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Mille modi per morire

Il finale di stagione di Trono di Spade adopera la sua formula vincente: non succede nulla di che, ma vuoi o non vuoi ne schiatta uno che vi piaceva. Fate altro, dunque, anziché guardarlo, vendete polizze ai grilli nei prati, contate gli spinetti ai porcospini, dipingete sorrisi sui sassi. Se volete, qui c’è tutto quello che serve sapere, nella solita marea sanguinosa di spoiler.

Episodio 5×10
Titolo: Mother’s Mercy
Titolo più onesto: Quando l’inverno arriverà non ci sarà più nessuno ad attenderlo

Al Campo Stannis, Melisandre è contenta: i ghiacciolini si sciolgono! Ma Stannis non è soddisfatto, eppure dovrebbe esserlo, considerato che ha bruciato viva la figlia per qualcosa che la primavera avrebbe fatto il mese dopo (perché tutti dicono che l’inverno stia arrivando, ma è facile dirlo quando ti accampi in Alaska.) Poco dopo, si svolge una scena che è un po’ la trama delle barzellette: «Sire», dice un soldato. «Dimmi», risponde Stannis. E il soldato, uno diverso ogni volta, o lo porta dalla moglie che si è impiccata a un albero, o comunica che metà dei soldati ha deciso di disertare, o annuncia che anche Melisandre ha acchiappato un cavallo ed è fuggita. Proprio come in una barzelletta vera, alla fine uno proprio si sforza di ridere, ma non ce la fa.1. Stannis
Nel frattempo, Jon Snow è molto noioso.

2.Jon
Sansa scassina una porta con l’apribottiglie, o se preferite è una scena de La signora in giallo, è uguale.dSo che vi gira la testa ma vi assicuro che non è la cervicale, è che qui a Game of Thrones o si salta di palo in frasca o non si dorme tranquilli.

Brienne è sempre lì, dove l’abbiamo lasciata negli episodi precedenti, a guardare fuori. Sul serio, è la stessa locanda, solo che sono passati duecento anni, l’oste è morto e sono cadute le pareti. Il suo valletto l’avverte trafelato: c’è Stannis! Brienne non si fida, come fa a sapere che si tratti proprio di lui? Il valletto risponde che ha visto i cuori fiammeggianti, che è uno stemma buono appena appena per una gang di motociclisti. Lei ne è tanto destabilizzata che lascia la sua postazione. Finisce così che Sansa accende la famosa candela sulla torretta nell’unico momento in cui la cavaliera non la sta guardando. Una cosa dovevi fare, Brienne of Tarth.

brienne

Stannis e la dozzina di uomini che lo seguono le prendono forte dai Bolton. Finito in un boschetto e ferito gravemente, egli riposa sotto a un bel pino. Ma non si può stare mai in pace, perché arriva Brienne, sì, quella che non sta rimanere al suo posto per più di duecento anni. «Ho visto la fumata nera del Conclave con la tua faccia uccidere Renly, eri tu?» Era lui. Brienne lo uccide e speriamo che almeno un po’ di malinconia le passi. Un espediente sottile di regia ci suggerisce che tutti gli altri sono morti.

morti
A Boltonsport, Theon butta giù dal balcone l’amante pazza di Ramsay, che voleva fare del male a Sansa. Poi, in un picco di adrenalina intelligente, i due saltano dall’alto come due entusiasti dell’LSD che hanno appena visto Dumbo in VHS.

thesansa
La guardia pedofila picchia con un bambù tre povere bambine a scopo selettivo. Quella che non piange vince una serata con lui. Per fortuna si tratta di Arya, che lo acceca, lo torturicchia e infine lo sgozza.
Ma quando torna al regno di Indovina chi?, l’uomo Multifaccia la sgrida per aver ucciso l’uomo che sbagliato e per aver preso una maschera senza permesso. Poi si uccide, ma non era lui, ma uno con una faccia diversa sotto e un’altra e un’altra ancora e… non c’è modo di spiegarlo, sembra un cartone dei Looney Tunes; vi basti sapere che, pur non guardare più ‘sta roba, Arya diventa cieca.4.Arya
Jaime, Myrcella e un galeone della flotta inglese sono gli ingredienti per un romantico film familiare, intitolato Zio, sei anche il mio papà! Molto bello e commovente, racconta la storia di una ragazzina stupida che si fa baciare con la lingua da una mentecatta assassina e che poi si stupisce di morire avvelenata.
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Frattanto, a Veracruz, Messico, Tyrion, Sebastiano e Faabio sono seduti sui gradini, tutti preoccupati, manco Khaleesi fosse in sala parto. Si aggiunge Verme Grigio, che si è svegliato ora, non è molto lucido e abbaia per cacciare Sebastiano. Dopo averlo accarezzato e premiato con una rondellina di wurstel, gli altri decidono che Seba e Faabio andranno a cercare l’amata principessa. Verme, che nel frattempo ha già mangiato il suo premio, si dispiace di non poterli seguire e ci regala la sua tipica espressione del bambino allergico che ha appena pestato un’ape.

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Ah, è tornato Varys. Noto solo ora una vaga somiglianza con Federico Moccia. Se fosse lui, si spiegherebbero i suoi sporadici racconti raccapriccianti.

Khaleesi si è persa al Supramonte di Orgosolo e il suo drago ha una ruota bucata. Sporca come ai vecchi tempi, passeggia finché una tribù simil-Navajo di sua conoscenza la accerchia – e pare non avere alcuna intenzione di chiamarla ‘mamma’.misaaa
Cersei non ne può più della prigionia e confessa qualche avventura tra cugini, ma tralascia quella storia del fratello per precauzione. Dopo la confessione, viene lavata dalle suore con delle spugnacce da autolavaggio e subisce il taglio dei capelli.
«Come te li faccio, tracollo emotivo di Britney Spears?»
«No, grazie, pensavo più a Julia Roberts che intepreta Trilly in Hook, Capitan Uncino
Va detto che il risultato è un po’ più Gollum.

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Cersei è poi costretta ad attraversare nuda tutta la città, mentre le suore esclamano “Vergogna!” e scandiscono il tempo con una campana per vacche, l’ironia. Al di là della scena, faccio notare come quattro monaci disagiati contengano la folla inferocita molto meglio di come Roma abbia gestito gli olandesi ubriachi in Piazza di Spagna.

Il decolleté di Melisandre fa il suo ingresso alla Barriera e lei recita la parte dell’affranta con sguardi languidi e sconsolati, ma Jon non può vederla perché è impegnato nella sua lettura preferita, i biglietti dei Baci Perugina.
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Viene disturbato dai colleghi, che lo attirano in una trappola e lo pugnalano tutti a turno, incluso quel lagnosissimo bambino inutile. “For the watch!” dice il pugnalatore, ogni volta diverso. “For the watch!”
E Jon Snow muore così, tradito, confuso, chiedendosi di che cavolo di orologio stessero parlando.

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Essere Jon Snow

Vi siete mai chiesti quante emozioni possano esprimere le facce meste di Jon Snow? Mi sembrate quasi tutti persone equilibrate, ma io, che non lo sono, avevo questa domanda in tasca da un po’. E ho trovato la risposta: a ogni sentimento, si può abbinare un musone affranto tra i fiocchi di neve. Vi faccio vedere.

Episodio 5×09
Titolo: The Dance of Dragons
Titolo più onesto: Panic! at the ludos

L’accampamento di Stannis brucia. L’evento infastidisce perfino Melisandre, che di solito è appassionatissima di piromania. Stannis ha un aspetto malmesso da vecchio zio che ha preso male il divorzio e che non si fa più la barba neanche nelle occasioni.

6

Jon e i Bruti sparuti (più il gigante) bussano alla porta della Barriera. Li fanno entrare, ma all’inizio sembrava che non volessero aprire, un imbarazzo che neanche al confine sloveno prima di Schengen quando trovavano sigarette non dichiarate.

1

Siccome se non frammenta i segmenti non prova gioia, la regia ci riporta da zio Stannis, che manda Ser Davos a fare una commissione strarognosa. Prima di partire, Davos regala alla figlia di Stannis un cervo di legno fatto benissimo, sul serio ritirati, fai l’artigiano, che ci stai a fare con quei selvaggi? Lei adora il regalo, lui le dà pure un bacetto ed è tutto così sereno e amorevole, che secondo me uno dei due oggi schiatta malamente.

4

Jaime è invitato dai peggiori ospiti mai esistiti, che in un salottino di disagio comportamentale decidono comunque di restituire Myrcella allo “zio”, a patto però  che si accolli pure Tryston. Anche Bronn viene graziato dalla compagnia delle Oberine, che dopo ventiquattr’ore di prigione sono già completamente esaurite.

8

Mi spiace tantissimo e mi scuso, ma bisogna tornare alla storyline di Leia la cozzara, che dovrebbe maneggiare segretamente il veleno ma il risultato è che ammira per sei minuti in controluce una bottiglia da aceto balsamico a due passi dalla vittima designata, ennesimo segno che a Braavos insegnano a usare mille facce, ma nemmeno un cervello. A cambiare i suoi piani, però, giunge Lord Tyrell, padre della Salamandra Furbetta e di Loras, il Ragazzo Arcobaleno. Con lui, c’è Meryn Trant, che io avevo del tutto dimenticato ma che Arya ricorda bene, perché ha picchiato sua sorella, dopo averle mostrato la testa del padre sulla picca, ma prima di tentare di abusare di lei. Arya prende la sua carriola di mitili e molluschi puzzolenti ed entra indisturbata nel bordello in cui si trova il malvagio capo delle guardie, che scarta tutte le prostitute finché non gli portano una minorenne. Arya si indigna ma per ora si ritira, torna dall’uomo Multifaccia e promette che i compiti li farà l’indomani, perdendo un’ottima occasione per sconsigliargli di continuare a farsi quelle mèches orrende.

2

Shireen, la figlia di Stannis con il nome da attrice porno, racconta al papà una storia di draghi e lui la ricambia con un pericoloso monologo sulle scelte e le responsabilità. Più che altro per farlo smettere, Shireen si informa:
«C’è un modo in cui posso aiutarti, papà?»
«Grazie per averlo chiesto. Sì, in effetti ero giusto venuto a dirti che ci farebbe comodo metterti al rogo.»
L’idea era di Melisandre, manco a dirlo, ma va precisato che tutti rimangono immobili senza protestare, salvo la madre, che però si oppone quando ormai la povera bambina ha raggiunto un grado di cottura irreversibile.7

Ma basta piangere! Ci sono i giuochi! Lionel Richie, oggi magistralmente interpretato da un Ferrero Rocher, raggiunge Khaleesi e Tyrion nel baldacchino reale, con Faabio che resta appollaiato dietro di loro provandoci di continuo con la regina. Dopo un primo taglio di testa, finalmente arriva il turno di Sebastiano. Egli combatte contro un signore enorme, esibendosi in giravolte fantasiose che per poco non lo fanno ammazzare, ma si riprende e uccide l’avversario, poi altri due e non solo, lancia una lancia (che eleganza terminologica, ah?) a un uomo mascherato che stava per uccidere la regina alle spalle! A questo proposito, Faabio, se facessi il tuo lavoro anziché annusare i capelli di Khaleesi, forse adesso non saremmo a questo punto. Non c’era così tanta gentaglia in maschera nello stesso posto dalla scena del ballo di Eyes Wide Shut.
Khaleesi è atterrita: coincidenza vuole che il vestito buono della quinta stagione sia bianco, e basta uno schizzo di sangue a rovinarlo per sempre. Per giunta, Lionel muore prima di poterle urlare dove si trova il passaggio segreto che conosceva (verrà ricordato come un uomo arguto). Siccome le cose si mettono malissimo, specialmente per l’abito, Khaleesi chiama telepaticamente il suo drago e lui arriva! Ed è bravissimo a capire quali omini deve uccidere e quali no! Daenerys gli si avvicina, si disinteressa dell’immenso parapiglia, gli sale in groppa e si fa un bel sorvolo ricreativo del Colosseo, abbandonando il suo amato, il suo consigliere, la sua migliore amica e l’uomo che l’ha appena salvata in balia di una setta di trucidatori in maschere veneziane.

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Snow of the Dead

Poteva mancare il riassunto della settimana? Vi rispondo subito: poteva benissimo. Ma se doveste scoprire di aver fatto una scelta sbagliata, nella vostra vita, potrete sempre ricordarvi che in questo episodio la trovata più intelligente è stata bere l’acqua dalle fughe del pavimento.

Episodio 5×08
Titolo: Hardhome
Titolo più onesto: Jon Snow non solo non sa niente, ma capisce anche poco

Catfight tra Khaleesi e Tyrion, sotto lo sguardo vigile degli addominali di Missandei. Sebastiano vorrebbe dire qualcosa, immagino la sua fortunata frase Vostra Grazia, vi amo!, ma gli intimano subito di starsene muto in un angolo e lui obbedisce, perché tanto è abituato. Si discute di cosa fare di lui: Khaleesi vorrebbe ammazzarlo e Tyrion comprende il sentimento, ma si pronuncia a favore di Sebastiano, che è espulso da Acapulco con effetto immediato. Beh, “espulso”, diciamo che lo mettono alla porta e gli dicono «Va’!», che è un po’ quello che facciamo noi coi pregiudicati stranieri.

jorah
Nelle segrete, Cersei viene percossa dalla badessa con un mestolo da brodo.

cersei1
Arya si allena con l’uomo Multifaccia per il Campionato di Panzane. Avrei detto che giocavano a Dungeons&Dragons, ma mancano i dadi, quindi non hanno neanche una buona scusa. Arya si inventa che è la principessa Leia e che fa la cozzara, una storia comunque più credibile di Trono di Spade e che finisce con recupero crediti e avvelenamento.
L’altra apprendista esprime il dubbio che Arya non sia pronta, ma l’uomo Multifaccia risponde che non fa alcuna differenza per lui, il che la dice lunga sulla sua vocazione didattica.

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Cersei riceve un avvocato d’ufficio che le dice che Tommen non ha ancora ripreso appetito.

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Demolito in quattro secondi dalle frecciatine di Sansa, potenti come una manciata di foglie secche, il povero Theon vuota il sacco e ammette che Bran e Reckon sono ancora vivi – o cielo, speriamo solo che non ce li mostrino, quegli scout tediosi.

Sansa
Discussione per capire come si appoggia il goniometro per tracciare un angolo dato sul naso di Lord Bolton.

bolton

Si è fatta ora di merenda; è dunque naturale che Tyrion e Khaleesi stiano sbevazzando quella vinaccia rossa che va tanto lì. Daenerys lo assume come consigliere e lui come prima cosa le consiglia di smetterla di accumulare poveracci come carte Pokémon.
In coda, apprendiamo che Sebastiano non ha preso bene l’espulsione e si fa assumere come gladiatore dall’uomo che l’aveva comprato, perché lo scopo della sua vita è stupire Khaleesi con sorprese che gli sottraggano dignità brandello dopo brandello.
Lasciatemi sottolineare ancora un dettaglio importante: l’acconciatura di Daenerys la fa somigliare a un carretto di Twisted Churros.

khaleesi
Cersei rivive l’incubo di ogni essere umano: la mensa all’asilo delle suore.

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Dopo essere stato medicato con il fango, Sam riceve la colazione da quel pesantissimo bambino mesto, che si lagna dell’alleanza di Jon Snow con i Bruti. Dacci un taglio, Semola: gli hai ucciso la fidanzata, siete pari.

moccioso
Jon Snow e il suo bastone da pimp approdano in un posto (che non so come si chiami, immagino Brutosport o giù di lì) che si distingue per essere la terra delle mimetiche invernali. Si avvicina un uomo ricoperto in modo molto creativo da tanti ossicini messi insieme, che insinua con educazione che tra Jon Snow e Tormund ci sia una romantica simpatia, ma l’ha detto guardate in modo così delicato, che non si spiega come mai Tormund gli fracassi il cranio con un bastone. E so che non ci dovrebbe piacere, questa violenza cieca, però se ascoltate bene mentre picchia sugli ossicini si sente un suono di xilofono che è una bellezza.
Quasi tutti i capi dei Bruti, tra cui una signora veramente notevole anche se  sembra un po’ una di quelle mamme che bevono Merlot alle dieci di mattina, decidono di allearsi con Tormund e Jon per battere i fantasmi catatonici. Ma è troppo tardi, perché l’esercito di scheletri ha circondato il ranch ed è un gran peccato che il Capo Bruto con gli ossicini sia morto, perché avrebbe trovato un mucchio di nuove decorazioni.
Il problema principale, nel parapiglia, è che ‘sti geni si sono persi l’ossidiana, l’unica arma che possa uccidere gli zombie di ghiaccio. Ci sono battaglie: il povero Jon, a causa della sua pessima strategia, cioè non avere strategia, è ferito; la mamma bella, nonostante il valore provato in campo, muore uccisa da uno sciame di zombambini e tutto sta andando malissimo senza dubbio, perché hanno messo una musica triste con strumenti ad arco.
Migliaia di nuovi scheletri rotolano giù dalla montagna e i pochi che sono rimasti vivi finalmente capiscono che è ora di telare. Dalla barca che si allontana, Jon Snow scopre con sgomento che i morti, con l’opportuna spinta di un comandante ghiacciolo, diventano zombie di ghiaccio a loro volta. Si può vedere con chiarezza, lo struggente attimo preciso in cui si rende conto della terribile verità: puoi lottare strenuamente, chiuderti nella Barriera, puoi pure solcare i mari, ma alla fine ti ritrovi sempre e comunque davanti una robaccia con gli zombie à la The Walking Dead.

JS

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Tronò™

Voi, che siete indietro e vi manca l’ultimo episodio del Trono di spade!
Magari siete state impegnati, non l’avete ancora guardato e non trovate il coraggio di perdere tutto quel tempo a recuperare. Magari ancora siete sicuri di non sopportarlo più, ‘sto telefilm alla deriva, ma vi sentite esclusi quando i vostri amici ne parlano… Da oggi è tutto risolto grazie a Tronò™!

tronòTronò™ è una guida rapida e di facile apprendimento, che vi garantirà un’idea precisa di tutta la puntata, grazie alle schede esaurienti e all’aiuto della funzione Mood™, che indica lo stato d’animo con cui dovrete parlare del segmento corrispondente, se salta fuori il discorso al bar.

Se non siete ancora convinti, ci rivediamo quando vi accorgerete che questo episodio dura sessanta minuti.

 

Episodio 5×07
Titolo:The Gift
Titolo più onesto:Gli Orologi della Notte hanno rotto. E anche la neve

Gioioso raduno nel cortile dei Cavalieri dell’Apocalisse; consueto gran sfoggio di pellicce Annabella, ma Sam si ostina ad optare per un trapuntino di Conte of Florence, perché non sai mai che a un certo punto la cosa non si trasformi in un picnic sul prato.
Poco dopo, l’anziano Aemon suggerisce a Sam e Gilly di portare il bambino a Sud: ci voleva un saggio per notare che quel freezer di Barriera non è posto dove far stare un neonato.
Mood: Pomeriggio di Natale dal bisnonno in casa di riposo

uno

 

Sansa sta subendo ogni peggio, così si affida a Theon, la persona di cui non ci si può fidare neanche per imbucare una lettera, e lo supplica di portare la candela sulla rocca così i suoi fedeli sapranno che è ora di portarla via da quel manicomio.
Mood: I’s too late to apologize dei One Republic

due

 

Brienne continua a guardare un castello.
Mood: Il sentimento di quando uno salta la fila e si mette proprio davanti a te

3

 

Aemon insiste a chiamare il neonato “uovo”, ma poi smette, perché muore. Il che almeno crea un evento sociale alla Barriera, il funerale: momento in cui tutti si radunano e finalmente si accende un falò.
Mood: Harry Potter e il Nonno Salice di fuoco

5

 

Sansa insulta suo marito, una tecnica per farsi ammazzare che è proprio una trovata brillante, quasi quasi mi aggrego. Ciò che importa a noi finti spettatori è che Theon la candela l’ha portata a Ramsay, che ha scuoiato l’amica di Sansa, che insieme alla candela le aveva dato un mucchio di indicazioni contorte.
MoodSaw III

4

Nel reparto ‘altra neve’, all’accampamento di Stannis tutti hanno la broncopolmonite (ricordo che sono partiti dalla Barriera tipo trenta minuti prima). Ser Davos mette in guardia:
«Sire! Qui tossiscono tutti! Che mi dite?»
«Sta arrivando l’inverno!» Replica Stannis, re carismatico, competente, intelligente, opportuno, mai scontato.
Arriva Melisandre, ma rimane coi vestiti addosso, giuro che non me l’aspettavo. Propone un rito dei suoi, credo implichi sgozzare la figlia di Stannis o qualcosa del genere – ed è troppo anche per lui, tanto che la manda via prima che riesca a denudarsi, nonostante il consueto abito a sgancio rapido.
Mood: Spot Borocillina coi diavoletti della tosse

6

 

È da un po’ che non mortifichiamo una donna, come rimediare? Facciamo aggredire Gillyflower da due Orologi della Notte! E aggiungiamo anche un po’ di bullismo nei confronti di Sam, offre la casa. Deve venire un metalupo a rimettere ordine, per dire. Poi a Gilly vengono due belle pensate: la prima, quando getta in mezzo la frase: “la prossima volta LASCIALI FARE!”, per gratitudine. La seconda è pressapoco così:
“Sai cosa Sam? Che ne dici di approfittare di questo fresco sipario di violenza e soprusi per avere un rapporto sessuale? No ma se vuoi eh, è un’idea, la prima cosa che viene in mente in questi casi.”
Mood: Un giorno in pretura

7

 

Nel frattempo, a Palm Beach, Sebastiano Somma è messo all’asta ed acquistato insieme a Tyrion dal responsabile dei Giuochi di Danisport. Chissà dove verranno portati!!! No, scherzo, non interessa a nessuno.
Khaleesi e Faabio si sollazzano tra lenzuola dorate pacchianissime e cuscini a squama di drago di cui apprezzo almeno la coerenza tematica. Faabio cerca di farsi sposare.
Mood: Telenovela di Retequattro ambientata in Baviera.

8

 

Olenna bisticcia con il sacrestano, ma prima si rivelano quali sono le rispettive ossa scricchioline. Lui cerca di venderle un libro esoterico, poi le fa un discorso proletario sul grano che neanche Tolstoj.
Mood: Testimoni di Geova la domenica mattina; le parti di Anna Karenina dove non c’è Anna Karenina

9

 

Il piccolo Tommen non vuole mangiare. E ha ragione, avessi una moglie così in carcere sarei in preda alla disperazione pure io. Cersei sembra provare emozioni, ora però non saprei bene dirvi quali. Si ipotizza di parlare con l’Alto Passero e sinceramente io punterei piuttosto sul Gufo Uffa di Winnie the Pooh che ha sempre trovato soluzioni creative ai durissimi problemi del Bosco dei Cento Acri.
Mood: Gli ultimi due capitoli di Piccole donne crescono.

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Jaime parla con la figlianipote che dice tipiche cose da adolescenti: lo amo, lo sposerò, a proposito, zio che mi somiglia molto ma non sospetto niente perché sei il gemello di mia madre quindi grazie alla mazza ferrata che mi somigli, ti preferivo quando avevi ancora l’altra mano.
Bronn, nelle segrete, canta una canzone che piace a una delle Oberine, tutte e tre imprigionate nella cella di fronte (e tralasciamo che siano abbigliate come a un saggio di danza contemporanea). L’Oberina entusiasta ha problemi di freni inibitori, per cui si denuda e pretende che Bronn le dica che è la più bella nell’universo e quando lui avanza dei dubbi, gli dice una cosa come “scherzetto, tre ore fa ti ho avvelenato, adesso muori! Ma se dici che sono la più bella del reame ti do l’antidoto”. Con grande buonsenso, Bronn ritorna sui suoi passi. Con ‘sto sistema Biancaneve finiva in tre minuti. Se vi chiedono un parere al bar, guardate lontano, scuotete la testa e sussurrate: «Abbacinante…»
Mood: Pornhub, “Horny teen teases old man”

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Tutto è pronto per una ghiotta esibizione  e Sebastiano si concentra per fare bella figura e incidentalmente per rimanere vivo. Ma chi assiste ai Giuochi? Khaleesi, con il suo promesso sposo! Che caso incredibile. Se vi dicessi che non mi sto appassionando, vi direi la verità.
Seba la vede da un finestrino ed è tutto un fermento, così si mette l’elmo e va in arena (= un campetto di sabbia per gatti di tre metri quadri) e combatte contro tutti. Khaleesi, che fino ad allora era lì lì per vomitare su Lionel Richie, si interessa a questo misterioso gladiatore e pensa “allora ho fatto bene a vestirmi come se fossimo agli Oscar del 1985”. Quando scopre che si tratta di lui è schifata come non mai, ma quando scopre che le ha portato un regalo diventa subito più disposta ad ascoltare. Il regalo è Tyrion. Vabbé dai, magari Sebastiano ha lo scontrino.
Mood: History Channel presenta I segreti inventati del Colosseo

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Cersei porta a Margaery del ragù di cervo e un po’ di ingiurie, ma la prigioniera non gradisce e le tira indietro sia l’uno che le altre. Dopo la visita, in cui si è sprecato dell’ottimo sugo di selvaggina, si intrattiene a conversare col sacrestano, che le fa un po’ di storia del Gotico, parlando male di architetti a caso. Cersei non si dimostra abbastanza interessata e viene sbattuta in carcere da tre suore massicce.
Mood: Masterchef; Philippe Daverio agli Uffizi
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Sansa pietà

Eccoci di nuovo a esaminare la nostra trashata in costume preferita.
Se siete alla ricerca di un post dettagliato, ben fatto e senza spoiler dell’ultima puntata de Il trono di spade, devo dirvi che siete un po’ sfigati ad essere capitati proprio qui, dove si spoilera tutto e non si capisce niente. Buona lettura!

Episodio 5×06

Titolo: Unbowed, Unbent, Unbroken
Titolo più onesto: Almeno non c’è Jon Snow

Arya è alle prese con lo stage nel collegio che la prepara a lavorare nelle pompe funebri. Di per sé non è troppo un impegno, deve solo fare le spugnature ai cadaveri; ma è la compagnia che rende la vita difficile. Lì in giro, infatti, hanno tutti la fissa per l’Indovina chi?, ma con delle regole che si avvicinano di più a Pugno o Verità.
L’uomo Multifaccia è talmente ansioso di giocare a che va a svegliarla di notte e insiste in modo insopportabile e violento se gli sta andando male: «Ha gli occhiali? Viene da Westeros? Ha ancora la mano destra? Dimmelooo!!!»

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In luoghi più areati, troviamo Ser Jorah a tolettarsi come un’anatra, con il suo prigioniero accanto. I due discutono sull’opportunità di mangiare radici. Tyrion spiega le ragioni per cui ha ucciso suo padre: la prima è che l’aveva condannato a morte per un crimine non commesso, e Jorah non sembra capire cosa ci fosse da prendersela tanto. Poi l’altro aggiunge la seconda ragione: andava a letto con la sua ragazza. E lì Jorah ci arriva, perché finché non gli spieghi qualcosa che gli ricordi che Daario si è fatto Khaleesi e lui no, non capirà mai.

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Si ritorna ad Arya, che sta facendo le pulizie. Un signore le porta la figlia, perché è malata e soffre di continuo ed egli vuole solo che le sue pene finiscano. Arya, come sappiamo, diventa subito solerte quando si tratta di ammazzare qualcuno aggratis, così fa bere alla ragazza l’acqua putrida e batterica della vaschetta e la stecchisce. Questo all’uomo Multifaccia piace tantissimo, al punto che per premio la porta ai Musei Vaticani. Ma attenzione, in realtà siamo nel Regno di Indovina chi? ! Sarà pronta a indossare tutte quelle brutte maschere di lattice? Dice che tutte no, ma una sì. Io spero che prenda quella che sta toccando, perché è chiaramente quella di Mrs Doubtfire e allora fare le pulizie avrebbe tutto un altro ritmo.

Mrs-Doubtfire-Dancing-and-Vacuuming
In un’altalena tematica da vertigine, torniamo ancora a Jorah e Tyrion, ed è superfluo puntualizzare che il secondo deve subire la confidenza strappalacrime del primo su come si sia innamorato di Daenerys il giorno della schiusa delle uova. Per fortuna arrivano gli schiavisti maneschi ad alzare un po’ il livello degli accadimenti. O forse no, considerato che le disquisizioni sul potere del pene di nano rovinano un po’ l’atmosfera. Tyrion cerca di vendere Ser Jorah come il nuovo Massimo Decimo Meridio, giurando che ha vinto le medaglie nella lotta libera a Lannisport e io ho sperato ardentemente che fosse un’olimpiade organizzata dai Lannister con un nome molto stupido, e invece è solo una città con un porto, una delusione che non potete immaginare.
Cersei Lannister 4

Segue un gustoso spaccato sulle qualità di Cersei: non ride mai, ma si concede dei ghigni da fare imbarazzo; ha la metà della solita parrucca, ma beve sempre come un Alpino. Molto bello e interessante, dovevano mandare questo a Cannes, altro che Amy Winehouse.
Lord Baelish le annuncia di aver trovato Sansa, credo per fare in modo che Cersei stermini i Bolton e di prendersela lui, ‘sta povera ragazza. La Grimilde Ossigenata specifica che vuole  la testa di Sansa sulla picca e lui non batte ciglio, un po’ perché crede di spuntarla all’ultimo, un po’ perché, se pure Sansa morisse, il fatto probabilmente non sarebbe un ostacolo per le sue mire su di lei, non so se mi spiego.

Frattanto, a Siviglia, si dispiega la storia d’amore mocciana tra Myrcella e Trystane – o Tristaney, scegliete voi la storpiatura di Tristano che preferite – se vi interessa ci fanno le fanfiction. Io passo, mi basta il dato che lui abbia una gonna più bella di quella di lei, a cui invece hanno appioppato la versione in iuta dell’abito di Belle quando danza con la Bestia in piena sindrome di Stoccolma.tridy
Si baciano sotto a un gazebo, ma vengono interrotti da Jaime e Bronn travestiti da Re Magi, che sono venuti per salvare la figlianipote.  Poi nella scena piombano le pure le figlie di Oberyn, che sono spocchiose come lui, parlano come camionisti dell’est molto arrabbiati e si fanno chiamare Sand Snakes come una brutta cover band delle Supremes. Vogliono rapire Myrcella! Per fortuna arrivano le guardie del palazzo, pure loro in outfit da presepe, dando vita a una battaglia con fruste e capriole di impatto incredibile, che è stata ingiustamente privata della giusta colonna sonora, questa:

Per le Oberine si mette male, ma purtroppo non possiamo saperne di più, perché si preferisce spostare l’attenzione sulla pur sempre straordinaria Nonna Olenna che cerca in tutti i modi di convincere Cersei a liberare Loras: minaccia di toglierle il grano (inteso sia come pecunia che come filoncini di pane), le dà della donnaccia, ma niente, Grimilday non cede. Così, poco dopo, ha luogo un’audizione di testimoni per stabilire se Loras sia colpevole di fornicazione e sodomia, perché se di natiche non ne abbiamo viste, almeno parliamone! Alla fine sia Loras che Margaery finiscono arrestati. Cersei è soddisfatta? E chi lo sa, la faccia non le si muove neanche se la solletichi.

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L’ultima fatica del telespettatore è la permanenza della povera Sansa nel castello dei sogni di Sigmund Freud, che si deve sposare (Sansa, non Freud). Va detto che c’è un elemento reso bene, cioè le spugnature da parte dell’amante pazza di Ramsay, un’analogia con la mansione di Arya, a suggerire che l’imminente matrimonio con il Bolton sarà come una morte per la Sansa che conosciamo. Però che noia, veramente, che oscurità irritante, che trucidi racconti da serial killer che neanche Zio Tibia, fate bere anche a me l’acqua della vaschetta di Arya che almeno smetto di soffrire. La parte peggiore, chi l’avrebbe mai detto, è l’abito nuziale: una cosa vomitevole che non si vede neanche a Cortina, e lì ci sono signore che indossano l’intera Gang del Bosco con le codine di scoiattolo che penzolano da tutte le estremità. Qui siamo oltre, con lo scialle di agnello e il cappottone di lana da generale bolscevico e si intuisce quanto sia brutto perché perfino Theon è schifato e ricordiamoci che Theon vive nel canile.
Se non altro è un abbigliamento funzionale, giacché il matrimonio in questione  si tiene il Lapponia e Sansa deve percorrere, al braccio di Theon, tre chilometri in mezzo alle lanternine boho-chic – e intendo tre chilometri in tempo reale, ci mettono di più ad andare che a celebrare lo sposalizio. Ad ogni modo, Sansa si marita e viene condotta nella stanza da letto di un cacciatore di frodo e lì avvengono i soliti abusi sessuali, presentati con voyeurismo dal cattivo gusto di chi ha concepito la scena, per dare quel brivido in più a quattro pervertiti sparsi per il globo a cui auguro un futuro imminente di spugnature.

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50 Sfumature di Verme Grigio

La nuova stagione di Game of Thrones può essere finora ricordata come la stagione delle gite. Non succede niente di utile, ma ci sono i viaggi ricreativi. Monumenti, paeselli, prati, osterie tipiche, colline, montagne per i più sportivi; insomma, si abbandona Valar Morghulis in favore del Valar Portare il pranzo al sacco e un biglietto A/R per la corriera.

Ecco la più recente avventura, interamente spoilerata per voi, mentre qui ci sono gli altri episodi di cui ho avuto la sciagurata idea di occuparmi.

Episodio 5×5

Titolo: Kill the Boy

Titolo più onesto: Kill the Show

In una rivisitazione ChecchiPaoniana dell’Antico Egitto, che Faabio* chiama “Il distretto delle Piramidi”, troviamo Verme Grigio, così ferito e abbacchiato che è diventato grigio veramente. Tra questo e la morte del suo fido Ser Barristan, Khaleesi trattiene a stento la sua rabbia incontenibile, ma purtroppo l’espressività è quella che è e il suo vestito è tutto una cangianza, quindi il risultato è più che altro Barbie Sirena e il nervoso per la ricostruzione unghie venuta male.

kha

Sequestrati uomini più o meno a caso, li porta nelle fogne dove tiene i suoi draghi, in modo che questi li possano grigliare e sgranocchiare, con un discorso sulla disciplina dei figli che ci fa capire come mai i suoi non le obbediscano una volta che sia una.

jos

Jon Snow, frattanto, si intrattiene con Aemon e le sue carezzine, con il capo dei Bruti e la sua barba, con chi capita, ma sempre all’insegna della mestizia, per l’ennesima versione umida, buia, tediosa e in finta pelle de Il nome della Rosa. Come fa un attore a non stufarsi di ripetere sempre che l’inverno sta arrivando, lo sa solo lui.

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Tralasciamo le occhiate sconsolate al castello di Brienne, la Mulan Albina, e lanciamoci nell’imperdibile momento di nudità, che se no la gente si addormenta. Ramsay lo sterminatore di wurstel e tale Myranda si offrono volontari per questo segmento, tra unghiate alle pareti di pietra impreziosite da gentilezze verbali e fisiche fino a una velata minaccia di morte e accoppiamenti di matrice criminale – ah, George RR Martin, quando vorrei che ti si valutasse psichicamente.

ram
Sansa, che si sta tramutando lentamente in cornacchia, trova, grazie all’equilibratissima amante del suo futuro marito, il povero Theon nel canile e direi che l’abbiamo notato tutti che questa scena è interamente
rubata a Lilo&Stitch.


Segue un pranzo in famiglia con una nuova carrellata di soprusi di vario genere.ram2 E più li osservo dirsi e ricevere nefandezze come se niente fosse, tra una sorsata di vino e l’altra, più mi chiedo: ma com’è che non si avvelenano a bere in quei bicchieroni di piombo? Comunque, il succo del discorso è che la matrigna dello squilibrato è incinta, e ciò significa che lui forse non diventa re e lo so che non ce ne importa niente, ma se no che scusa abbiamo per fargli dire qualche altra sconceria? Chissà da chi ha preso, sto ragazzo.
Dal padre, ha preso dal padre, che per argomentare quanto bene gli vuole gli racconta il romantico aneddoto di come ha violato la sua povera madre sotto il cadavere impiccato del legittimo marito, oh Martin, simpatico mattacchione, ma hanno controllato che tu non abbia l’età giusta per essere Zodiac?
Come se questa rivelazione fosse normale (e tutto sommato, conoscendoli, lo è), i due seguitano sereni a giocare a Risiko.

Saltiamo a piè pari Stannis, Melisandre e Famiglia mentre lasciano l’Hotel Transilvania e torniamo a Verme Grigio: è molto importante vedere Verme Grigio che si sveglia con il capo su un cuscino ortopedico.

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E dài, state dieci ore al giorno a fare le trecce alla parrucca di Khaleesi e non vi prendete cinque minuti per fare un cuscinetto che non sembri appena uscito da un ordine Eminflex? Anche le sopracciglia di Missandei sono affrante, ma quello probabilmente perché la liaison tra lei e il malato nei libri non c’è, e grazie al Cielo, perché a spanne lei avrebbe a malapena dodici anni a questo punto della storia. Il che ci fa notare anche che, se c’è un’interazione tra personaggi di sesso opposto che non coinvolga stupri e soprusi, stiamo tranquilli che non l’ha inventata Martin.
Poco dopo, Khaleesi si rivolge proprio a Missandei: «Ho un paio di dubbi oggi. Il primo è: ammazzo tutti, sì o no? Secondo: ti pare che io stia sempre in vestaglia? A me pare di stare sempre in vestaglia.» Missandei risponde che non è qualificata e che nei libri è coetanea di Arya Stark, ma suggerisce di agire così, seguendo il battito del suo cuore, che da sola ha sempre preso tante buone idee. CHE?! Daenerys decide così di ripristinare dei giuochi mortali e di sposare l’ingabbiato piagnucoloso. Pensavo peggio.

Nel frattempo, molto, ma mooolto piano, Sebastiano Somma,vestito come di consueto da vecchio cacciatore di leoni del primo Novecento, con al collo la cintura di una vestaglia di Khaleesi che deve averle rubato dai panni stesi prima di essere cacciato dal suo cospetto, conduce Tyrion per mare. L’intrepido ha deciso di attraversare Valyria, terra che, per chi non la conoscesse, è un connubio molto realistico tra il set di Indiana Jones e il tempio maledetto e quello del film Anaconda.

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I due recitano poesie ricche di joie de vivre, finché non vengono zittiti dal passaggio di un drago e per un attimo nessuno parla e nessuno fa niente ed è quindi il momento migliore di tutta la quinta stagione e anche un po’ della quarta; ma poi, come in ogni videogioco a gettone che si rispetti, spuntano da ogni dove gli uomini di pietra, li assalgono e si portano sul fondo il povero Tyrion, che non può difendersi a dovere, in quanto è tutto involtizzato nello spago come un Cacciatorino. Sebastiano lo salva dalle acque buie, ma non hanno più la barchetta e questo significa che dovremo sorbirceli a campeggiare come stanno facendo tutti gli altri.
Per fortuna uno dei due presto diventerà un sasso – e chissà che ciò non dia un’impennata alla qualità della recitazione.

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Valar Morghulis – Parte II

Spoiler! Spoiler! Post aggiornato all’episodio 3×10. Spiattellerò tutto senza un minimo di ritegno. Trovate qui la prima parte.

So che siamo tutti un po’ scossi, dopo la visione degli ultimi episodi di Game of Thrones, ma proprio per questo è il caso di parlarne insieme per affrontare il trauma, almeno fino alla prossima stagione.

Episodio 3×09  

Titolo: The Rains of Castamere
Titolo più onesto: Se uno è de legno, è de legno

Conoscete già l’argomento: il peggior banchetto di matrimonio di sempre.
Ripercorriamolo passo passo.

Qualcuno, me compreso, s’era fatto un’idea degli Stark, cioè che magari sono iellati, però almeno sono valorosi e abili strateghi. Non può essere altrimenti, voglio dire, hanno quella scacchiera coi pupazzetti a forma di torri e carretti che muovono pensosi sulla tavola del gioco dell’Oca, uno pensa che abbiano in mente chissà quale mirabolante strategia. Cate e Robb, però, non hanno in mente proprio niente.
«Abbiamo abbastanza uomini?» Chiede la mamma, lievemente ottenebrata da tre stagioni di vendetta non dissetata.
Robb prende la torricella di pongo come se dentro ci fosse la risposta e fa un calcolo delle probabilità: «Se Walder Frey collabora.»
Eh già. Se Walder Frey collabora.

Ma chi è Walder Frey? Lo zio pazzo, non c’è bisogno di dirlo – quello zio pazzo a cui Robb aveva fatto una promessa, salvo poi infragerla, sposando la dottoressa di Emergency.
Quello di andare da Walder Frey, in cento spaventapasseri quali sono, a dire scusa tanto se ti abbiamo fregato, ci dai una mano in guerra? è un’idea completamente idiota, l’avrebbe capito chiunque. Magari Sansa no, però chiunque altro sì. Se fosse stato lì, Hodor avrebbe urlato «Hodor!» con rabbia – e avrebbe avuto ragione!

In realtà, i due hanno paura di morire male, ma perché paventano la possibilità di rimanere incastrati quando sono in guerra: il fatto che stiano andando da un re folle e imbufalito non è mica un problema, al massimo dirà di no e restituirà il tostapane regalato per le nozze! Il piano, infatti, è quello di tornare da Frey con la coda tra le gambe e dirgli che la ragazza promessa a Robb può sposare il cugino Edmure, che non è Re, non vale una cippa e assomiglia pure a Caio de La spada nella roccia, ma che vuoi che cambi, non è che stiamo qui a contare gli spinetti ai porcospini.

Così, l’esercito dei lupetti se ne va al castello di Frey, il quale offre un cocktail di benvenuto composto da riso basmati e torta sbrisolona, una miseria che non vi dico. Tutti si nutrono a turno con un po’ di groppo in gola, perché Frey è notoriamente lunatico, senza contare che la coda tra le gambe di cui sopra è anche di paglia.

Elegantemente abbigliato con il meglio delle Pelliccerie Annabella, Robb implora il perdono dello zio per quella cosuccia da poco che sappiamo. Al che, molto galantemente, lo zio fa notare che il torto non è stato subito da lui, ma dalle sue figlie/nipoti cesse; le chiama una ad una e le presenta. Qui scopriamo che le caratteristiche più brutte che hanno sono i nomi (Waldra, Walda, Derwa, di nuovo Waldra… diciamo che Walder ha un problema a ricordare i nomi e uno strano gusto per la W) e che non sono poi così male, dai, è che sono unte e bisunte.

Robb fa un discorso di circostanza veramente convincente: siete un bijou ma mi piace n’ altra, desolato. Se c’è qualcosa che posso fare… amici?

Allo zio queste scuse piacciono tanto, ma vuole divertirsi a imbarazzare i suoi ospiti e fa avvicinare la moglie di Robb, decantando la sua avvenenza come se ne avesse a buttare. Ora, non che io possa parlare di bellezza perché proprio non mi avanza, come si dice dalle mie parti, ma visto che l’argomento è quello: davvero davvero la signorina è tanto meglio delle poverette che stavano lì e che tutti prendevano in giro? Per lo zio sì. Le fa quattro apprezzamenti irripetibili che irritano molto (giustamente) Robb, ma quest’ultimo viene fermato nell’impeto dalla madre, che ha una faccia che dice chiaramente mo’ te ne stai fermo, pastrocchio di un figlio.
Pago dei bei complimenti che ha esternato, lo zio promette tende, birra e salsiccia per tutti e annuncia il matrimonio tra gli agnelli sacrificali di ambo le parti (l’identità della moglie, però, sarà segreta fino all’ultimo).
Lo annuncia, fate attenzione, in questo modo:

«Il vino scorrerà rosso,
e la musica suonerà forte
e ci metteremo questo casino alle spalle.»

Ora, ma vi sembra un annuncio per cui rilassarsi? Non è un minimo, come dire, ambiguo, sto vino rosso a cascata, la musica sovrastante?
Ma certo che no, andiamo ad assistere a queste nozze così gioiose.

(via)

La sposa arriva coperta da un velo di pizzo e tutti si guardano tra loro con lo stesso, cavalleresco interrogativo: quanto racchia sarà? Con sorpresa di tutti e tanta gioia da parte di Lord Edmure che deve sposarsela, la ragazza è veramente graziosa e si è anche lavata la faccia.
Terminata la cerimonia, c’è una festicciola che scolpisce nel granito la stupidità degli Stark.
Prima di tutto, il famoso vino viene offerto quasi solo a loro e gli uomini validi di Frey non toccano un goccio.
«Ma come, Lei non beve?» chiede Catelyn a Lord Bolton, sorseggiando una pinta che stenderebbe un alce.
«No, devo guidare» dice lui e nessuno, ma dico nessuno, si insospettisce.

Nel tavolo accanto, Robb vorrebbe slinguazzarsi con la moglie ma lei, opportunamente, gli fa notare che forse non è il caso. In quel momento, i novelli sposi sono cordialmente invitati, che vuol dire portati di peso, in camera da letto in modo che ognuno possa guardarli suggellare il matrimonio. Robb e consorte rimangono, insieme a tanti altri del loro gruppo, nella sala del ricevimento. I due parlano del figlio che lei porta in grembo.
«Lo voglio chiamare Eddar» fa lei. Ma sei scema? penso io, così lo condanni a morte!
E infatti, l’istante dopo, un soldato va a sigillare la porta.
Catelyn comincia a mangiare la foglia, ma ha bisogno di altre prove, magari chiudono l’ingresso per gli spifferi, che tra poco arriva l’inverno, non stiamo sempre a pensar male. Poi, però cambia musica: e Cate ci pensa, ma cos’è questa melodia, mi è familiare… Ah, sì, è The rains of Castamere, una canzone dedicata a Tywin Lannister… vabbé, dai, una gaffe, avranno sbagliato cd, ‘sti pezzi rinascimentali son tutti uguali.

Robb, che ve lo racconto  a fare, non s’è accorto di nulla, anzi, chiacchiera ai tavoli, beato come in ferie. Vedendo che sto gnocco proprio non capisce, lo zio fa fermare la musica e cerca di spiegargli bene che sta succedendo.
«Vostra Maestà, non vi ho dato il mio regalo…» Prova a dare l’indizio, li imbecca.

Cate finalmente ci arriva: non è un piumino d’oca sotto la trapunta, quello indossato da Lord Bolton: è una cotta di maglia! Che sorpresa stravolgente!

Robb, testa de coccio, sta ancora in piedi aspettando sto regalo, che sarà mai, un ipod? Speriamo sia un Ipod.

Da lì è un delirio tale che viene quasi da ridere. Catelyn molla un ceffone al Lord Bolton e urla «Rooobbbbb!»

Un uomo sfodera un pugnaletto nascosto e infilza ripetutamente la pancia della povera dottoressa da campo, perché quando uno dice “Eddar” dev’essere fatto scomparire subito subito, altrimenti sono sette anni di guai.
I musici sono spariti: al loro posto, una fila di arcieri che si concentra sul petto di Robb e degli ospiti in generale, un po’ di sgozzamenti che ci stanno sempre e lo zio che supervisiona dal desco per sincerarsi che stia andando tutto bene. Da come ridacchia, mi sembra soddisfatto dell’andamento della serata.

Anche Catelyn viene colpita alle spalle da una freccia ed è arrabbiatissima perché quel vestito di velluto verde era versatilissimo, buono in ogni occasione e adesso è tutto un brandello.
Striscia sotto un tavolo e vede che anche la moglie dello zio si sta riparando allo stesso modo. Così decide di ritardare il momento dell’agonia e si trascina fino a lei, acchiappa una daga e gliela punta alla gola, rivolgendogli una preghiera che suonava pressapoco così:

«Basta, Walder! Robb sarà poco sveglio ma degli altri figli che me ne faccio? Sono crepati o, peggio, femmine. Facciamo una cosa. Se ci lasci andare, facciamo finta che non sia successo niente, siamo pari! Ma proprio giurin giurello, veramente, giuro. Altrimenti, sgozzo tua moglie.»

Lo zio (con tutta la ragione del mondo, a dir la verità) le dice che ha già giurato una volta e guarda un po’ che è successo. Inoltre, manco se lo ricorda il nome della moglie, forse qualcosa con la W… che la sgozzi pure.

Catelyn capisce che lo zio, come si dice, has a point, così si offre come ostaggio se Robb sarà risparmiato e urla a quest’ultimo di alzarsi. Ma Robb è in pieno shock e si alza in piedi più perché è abituato ad obbedire alla mamma che altro. Appena il tempo di dire “madre”, che lord Bolton gli manda i saluti dei Lannister, cioè una pugnalata con girello, come è d’uso nelle gang in Sudamerica, dritta nello stomaco, da cui sgorga una vivace fontanella di sangue.

Ecco, questo è il momento esatto in cui finisce Game of Thrones e comincia un film di Mario Merola con regia di Alfonso Brescia. Catelyn molla un urlo disumano, taglia la gola della signorina che ci regala spruzzi come neanche al delfinario e se ne rimane lì, catatonica, finché un soldato arriva alle sue spalle e sgozza la sua, di gola, dando vita al fiume di sangue più lungo mai fuoriuscito da un collo.

Però, che matrimoni organizza, lo zio Frey: l’Enzo Miccio di Riverlands!

Episodio 3×10  

Titolo: Mhysa
Titolo più onesto: questi corrieri spediscono proprio tutto!

Tyrion e Sansa passeggiano e inventano dei buffi modi per rivalersi contro quelli che si prendono gioco di loro. Si fa spazio l’idea di riempirne i materassi di sterco caprino (ecco dove va tutta l’inventiva di Sansa), quando lui viene richiamato per una riunione importantissima e segretissima, all’inizio della quale Joffrey è felice in modo preoccupante, mentre sua madre fa quel sorriso annuale che scongiura la paresi che altrimenti avrebbe la meglio. Che succede? Si viene a sapere che Robb è morto e questo causa in Sua Maestà un entusiasmo creativo – in mezzo a così tanto wedding planning di qualità, è naturale che si faccia prendere la mano: vuole che gli venga spedita la testa del povero Stark, così può metterla su un piatto da portata il giorno del suo matrimonio e servirla a Sansa. Non è un’idea squisitissima? Inspiegabilmente, nessun altro vuole prendere parte al progetto. Al che Joffrey comincia ad avere le prime avvisaglie di isteria e il nonno lo manda a letto consigliando un biberon di semi di papavero («Ma io non ho sonno!» «Vieni Joffrey, senti a mamma»).

Mentre Bran e la sua combriccola di necromanti si radunano intorno al fuoco per raccontarsi le ultime storie di Piccoli Brividi – Edizione Winterfell, Theon se la passa malissimo, evirato e inchiodato a una X di legno, mentre il suo aguzzino rigira il dito nella piaga, gustandosi davanti a lui un gigantesco wurstel. Se non si vede non si comprende.
A proposito, indovinate cosa ricevono il padre e la sorella di Theon, direttamente a casa, in un pratico scrigno?

E' sempre opportuno accettare i pacchi del corriere con riserva di controllo

E’ sempre opportuno accettare i pacchi del corriere con riserva di controllo

Fosse per il padre, Theon potrebbe ritornare pezzo pezzo, per quel che gliene importa. La sorella, al contrario, decide di prendere una nave sportiva, riempirla “dei 50 migliori assassini delle Isole di Ferro” (ma come si scelgono? C’è un albo degli assassini o si fanno i casting?) e di andare a riprendersi il membro della famiglia senza membro. Era necessaria storia del wurstel perduto? «Assolutamente sì!» Gridò George R. R. Martin, prima di rimettersi a dormire.

Arya, dal canto suo, ha visto il corpo del fratello con la testa rimpiazzata quella di un maiale selvatico*, il minimo che potesse fare è freddare uno degli assassini di suo fratello. Il Mastino, che la sta scarrozzando da un paio di episodi, se la prende moltissimo perché si è fatto fregare il temperino da una bambina di undici anni. (*update: sì, era un metalupo! Adesso lo so! Potete smettere di inviarmi e-mail a riguardo!)

Non poteva mancare il momento amor prohibido, non si dica che a Game of Thrones  non sono romantici. Jon Snow si abbevera allo stagno come in un documentario di National Geographic, ma non ha fatto i conti con il fiuto da Bracco di Ygritte, che gli dimostra il suo sentimentalismo facendo m’ama non m’ama, solo che non ci sono margherite quindi fa il conteggio tirandogli le frecce (comunque non vi preoccupate, sono tre: l’ama) direttamente sul culatello.

Jaime torna a casa e la prima cosa che fa è raggiungere l’amata sorella. Cersei un po’ è contenta, un po’ non riesce a nascondere il disappunto nel vedere che il fratello è tornato senza la mano buona. Lui si guarda il moncherino con uno sguardo tristissimo. Come primo incontro dopo mesi e mesi, non sta andando proprio benissimo.

L’ultima immagine di questa stagione è Daenerys Targaryen. Visto che ci siamo, Khaleesi, è ora di piantarla: tutti combattono e perdono parti del corpo che ci si potrebbe fare una persona intera solo di mozzichi, e tu stai lì a fare l’antropologa?  E finiamola di spingere qualunque creatura a chiamarti mamma, a fare discorsi motivazionali in giro per i deserti e far volare i Draghi come le Frecce Tricolori a Follonica. Devi recuperare sette regni, mannaggia a te, non fondare una comune su cui fare crowd surfing. Ma chi l’ammazza a lei, gaia, fresca, con le trecce tenute dagli elastichini?

Proprio nessuno.
Per ora.

Perché, vedete, “Valar Morghulis” vuol dire “tutti devono morire”. Ma non nel senso filosofico che uno si aspetta, la caducità della vita, l’effimero anelito pronto a disperdersi nell’aria una volta che un coltello penetra la gola, no: Valar Morghulis è un appunto, un post-it misericordioso di Martin per noi che ci affezioniamo alla saga.

“Mettetevi il cuore in pace: tanto schiattano tutti.”

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