precisato che tutti rimangono immobili senza protestare, salvo la madre, che però si oppone quando ormai la povera bambina ha raggiunto un grado di cottura irreversibile.7

Ma basta piangere! Ci sono i giuochi! Lionel Richie, oggi magistralmente interpretato da un Ferrero Rocher, raggiunge Khaleesi e Tyrion nel baldacchino reale, con Faabio che resta appollaiato dietro di loro provandoci di continuo con la regina. Dopo un primo taglio di testa, finalmente arriva il turno di Sebastiano. Egli combatte contro un signore enorme, esibendosi in giravolte fantasiose che per poco non lo fanno ammazzare, ma si riprende e uccide l’avversario, poi altri due e non solo, lancia una lancia (che eleganza terminologica, ah?) a un uomo mascherato che stava per uccidere la regina alle spalle! A questo proposito, Faabio, se facessi il tuo lavoro anziché annusare i capelli di Khaleesi, forse adesso non saremmo a questo punto. Non c’era così tanta gentaglia in maschera nello stesso posto dalla scena del ballo di Eyes Wide Shut.
Khaleesi è atterrita: coincidenza vuole che il vestito buono della quinta stagione sia bianco, e basta uno schizzo di sangue a rovinarlo per sempre. Per giunta, Lionel muore prima di poterle urlare dove si trova il passaggio segreto che conosceva (verrà ricordato come un uomo arguto). Siccome le cose si mettono malissimo, specialmente per l’abito, Khaleesi chiama telepaticamente il suo drago e lui arriva! Ed è bravissimo a capire quali omini deve uccidere e quali no! Daenerys gli si avvicina, si disinteressa dell’immenso parapiglia, gli sale in groppa e si fa un bel sorvolo ricreativo del Colosseo, abbandonando il suo amato, il suo consigliere, la sua migliore amica e l’uomo che l’ha appena salvata in balia di una setta di trucidatori in maschere veneziane.

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Snow of the Dead

Poteva mancare il riassunto della settimana? Vi rispondo subito: poteva benissimo. Ma se doveste scoprire di aver fatto una scelta sbagliata, nella vostra vita, potrete sempre ricordarvi che in questo episodio la trovata più intelligente è stata bere l’acqua dalle fughe del pavimento.

Episodio 5×08
Titolo: Hardhome
Titolo più onesto: Jon Snow non solo non sa niente, ma capisce anche poco

Catfight tra Khaleesi e Tyrion, sotto lo sguardo vigile degli addominali di Missandei. Sebastiano vorrebbe dire qualcosa, immagino la sua fortunata frase Vostra Grazia, vi amo!, ma gli intimano subito di starsene muto in un angolo e lui obbedisce, perché tanto è abituato. Si discute di cosa fare di lui: Khaleesi vorrebbe ammazzarlo e Tyrion comprende il sentimento, ma si pronuncia a favore di Sebastiano, che è espulso da Acapulco con effetto immediato. Beh, “espulso”, diciamo che lo mettono alla porta e gli dicono «Va’!», che è un po’ quello che facciamo noi coi pregiudicati stranieri.

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Nelle segrete, Cersei viene percossa dalla badessa con un mestolo da brodo.

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Arya si allena con l’uomo Multifaccia per il Campionato di Panzane. Avrei detto che giocavano a Dungeons&Dragons, ma mancano i dadi, quindi non hanno neanche una buona scusa. Arya si inventa che è la principessa Leia e che fa la cozzara, una storia comunque più credibile di Trono di Spade e che finisce con recupero crediti e avvelenamento.
L’altra apprendista esprime il dubbio che Arya non sia pronta, ma l’uomo Multifaccia risponde che non fa alcuna differenza per lui, il che la dice lunga sulla sua vocazione didattica.

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Cersei riceve un avvocato d’ufficio che le dice che Tommen non ha ancora ripreso appetito.

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Demolito in quattro secondi dalle frecciatine di Sansa, potenti come una manciata di foglie secche, il povero Theon vuota il sacco e ammette che Bran e Reckon sono ancora vivi – o cielo, speriamo solo che non ce li mostrino, quegli scout tediosi.

Sansa
Discussione per capire come si appoggia il goniometro per tracciare un angolo dato sul naso di Lord Bolton.

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Si è fatta ora di merenda; è dunque naturale che Tyrion e Khaleesi stiano sbevazzando quella vinaccia rossa che va tanto lì. Daenerys lo assume come consigliere e lui come prima cosa le consiglia di smetterla di accumulare poveracci come carte Pokémon.
In coda, apprendiamo che Sebastiano non ha preso bene l’espulsione e si fa assumere come gladiatore dall’uomo che l’aveva comprato, perché lo scopo della sua vita è stupire Khaleesi con sorprese che gli sottraggano dignità brandello dopo brandello.
Lasciatemi sottolineare ancora un dettaglio importante: l’acconciatura di Daenerys la fa somigliare a un carretto di Twisted Churros.

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Cersei rivive l’incubo di ogni essere umano: la mensa all’asilo delle suore.

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Dopo essere stato medicato con il fango, Sam riceve la colazione da quel pesantissimo bambino mesto, che si lagna dell’alleanza di Jon Snow con i Bruti. Dacci un taglio, Semola: gli hai ucciso la fidanzata, siete pari.

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Jon Snow e il suo bastone da pimp approdano in un posto (che non so come si chiami, immagino Brutosport o giù di lì) che si distingue per essere la terra delle mimetiche invernali. Si avvicina un uomo ricoperto in modo molto creativo da tanti ossicini messi insieme, che insinua con educazione che tra Jon Snow e Tormund ci sia una romantica simpatia, ma l’ha detto guardate in modo così delicato, che non si spiega come mai Tormund gli fracassi il cranio con un bastone. E so che non ci dovrebbe piacere, questa violenza cieca, però se ascoltate bene mentre picchia sugli ossicini si sente un suono di xilofono che è una bellezza.
Quasi tutti i capi dei Bruti, tra cui una signora veramente notevole anche se  sembra un po’ una di quelle mamme che bevono Merlot alle dieci di mattina, decidono di allearsi con Tormund e Jon per battere i fantasmi catatonici. Ma è troppo tardi, perché l’esercito di scheletri ha circondato il ranch ed è un gran peccato che il Capo Bruto con gli ossicini sia morto, perché avrebbe trovato un mucchio di nuove decorazioni.
Il problema principale, nel parapiglia, è che ‘sti geni si sono persi l’ossidiana, l’unica arma che possa uccidere gli zombie di ghiaccio. Ci sono battaglie: il povero Jon, a causa della sua pessima strategia, cioè non avere strategia, è ferito; la mamma bella, nonostante il valore provato in campo, muore uccisa da uno sciame di zombambini e tutto sta andando malissimo senza dubbio, perché hanno messo una musica triste con strumenti ad arco.
Migliaia di nuovi scheletri rotolano giù dalla montagna e i pochi che sono rimasti vivi finalmente capiscono che è ora di telare. Dalla barca che si allontana, Jon Snow scopre con sgomento che i morti, con l’opportuna spinta di un comandante ghiacciolo, diventano zombie di ghiaccio a loro volta. Si può vedere con chiarezza, lo struggente attimo preciso in cui si rende conto della terribile verità: puoi lottare strenuamente, chiuderti nella Barriera, puoi pure solcare i mari, ma alla fine ti ritrovi sempre e comunque davanti una robaccia con gli zombie à la The Walking Dead.

JS

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Tronò™

Voi, che siete indietro e vi manca l’ultimo episodio del Trono di spade!
Magari siete state impegnati, non l’avete ancora guardato e non trovate il coraggio di perdere tutto quel tempo a recuperare. Magari ancora siete sicuri di non sopportarlo più, ‘sto telefilm alla deriva, ma vi sentite esclusi quando i vostri amici ne parlano… Da oggi è tutto risolto grazie a Tronò™!

tronòTronò™ è una guida rapida e di facile apprendimento, che vi garantirà un’idea precisa di tutta la puntata, grazie alle schede esaurienti e all’aiuto della funzione Mood™, che indica lo stato d’animo con cui dovrete parlare del segmento corrispondente, se salta fuori il discorso al bar.

Se non siete ancora convinti, ci rivediamo quando vi accorgerete che questo episodio dura sessanta minuti.

 

Episodio 5×07
Titolo:The Gift
Titolo più onesto:Gli Orologi della Notte hanno rotto. E anche la neve

Gioioso raduno nel cortile dei Cavalieri dell’Apocalisse; consueto gran sfoggio di pellicce Annabella, ma Sam si ostina ad optare per un trapuntino di Conte of Florence, perché non sai mai che a un certo punto la cosa non si trasformi in un picnic sul prato.
Poco dopo, l’anziano Aemon suggerisce a Sam e Gilly di portare il bambino a Sud: ci voleva un saggio per notare che quel freezer di Barriera non è posto dove far stare un neonato.
Mood: Pomeriggio di Natale dal bisnonno in casa di riposo

uno

 

Sansa sta subendo ogni peggio, così si affida a Theon, la persona di cui non ci si può fidare neanche per imbucare una lettera, e lo supplica di portare la candela sulla rocca così i suoi fedeli sapranno che è ora di portarla via da quel manicomio.
Mood: I’s too late to apologize dei One Republic

due

 

Brienne continua a guardare un castello.
Mood: Il sentimento di quando uno salta la fila e si mette proprio davanti a te

3

 

Aemon insiste a chiamare il neonato “uovo”, ma poi smette, perché muore. Il che almeno crea un evento sociale alla Barriera, il funerale: momento in cui tutti si radunano e finalmente si accende un falò.
Mood: Harry Potter e il Nonno Salice di fuoco

5

 

Sansa insulta suo marito, una tecnica per farsi ammazzare che è proprio una trovata brillante, quasi quasi mi aggrego. Ciò che importa a noi finti spettatori è che Theon la candela l’ha portata a Ramsay, che ha scuoiato l’amica di Sansa, che insieme alla candela le aveva dato un mucchio di indicazioni contorte.
MoodSaw III

4

Nel reparto ‘altra neve’, all’accampamento di Stannis tutti hanno la broncopolmonite (ricordo che sono partiti dalla Barriera tipo trenta minuti prima). Ser Davos mette in guardia:
«Sire! Qui tossiscono tutti! Che mi dite?»
«Sta arrivando l’inverno!» Replica Stannis, re carismatico, competente, intelligente, opportuno, mai scontato.
Arriva Melisandre, ma rimane coi vestiti addosso, giuro che non me l’aspettavo. Propone un rito dei suoi, credo implichi sgozzare la figlia di Stannis o qualcosa del genere – ed è troppo anche per lui, tanto che la manda via prima che riesca a denudarsi, nonostante il consueto abito a sgancio rapido.
Mood: Spot Borocillina coi diavoletti della tosse

6

 

È da un po’ che non mortifichiamo una donna, come rimediare? Facciamo aggredire Gillyflower da due Orologi della Notte! E aggiungiamo anche un po’ di bullismo nei confronti di Sam, offre la casa. Deve venire un metalupo a rimettere ordine, per dire. Poi a Gilly vengono due belle pensate: la prima, quando getta in mezzo la frase: “la prossima volta LASCIALI FARE!”, per gratitudine. La seconda è pressapoco così:
“Sai cosa Sam? Che ne dici di approfittare di questo fresco sipario di violenza e soprusi per avere un rapporto sessuale? No ma se vuoi eh, è un’idea, la prima cosa che viene in mente in questi casi.”
Mood: Un giorno in pretura

7

 

Nel frattempo, a Palm Beach, Sebastiano Somma è messo all’asta ed acquistato insieme a Tyrion dal responsabile dei Giuochi di Danisport. Chissà dove verranno portati!!! No, scherzo, non interessa a nessuno.
Khaleesi e Faabio si sollazzano tra lenzuola dorate pacchianissime e cuscini a squama di drago di cui apprezzo almeno la coerenza tematica. Faabio cerca di farsi sposare.
Mood: Telenovela di Retequattro ambientata in Baviera.

8

 

Olenna bisticcia con il sacrestano, ma prima si rivelano quali sono le rispettive ossa scricchioline. Lui cerca di venderle un libro esoterico, poi le fa un discorso proletario sul grano che neanche Tolstoj.
Mood: Testimoni di Geova la domenica mattina; le parti di Anna Karenina dove non c’è Anna Karenina

9

 

Il piccolo Tommen non vuole mangiare. E ha ragione, avessi una moglie così in carcere sarei in preda alla disperazione pure io. Cersei sembra provare emozioni, ora però non saprei bene dirvi quali. Si ipotizza di parlare con l’Alto Passero e sinceramente io punterei piuttosto sul Gufo Uffa di Winnie the Pooh che ha sempre trovato soluzioni creative ai durissimi problemi del Bosco dei Cento Acri.
Mood: Gli ultimi due capitoli di Piccole donne crescono.

1

 

Jaime parla con la figlianipote che dice tipiche cose da adolescenti: lo amo, lo sposerò, a proposito, zio che mi somiglia molto ma non sospetto niente perché sei il gemello di mia madre quindi grazie alla mazza ferrata che mi somigli, ti preferivo quando avevi ancora l’altra mano.
Bronn, nelle segrete, canta una canzone che piace a una delle Oberine, tutte e tre imprigionate nella cella di fronte (e tralasciamo che siano abbigliate come a un saggio di danza contemporanea). L’Oberina entusiasta ha problemi di freni inibitori, per cui si denuda e pretende che Bronn le dica che è la più bella nell’universo e quando lui avanza dei dubbi, gli dice una cosa come “scherzetto, tre ore fa ti ho avvelenato, adesso muori! Ma se dici che sono la più bella del reame ti do l’antidoto”. Con grande buonsenso, Bronn ritorna sui suoi passi. Con ‘sto sistema Biancaneve finiva in tre minuti. Se vi chiedono un parere al bar, guardate lontano, scuotete la testa e sussurrate: «Abbacinante…»
Mood: Pornhub, “Horny teen teases old man”

2

 

Tutto è pronto per una ghiotta esibizione  e Sebastiano si concentra per fare bella figura e incidentalmente per rimanere vivo. Ma chi assiste ai Giuochi? Khaleesi, con il suo promesso sposo! Che caso incredibile. Se vi dicessi che non mi sto appassionando, vi direi la verità.
Seba la vede da un finestrino ed è tutto un fermento, così si mette l’elmo e va in arena (= un campetto di sabbia per gatti di tre metri quadri) e combatte contro tutti. Khaleesi, che fino ad allora era lì lì per vomitare su Lionel Richie, si interessa a questo misterioso gladiatore e pensa “allora ho fatto bene a vestirmi come se fossimo agli Oscar del 1985”. Quando scopre che si tratta di lui è schifata come non mai, ma quando scopre che le ha portato un regalo diventa subito più disposta ad ascoltare. Il regalo è Tyrion. Vabbé dai, magari Sebastiano ha lo scontrino.
Mood: History Channel presenta I segreti inventati del Colosseo

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Cersei porta a Margaery del ragù di cervo e un po’ di ingiurie, ma la prigioniera non gradisce e le tira indietro sia l’uno che le altre. Dopo la visita, in cui si è sprecato dell’ottimo sugo di selvaggina, si intrattiene a conversare col sacrestano, che le fa un po’ di storia del Gotico, parlando male di architetti a caso. Cersei non si dimostra abbastanza interessata e viene sbattuta in carcere da tre suore massicce.
Mood: Masterchef; Philippe Daverio agli Uffizi
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Addio mia concubina (e scusa)

Vi è piaciuto il finale di stagione di Game of Thrones? A me nemmeno un po’ (sono uno dei pochi, me ne rendo conto), ma mi sono consolato scrivendo questo post. Come sempre, vi ricordo che ci sono gli spoiler di tutto l’episodio.

Episodio 4×10

Titolo: The Children
Titolo più onesto: Continuano a morire i personaggi sbagliati

Dopo la consueta breve sigla, durante la quale si riesce appena appena a cuocere un plumcake e a farlo raffreddare, siamo subito ammorbati dalla presenza funerea di Jon Snow. Infatti, proprio come anticipato nello scorso episodio, Jon mette in atto il suo piano terrificante e va dal re dei Bruti, ostentando mani alzate come un negoziatore in uno di quei film in cui c’è un pazzo che tiene gli ostaggi in banca per ore e poi chiede un elicottero, banconote non segnate e una pizza grande già tagliata a spicchi. A Jon viene offerto un bicchiere di latte corretto con cherosene, prima di cominciare a discutere di cose serie. In soldoni: il capo indiano davanti a lui non si vuole arrendere, anzi, ha quattrocento uomini di scorta che prima o poi in cima al castelletto ci arrivano, quindi chiede direttamente il tunnel. Jon glielo vuole dare, forse no: non dipende da lui, nel senso che l’attore fa sempre le stesse facce e più di tanto non si capiscono i suoi sentimenti.
All’improvviso, però, qualcuno viene a disturbare quella che finora era una simpatica merenda: un’armata a noleggio, in formazione che neanche nel nuoto sincronizzato, arriva sui cavalli bianchi come la neve e ammazza tonnellate di Bruti.
Time out, dice il capo indiano, stiamo andando male. E, non so perché, ma tutti obbediscono e si fermano, anche quelli che non lo potevano sentire. Ma chi è il vile assalitore? Chi volete che sia, quell’inutile di Stannis, affiancato da un mortificatissimo ser Davos che su al Nord non ci voleva nemmeno venire. Jon, come suo solito, dimostra di non capire niente, ma ci mette una buona parola per Toro Irritato.

Nel geneticamente confuso regno dei Lannister, nel frattempo, Ser Gregor, affettuosamente detto il Montagna, è in pessima forma, e giace privo di sensi nel laboratorio. Oberyn l’ha conciato male prima di scoppiare come un gavettone di vernice. Qui si insinua addirittura che avesse intinto l’arma in un veleno potentissimo. Frate Indovino ce la mette tutta per salvare il Montagna: lo pungola, lo tagliuzza, ma niente. Interviene uno scienziato pazzo, subito sulla stessa lunghezza d’onda di Cersei, il quale pugnala la Montagna di qua e di là come il mago con l’assistente, solo che non c’è la scatola.
«Però forse non torna come prima, eh!» ammonisce lo scienziato, mentre distilla il sangue di ser Gregor in un fustino di birra.
Si intuiva, Maestro, si intuiva.
Dopo aver assistito a un’operazione chirurgica bislacca ma pur sempre più credibile di quelle di Grey’s Anatomy, Cersei ha la carica di ottimismo giusta per andare da suo padre a lagnarsi. Non vuole sposare ser Loras e per giunta dice che farebbe di tutto per proteggere il figlio, specialmente ammazzarlo con le sue stesse mani. Al padre, capite, non importa niente, e allora Cersei minaccia: «Guarda che dico a tutti che io e mio fratello facciamo le cosacce.» E Tywin cade dalle nuvole, non l’aveva mica capito! Cersei lo lascia a marinare nello sgomento e va a dare la lieta novella a Jaime: «L’ho detto a papà!» Jaime la prende su quello che sicuramente è un altare tutto da sconsacrare. Che menti pure servono a concepire una trama così, che menti purissime.

Tuffiamoci adesso nel multietnico mondo di Khaleesi, appena in tempo per una frizzante processione di postulanti. Un re magio si lamenta della sua nuova libertà, facendo gentilmente notare di essere diventato un barbone.
«Beh, vai alla Caritas.»
«Mi derubano, guarda grazie ma preferisco tornarmene schiavo.»
«Ok, ma solo con contratto a progetto.»
Il suddito successivo è un poverello che tiene in mano le ossa della sua bambina, arrostita da uno degli stupidi draghi di Khaleesi, il quale non si trova più. La regina allora porta i due rimanenti nelle catacombe e li mette alla catena, giusto per evitare che continuino a scambiare infanti per pecorelle. Quando se ne va, è investita dalle urla dei draghi, che non possono credere di essere stati legati così. Ora, il mio draghese è scolastico, ma penso che dicessero più o meno: «E che cavolo mamma, noi non abbiamo fatto niente, è stato lui e punisci noi?» E hanno ragione, indubbiamente. Ma Khaleesi non è mai stata molto in sé, non so se l’avevate notato.

Alla barriera si bruciano i morti e Melisandre sta in mezzo. Dove c’è un fuoco c’è Melisandre. Il che in fondo è normale, se consideriamo che sotto quelle mantelle è sempre nuda.
Jon organizza un funerale a Ygritte appartato e low cost, e io queste scene alla barriera e dintorni le avrei saltate a piè pari, ma lo sforzo dell’attore di farsi il pianto è imperdibile e va ricordato da qui in poi per tutte le generazioni future.

I bambini sperduti, nel frattempo, raggiungono casualmente la loro meta: Bran, con le sue sopracciglia in morbido velluto, è il primo a vedere Nonna Salice. Io mi sono perso e non so perché siano lì, ma il tutto mi ricorda vagamente Kung Fu Panda.
Inaspettatamente, dei brutti scheletracci emergono dalla terra e agguantano i malcapitati. Bran entra in connessione wireless con Hodor e ammazza morti a destra e a sinistra, ma sono comunque in grande difficoltà. Jojen viene ucciso e anche la sorella se la passa male. Ma ecco arrivare una bambina molto sporca che sa tirare palle di fuoco (sono sempre più confuso) che porta i superstiti in una grotta di radici e scheletri (questi stanno fermi però). Ad attenderli, un simpatico anziano.
«Sei il corvo con tre occhi?»
«Sì, guarda, chiamami come vuoi. Brandon, tu ti sei smazzato un sacco per arrivare qui, ma è tardi.»
«Posso tornare a camminare?»
«No. Volare va bene lo stesso?»
Non so voi, ma a me sa tanto di truffa.

Intanto, negli Abruzzi, Podrick ha perso i cavalli e Lady Brienne si astiene dall’ucciderlo e parte alla ricerca dei ronzini perduti. E chi trova la signora? Il Mastino e la giovane psicopatica. Prima, per la verità, c’è solo Arya, che Brienne scambia ingenuamente per una bimba mentalmente stabile. «Buondì bella bimba, che graziosa sei, difficile essere una femminuccia e tirar di spada, ah? Non me ne parlare!» Al che arriva il Mastino e Brienne capisce finalmente che ha davanti la bambina che doveva proteggere e che questa si sta dimostrando dannatamente antipatica. Fossi in te mi mangerei il panino che le hai portato da parte del fornaio, Brienne. Segue una lotta tra paesaggio aridi, con pestaggio a favore di Brienne. Rimasta sola con il Mastino morente, Arya si rifiuta di finirlo e gli ruba i soldini.

Jaime vuole salvare il fratello Tyrion da morte certa. «Passa di qui!» gli dice, indicandogli una scala a chiocciola; ma l’uomo, invece di spicciarsi e obbedire, finisce in qualche modo nella stanza da letto del padre, dove, bella spaparanzata, se ne sta quella brutta traditrice di Shae. Tyrion non ci vede più e la strangola a mani nude, che non è proprio da lui e a me sembra di vedere Fuoco cammina con me una seconda volta, cosa che avrei proprio preferito evitare.
Dopo essersi scusato col cadavere, Tyrion acchiappa una balestra e raggiunge il papà, che sta seduto al gabinetto. Fa un discorso molto bello e intenso, ma ripeto, siamo alla toilette e non c’è l’atmosfera adatta, così Tyrion uccide il padre e raggiunge Varys. Quest’ultimo lo mette in una scatoletta piena di buchi come si fa con un lemure destinato allo zoo e fa per andarsene, poi pensa ma chi me lo fa fare di starmene in questa gabbia di matti, io che in fondo come unico tocco di originalità tengo un pedofilo vivo in una bara da trentacinque anni, e si imbarca pure lui.

Arya, più inquietante che mai, arriva a un porticciolo dove una barca sta per salpare.
«Devo andare a Nord», dice al capitano della nave.
«Intanto si saluta, brutta cafona.» Le risponde il capitano. «Secondo, questo è il traghetto per Corfù e abbiamo finito le cabine.»
«No, pensaci bene» dice Arya allungando il gettone di partito.
«Assessore, non avevo idea» fa il capitano, e le permette di salire così da portarla dove desideri.
L’episodio termina nel modo più banale e noioso di sempre, la barca che salpa e la ragazzina col vento e il sole in faccia verso la sua meta avventurosa.
La parte più triste di tutte è che, nell’ora che è durato questo obbrobrio, un plumcake avrei potuto farlo veramente.

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Una Montagna di divertimenti

Che l’abbiate già visto oppure dobbiate ancora gettarvi nella demoralizzazione, ho pensato che lo scorso episodio di Game of Thrones andasse affiancato da del supporto psicologico, quindi eccomi qua con una delle mie recensioni arbitrarie, imprecise e confuse.
Premetto che l’andamento dell’episodio è la fotocopia della partita Italia-Australia agli ottavi di finale dei Mondiali del 2006: non si fa una mazza per quasi tutto il tempo, poi alla fine c’è il recuperone finale con il rigore concesso grazie alle furberie di uno che in sostanza si chiama Grosso.
Ho saltato solo le parti che proprio non potevo sopportare di vedere di nuovo. Come sempre, aspettatevi spoilerissimi: se non avete ancora visto l’ottavo episodio della quarta stagione, smettete di leggere!
Se prima volete invece rileggervi le recensioni precedenti su GOT, le trovate qui.

Episodio 4×08

Titolo: The Mountain and the Viper
Titolo più onesto: Quanto vi piace Oberyn? Tanto, vero? Ecco, salutatelo che tra poco non vi vede più.

L’episodio s’apre con una gara di rutti in cui le signorine stanno vincendo. La ragazza madre svampitella, messa da Sam al sicuro in un postaccio malfamato, ode un verso tipo cucù e lo riconosce subito, sono i Bruti! Si nasconde dietro una tenda e viene trovata da Ygritte, che è buona le fa shhh da sotto la doccia di sangue. Non è che il momento trasudi tensione, però: alla svampitella non importa niente di niente, si è nascosta lì per non essere disturbata, mica per altro, e l’infante rubicondo è sereno come nessun altro la sarà più, specialmente dopo la fine dell’episodio.

Al villaggio vacanze Khaleesi, nel frattempo, c’è il pienone e gli ospiti del resort si fanno il bagno nudi, scena necessaria perché in Game of Thrones, lo ricordiamo, la regola è alternare un po’ tutti i generi di spade e foderi. Ci sono le ripetizioni di lingua inglese, ma con un altro nome, e anche delle utili lezioni di anatomia umana, in cui Khaleesi e la sua damigella Missandei si interrogano sull’evirazione, in particolare su che fine facciano “la colonna e le pietre”. Sì perché quello tra Missandei e il capo degli Immacolati è un amore contrastato dall’evirazione:
«Mi dispiace che ti abbiano evirato.» Dice Missandei al suo amato.
«Perché ti dispiace?»
Ma allora è immacolato veramente, santa creatura.
Al Khaleesi Village, però, arriva una mail, che doveva essere finita nello spam, poiché contiene il perdono per Ser Jorah da parte di Robert Baratheon, che era due re fa. Si scopre che Ser Jorah, interpretato, lo ricordiamo, da un sempre intenso Sebastiano Somma, era una spia al soldo dei Lannister. Lui è molto triste, perché questo azzera del tutto le sue probabilità di visitare gli appartamenti privati della regina dopo le ventitrè. Lei lo caccia con una formula da reality standard: «PRENDI LE TUE COSE! Hai un’ora di tempo per fare la valigia e salutare i tuoi compagni, la tua avventura finisce qui» e lui se ne va in groppa a un pony verso Un caso di coscienza 6.

Segue un momento intimo e familiare tra Lord Bolton e Ramsay detto Lo Psicopatico. Una noia mortale, mortale. Vuoi vedere che questi crepano per ultimi? Succede sempre così. Più sono barbosi più campano in ‘sta storia maledetta. Ad ogni modo, tra i due avviene un dialogo.
«Dimmi cosa vedi.»
«La campagna.»
«Guarda meglio.»
«Mah, non so, c’è umido, tristezza, ossessione per il Nord… La Padania, direi.»
«Dai, guarda meglio.»
«Niente.»
E insomma è un omaggio a Il piccolo Lord, tutto questo sarà tuo, ho fatto il riconoscimento di paternità dal notaio, squilibratello de papà.

Poi c’è Arya e il training da serial killer. Si parla di sentimenti: la bimba è un po’ delusa, non ha provato quella gioia nell’uccidere l’ultima vittima, altre volte si era divertita di più. Non perdere la motivazione, Arya, persevera.
Il Mastino vuole venderla alla zia, Lady Arryn, ma la zia è morta caduta da quel buco sicuramente non a norma attraverso cui gettava i rifiuti. Nessuno, a parte Sansa, sa che è stato Lord Baelish perché non ne poteva più di sentirla lagnare. Arya ride.

Nel frattempo, proprio nel lugubre castello della zia, Sansa, che poco prima aveva inventato tutta una storia per cui la zia si era gettata da sola, sembra aver capito che per restare viva deve cavalcare l’onda delle fantasie disturbate di Lord Baelish, che la ama in quanto riflesso minorenne della madre defunta – non vedo l’ora di vedere le bomboniere che scelgono. Per rimarcare il concetto, proprio mentre Lord Baelish insegna al piccolo, odioso Robin Arryn i rudimenti per stare al mondo con il giusto tocco di depravazione, Sansa si palesa a lui con un cambio d’abito che la porta di diritto nell’Olimpo delle Cattive Disney, nel ruolo di Yzma.

 

sansisma

 

Ma passiamo ora all’anticamera della fine, una tremenda chiacchierata sui minorati mentali tra Jaime e Tyrion Lannister, nella prigione dove quest’ultimo attende la chiamata per assistere al singolar tenzone. Non mi sono mai annoiato tanto dai tempi di Diritto Fallimentare. I due ricordano le sventure di un parente che appena nato è caduto dalle braccia della balia (complimenti signora) e ha quindi passato gli anni a venire nella più totale demenza a schiacciare insetti con le pietre, per poi morire per un calcio al petto da parte di un mulo. E Tyrion soffriva tanto per i poveri insetti, ma niente, il parente era troppo grosso per lui. Io ho capito la metafora dell’insignificante, l’impotenza del piccolo di fronte all’ingiustizia del grande sulle minuzie popolari, ma a un certo punto ho sperato che lo stesso mulo calciasse me per porre fine alle mie sofferenze.

Attenzione! Finalmente, dopo quarantacinque minuti di tutte le baggianaggini che vi ho elencato, arriva il momento tanto atteso: la giostra con il morto. Oberyn tracanna vino per farsi coraggio, che è un po’ come bere prima di mettersi alla guida e Tyrion è giustamente preoccupato: mettiti almeno un elmo, gli dice, ma quello non ci pensa neanche a mettersi il casco, anzi assicura che oggi non morirà. Ricordati tra poco di queste parole, Oberyn, ricordatele bene. La sua simpatica compagna indo-britannica non è convinta, specialmente dopo aver visto quanto grande è l’avversario. Ed è veramente enorme, la Montagna, ci si aspetta che la sera rincasi in cima a una pianta di fagioli.
Oberyn fa un po’ di manovre da giocoliere da piazzetta per scaldare il pubblico. Per favore, Oberyn, concentrati, non sei Adelina Sotnikova alle Olimpiadi Invernali. Nonostante questo sfoggio di inutile twirling, Oberyn sembra pure avere la meglio. Ma, poi, siccome ha sta fissa di vendicarsi, non finisce il contendente subito, vuole farlo confessare. E ciò, amici cari, è la sua fine. Con tutti i legamenti recisi, il Montagna si alza, si avventa sull’esotico avversario e gli fa scoppiare la testa pressando tanto tanto tanto sui bulbi oculari. Ah, le giostre! La povera compagna di Oberyn lancia un urlo che avrei lanciato pure io anche solo per lo schifo, Tyrion è attonito e sconsolato perché presto morirà, mentre Cersei, soddisfatta del lavoro della Montagna, sorride diabolica e si appresta a fargli l’altra metà del bonifico.

tragedia

Quarantacinque minuti e diciotto secondi di inutile noia per sette minuti di sconcertante orrore.

Parte la chiusa e noi scorgiamo, come ultima istantanea beffarda, un mostro dal volto deformato di dolore e sgomento trai titoli di coda. Ci avviciniamo, cercando di capire che intento di regia ci sia, dietro a questa trasparente maschera. E poi guardiamo meglio e scopriamo che quel volto è il nostro, riflesso sullo schermo.

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